L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

Leggi su perizia e consulenza

Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

Leggi su formazione e ricerca

Lettura microscopica dei dischi

Anche se è vero che prima o poi i dischi tachigrafici andranno scomparendo, mi capita ancora abbastanza sovente di essere interpellato per eseguirne la lettura microscopica computerizzata tramite la mia procedura CMRT (Computer Microscopical Reading of Tachographs). Fra questi richiedenti annovero l’ Istituto di Polizia Scientifica dell’ Università di Losanna che, dopo loro approfondimenti, ritengono il mio procedimento il più moderno ed attendibile presente oggi sul mercato. Non a caso, quando lo ideai nel 1996-1997 lo depositai come invenzione e tale è stato riconosciuto con la patente di brevetto rilasciatami nel 2008.

Ultimamente, un caso che io avevo trattato in precedenza è stato elaborato anche dalla Polizia Scientifica di Zurigo che lavora invece ancora con il pur sempre valido sistema ottico meccanico della Kienzle, anche se ormai obsoleto. Questo sistema ha il solo difetto di non garantire la ripetibilità assoluta della misura a causa dei pur minimi giochi che il sistema meccanico ha in se e il fissaggio dei punti unicamente ottico che implica poi il loro riporto manuale su di un ingrandimento fotografico. Ciò premesso, i risultati praticamente si equivalgono, anche se nel caso specifico la citata Polizia ha dimenticato di quotare ed elaborare un punto di lettura decisivo.



Ho visto di recente in Internet che ci sarebbe un’altra procedura sviluppata in Italia in questi anni, ma che dal filmato-lezione sembra assai lungi tanto dall'elaborazione ottico meccanica della Kienzle che da CMRT. Non mi è dato di sapere perché nella citata presentazione non si citi CMRT ma solo il procedimento Kienzle. Siccome mi è stato richiesto da un Collega un parere, da quanto ho potuto vedere sembra che quella procedura italiana sia un tentativo di emulare CMRT che tuttavia è ben lungi dall'essere al passo con lo stato attuale della tecnica di settore perché assai primordiale. Il pericolo di queste pseudo lezioni è quello di far credere ai giovani ricostruttori, o a quelli più sperimentati che si volessero cimentare con queste analisi specialistiche, che in un paio d’ ore si possa apprendere una tecnologia procedurale dietro la quale stanno anni di studio e di lavoro. Il loro lato positivo è quello di mostrare che c’è anche dell’ altro, ma allora l’informazione dovrebbe perlomeno essere completa.

Infatti, ci sono delle particolarità in questo lavoro che vengono colte solo da chi da anni lo pratica e ne conosce tutte le metodologie. Queste problematiche sono relazionabili, per esempio, al fatto che il disco cartaceo ha sempre un minimo di gioco nella sede di inserimento all'interno del tachigrafo e che, di conseguenza, il suo centraggio rarissimamente è perfetto. Ne consegue che l’intero tracciamento può non esser perfettamente centrato e, di questo, tanto Kienzle che CMRT ne tengono conto già in partenza determinandolo. Un’altra particolarità è che la posizione di riposo nei dischi non corrisponde mai a 0,0 km/h ma, a seconda del tipo, varia fra 4 e 8 km/h circa. Anche questo elemento va determinato con precisione nelle operazioni preliminari, esattamente come va considerato il fatto che, solo raramente, il pennino della velocità a riposo viene a trovarsi sulla citata pseudo linea Zero del disco. A volte si trova sopra, a volte sotto: anche questo deve essere determinato con precisione a inizio elaborazione e poi riconsiderato nella determinazione di ogni punto elaborato.

L’elaborazione di un normale tracciato di regola considera almeno 10 punti. Nell'uso di CMRT io prediligo elaborarne 14 e questo sulla semplice base dell'esperienza acquisita. Per ognuno di questi punti l’elaborazione deve indicare l’attimo (tempo) e la corrispondente velocità, già considerate tutte le correzioni di cui sopra.
Per ogni settore (distanza fra due punti - esempio A-B) si deve sempre estrarre il tempo intercorso, lo spazio percorso e la relativa accelerazione (positiva o negativa). Inoltre per ogni punto devo immediatamente poter leggere quanti metri e quanti secondi mi separano tanto dal punto iniziale che dal punto finale considerati e tutto questo, oltre che in cifre, deve essere esposto anche graficamente.
In casi particolari deve essere a disposizione anche il grafico delle accelerazioni/decelerazioni poiché questo può aiutare nell’esame comportamentale del conducente.

Un altro punto decisivo nella precisione dell’elaborazione microscopica è quello della metodologia utilizzata al fine di non mai sommare il benché minimo errore di rilevamento di un punto con gli altri. Senza questa padronanza della materia, non è possibile fornire un lavoro tecnicamente attendibile.

Questo è quanto dovrebbe sempre far parte di qualsiasi lettura microscopica della traccia tachigrafica a cui si aggiunge l'indicazione molto più sommaria della percorrenza chilometrica indicata dalla corona più centrale, quella dei picchi, leggibile a occhio nudo.

Alcune particolarità della registrazione, come l’interpretazione dei segni anomali di tracciamento dovuti alle collisioni, non sono sempre possibili e, a volte, sono impercettibili a occhio nudo o con ingrandimenti di 25x (metodo Kienzle). Per queste analisi, delicatissime ai fini della ricostruzione, l’uso d’ingrandimenti superiori (50x e progressivi fino a 128x) sono indispensabili mezzi ausiliari ottici come il microscopio binoculare combinato, ai fini peritali, a una buona macchina fotografica integrabile con lo stesso. Queste analisi sono spesso decisive poiché permettono di individuare esattamente l’istante della collisione e quindi velocità e quant'altro.



Nell'ultimo caso elaborato, per esempio, fin quando non ho visto la traccia al microscopio avrei detto che l’urto si era prodotto quando il veicolo era quasi fermo mentre, di fatto, questo è avvenuto in concomitanza con l’inizio della bloccata. Una bella differenza che ai fini ricostruttivi può pesare parecchio.

Alla lettura microscopica computerizzata e alla relativa elaborazione deve fare seguito il rapporto di elaborazione, limitato strettamente a questa sola analisi di laboratorio, esposto in modo semplice, chiaro e conciso.

Scarica il PDF di un esempio di rapporto di elaborazione CMRT

Integrare l’elaborato di lettura della registrazione tachigrafica nel lavoro di ricostruzione del sinistro spetta invece al tecnico ricostruttore. In effetti, quando l’analista del disco opera congiuntamente al ricostruttore del sinistro, tutto è più efficace e chiaro.
È evidente che questa analisi è attività specialistica. Il tecnico ricostruttore può quindi delegare tale compito, e solo questo, a chi è debitamente formato ed attrezzato per eseguirla; così facendo il suo lavoro di ricostruzione non viene affatto sminuito anzi, acquista credibilità e precisione.

Da parte mia sono pronto a trasmettere in un workshop di specializzazione le cognizioni necessarie per svolgere correttamente queste analisi, ovviamente insegnando la procedura CMRT che non è affatto un programma informatico come qualcuno erroneamente crede. Come tutta la formazione seria, anche questa necessita del giusto tempo di apprendimento (2-3 giorni intensivi): solo così con una formazione adeguata si può essere in grado di saper effettivamente applicare questa procedura di analisi con successo, ovvero di essere in grado di elaborare ogni tipo di disco tachigrafico cartaceo e di redarne il relativo rapporto di elaborazione. Se foste interessati ad una simile formazione, fatemelo sapere che cercherò di accontentarvi.

Concludo con un breve pensiero personale anche sulla registrazione digitale. Questa è sicuramente di assai più semplice comprensione per il tecnico ricostruttore ma ci priva di diverse informazioni che invece il vecchio e caro disco cartaceo era capace di fornirci: la certezza del punto di collisione è una di queste.

Altro articolo sul tema