L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

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Resistenza strutturale o EES ?

Nel workshop di Roma, dove si sono toccate diverse problematiche inerenti l’analisi scientifica della collisione fra autoveicoli, non poteva mancare un approfondimento sulla validità e sull’uso del valore EES (Energy Equivalent Speed) nel calcolo, dato che a parlarci avevamo il Dr. Werner Gratzer, studioso che fece parte proprio del Team che elaborò tale teoria e sulla quale egli stesso sviluppò poi parte delle sue applicazioni risolutive.

Un primo concetto, tanto semplice quanto lapidario, è quello che mentre gli EES si calcolano, la resistenza strutturale si misura.
Questo significa che durante un Crash-test il valore EES non viene misurato bensì calcolato a posteriori in base ad altri dati rilevati.

Crash-test - Barrier impact

Fonte: DTC (Biel-Vauffelin CH)

Crash-test - Car to Car

Fonte: DTC (Biel-Vauffelin CH)


Mentre nel Crash-test contro barriera fissa (Barrier impact) i dati sono riferiti ad un unico veicolo, nel Crash-test fra veicoli (Car to Car) i dati sono riferiti ad entrambi i mezzi usati nel test e si riferiscono alle resistenze strutturali, difficilmente identiche, delle rispettive parti deformate.

Nelle due metodologie di Crash-test, tanto la la durata dell’impatto quanto le caratteristiche strutturali delle parti coinvolte, differiscono. È quindi evidente che per utilizzare nel calcolo di ricostruzione i dati che ne derivano, è necessario distinguere i dati misurati da quelli calcolati: per quest’ultimi sarebbe sempre necessario conoscerne anche la loro origine specifica ed i valori usati per calcolarli.

Inoltre, si parla quasi sempre genericamente solo di “barriera fissa” (Barrier impact) senza ricordare o sapere che oggi se ne considerano almeno tre tipologie differenti (FMVSS, ODB e AMS). Sappiamo sempre con quali di queste barriere è stato eseguito il Test a cui facciamo riferimento?

Attingendo allo stesso Crash-test, su questa base, i valori certi rimangono quelli misurati mentre quelli calcolati a posteriori implicano comunque tolleranze diverse e più o meno considerevoli.

La resistenza strutturale considera invece l’entità della deformazione del veicolo specifico e la rigidezza delle parti coinvolte nella deformazione. Si parte quindi da una quantificazione oggettiva chiara che nei Crash-test è misurata e che nel lavoro peritale di ricostruzione è pure misurabile e quantificabile.

A livello teorico, il calcolo basato sui valori EES (km/h) potrebbe sembrare altrettanto attendibile di quello basato sulla resistenza strutturale specifica (kN/m), fatto salvo che un procedimento parte da valori misurati mentre l’altro da valori calcolati. Nella realtà le cose non stanno come potrebbe sembrare. Infatti esiste una relazione diretta fra il valore della resistenza strutturale (c) e quello EES, espressa dalla formula seguente.


Fonte: Mag. Dr. Werner Gratzer (Salzburg – Austria)

Analizzando l’equazione, non può sfuggire che il valore EES è sempre esponenziale (elevato alla seconda ed alla quarta) mente quello della resistenza strutturale (c), non è affatto esponenziale. Ne consegue che il primo (EES) influenza il calcolo in modo esponenziale mentre il secondo solo in modo lineare.
Pertanto anche l’errore (tolleranza di scelta) del valore di resistenza strutturale influenza il calcolo in modo lineare mentre l’errore (tolleranza di scelta) del valore EES influenza il risultato in modo esponenziale: nel calcolo della collisione, è quindi matematicamente dimostrato ed indiscutibile che l’uso di EES – che implica possibilità di errori esponenziali e quindi di grande e maggior entità - è meno attendibile dell’uso del valore di resistenza strutturale.

Parlare di analisi della collisione è anche comprendere questi meccanismi e percepirne l’influenza sul risultato. Nello specifico questi sono i motivi per cui il tecnico ricostruttore, laddove necessario e possibile, dovrebbe sempre optare per l’introduzione nel calcolo del valore di resistenza strutturale delle parti deformate coinvolte, relegando il valore EES a semplice parametro generale di controllo.