L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

Leggi su perizia e consulenza

Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

Leggi su formazione e ricerca

Quando la curva non è tonda …

Un mio recente articolo (Dalla letteratura al software) a qualcuno non è piaciuto, verosimilmente perché non ne ha saputo cogliere l’importanza dei contenuti o perché vuole ostinarsi a non affrontare positivamente il nuovo, che nel 2015 è ormai più che maggiorenne essendosi evoluto non poco dai suoi primi passi. Mi riferisco al software scientifico di analisi della dinamica degli incidenti stradali e rispondo agli amici scettici semplicemente con un esempio dei più semplici, quello della velocità di curva.

Il quesito posto dal Giudice potrebbe essere quello di indicare a quale velocità una data curva può essere affrontata in sicurezza.

Un modo diffuso di affrontare il problema è quello di cercare sui libri la formula che si ritiene appropriata, come ad esempio questa e, per applicarla, definire il valore di “R” e quello di “a”.



Per il valore di “a” forse vi viene ancora in aiuto qualche buon libro indicandovi che come parametri base si può considerare che il modo di affrontare normalmente una curva genera accelerazioni laterali di 2 m/s2 circa, la guida vivace di 3 - 3,5 m/s2 e quella sportiva raggiunge accelerazioni laterali di 4 - 4,5 m/s2.
Per definire il raggio, il modo più preciso sarebbe quello di estrapolarlo dai piani di costruzione della tratta stradale considerata e, in mancanza di questi, lascio alla vostra immaginazione come ottenerlo tramite tacheometria, foto satellitare o fotogrammetria aerea, triangolazioni, e chi più ne ha ne metta.
Per fare questo calcolo basta quindi effettivamente una semplice calcolatrice o, come vorrebbe insegnarci qualcuno all’americana, utilizzare al posto della calcolatrice un foglio elettronico come MS Excel.

Siete certi che basti indicare questa sola velocità per rispondere a quel Giudice? Che basti questo per giudicare ed eventualmente punire il comportamento di quell’automobilista? Pensate veramente che sia questo analizzare e ricostruire un sinistro stradale? Per me questi sono solo i problemini che il buon insegnante di matematica e scienze (non si parla ancora di fisica) pone agli allievi dell’ultimo anno nelle scuole secondarie di primo livello.

Se il nostro Giudice vuole seriamente sapere qualcosa di più ai fini della ricerca della verità oggettiva, non dovrà assolutamente modificare il quesito, dovrà semplicemente scegliere persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina (C.P.P. art. 221, comma 1) ed avvalersi solo di esse. Ogni giudice ha il perito che si merita - soleva dire un anziano Giudice di Cassazione di Milano.

In tal caso come sarà affrontata dagli specialisti di settore questa problematica? Sicuramente andando ben oltre la semplice formula del libro di fisica, per esempio con un ragionamento del tipo seguente.

1. Nella realtà, il veicolo per percorrere quella curva segue una sua propria traiettoria che non è mai circolare. All’interno di quella stessa corsia, infatti, le traiettorie descritte da quel veicolo possono essere più di una e differenti fra loro. Analizzare la dinamica di un sinistro significa appunto saper analizzare ogni possibilità applicabile al caso in esame.

2. Il valore del raggio, che in rettifilo è infinito (R = ), durante lo sviluppo della curva è in continua evoluzione e non si riferisce al tracciato stradale bensì alla traiettoria descritta da quel veicolo.

3. La traiettoria descritta dal veicolo è definita dai punti di passaggio del suo baricentro. Quindi ogni posizione planimetrica del veicolo nel suo spostamento è definita dalla posizione, in quel preciso istante, del suo baricentro all’interno di un sistema di coordinate (x,y).

4. Tre punti definiscono una circonferenza. Pertanto conoscendo le coordinate di tre punti sulla traiettoria, si può conoscerne la circonferenza istantanea, ovvero relativa alla situazione compresa fra quei tre punti, e di conseguenza è dato anche il raggio.

5. Conoscendo raggio e velocità istantanea del veicolo, è possibile conoscerne la relativa accelerazione laterale istantanea, indice quest’ultima del modo di guida e, per il tecnico ricostruttore, fonte pure di ulteriori analisi (dinamica e cinetica).

Questa teoria, di facile comprensione, può senz’altro essere desunta dall’insieme di nozioni diverse contenute in libri diversi ma, il trasferirla nel calcolo ai fini della nostra analisi è assai arduo e complesso. Infatti, qui dobbiamo combinare la trigonometria al disegno della traiettoria per calcolarne i punti all’interno del sistema di coordinate ed aggiungere altri parametri di cinematica come il tempo per ottenere dalla velocità lo spazio percorso, ecc.
Ripetere poi tutto il processo per ogni infinitesimale frazione di spostamento del veicolo, con una calcolatrice o con un foglio elettronico è cosa praticamente impossibile. Pertanto cerchiamo di essere sufficientemente cogniti per relegare questi due strumenti solo al calcolo semplice e sufficientemente curiosi per voler scoprire, capire e fare nostre le vere analisi oggi possibili con il trasferimento del sapere dai libri al software scientifico risolutivo del nostro computer.

Restando al quesito del nostro Giudice, con queste premesse la nostra analisi si sviluppa in modo assai diverso e verosimilmente le conclusioni che ne derivano saranno più articolate ma anche esaustive ed effettivamente utili a quel giudizio.
Ciò premesso esemplifico. Considero inizialmente una sola traiettoria, la velocità costante di 100 km/h e quattro differenti punti di analisi operando su di una una foto satellitare, solitamente facile da reperire e da mettere in scala.


Fonte: AnalyzerPro

Procedendo in tal modo e senza neppure dover rilevare il raggio di quella curva, questa analisi mi permette di tracciare una data traiettoria, di calcolarne i valori istantanei, di compararli, di individuare i punti critici, di valutarne anche la minima correzione di traiettoria e quanto ne conseguenze.

Possiamo così subito renderci conto che la traiettoria del veicolo non è una semplice circonferenza e che all’interno di quella che sembra una normalissima curva il raggio istantaneo, ovvero quello effettivo che coinvolge il veicolo in quel dato punto, può variare, nello specifico da 150 a 230 metri circa e che, sempre alla stessa velocità, il valore dell’accelerazione laterale istantanea varia a sua volta da 3,3 m/s2 fino ad un massimo di 5,2 m/s2.



A questo punto l’analisi può continuare in un ulteriore approfondimento, per esempio variando il modo di guida, ovvero accelerando o rallentando oppure introducendovi una correzione di traiettoria e quindi, in conclusione, la nostra particolare competenza nella specifica disciplina si concretizza in una risposta scientificamente esaustiva ed attendibile poiché circostanziata e ponderata.

Posso usare la stessa tecnica qui applicata in modo altrettanto valido in altre situazioni, per esempio nell’analisi di una presunta manovra di scanso quando il conducente attribuisce a questa la perdita di controllo del proprio veicolo per il presentarsi di un ostacolo improvviso (cane, gatto, pedone, caduta di un masso, ecc.).

Questo della curva è solo uno degli esempi più semplici che io ho scelto per illustrare qualcosa delle capacità analitiche che oggi ci sono offerte con il trasferimento del sapere specialistico dalla letteratura di settore all’applicazione informatica scientifica di analisi. Questo è quanto io intendo, e spero con me anche Giudici, Magistrati, Patrocinatori legali e Assicuratori, per analisi della dinamica di un incidente stradale. Evidentemente un simile approccio necessita di particolari conoscenze di base, sicuramente individuabili nelle professioni di area meccanica di grado superiore, a cui si deve aggiungere ancora molto studio, pratica e se possibile anche un poco di ricerca.

Imparare a conoscere e padroneggiare questi strumenti informatici di analisi fa parte di questo studio e, a mio parere, oggi non è più possibile operare senza farne uso. A chi sostiene il contrario posso solo raccontare la storiella della volpe e dell’uva.
Il modo di fare uso del software è sempre comunque strettamente legato alla scienza e alla coscienza dell’operatore. Per noi al fronte, al tempo necessario per la pura analisi peritale dobbiamo aggiungere, prima di poterci accingere a farla, il tempo e l’impegno investito per acquisire tanto lo strumento quanto la necessaria maestria nell'utilizzarlo.
È questa formazione supplementare a farne la differenza e solo a queste condizioni la nostra professione diventa veramente specialistica e rispecchia il grado di responsabilità che queste analisi richiedono e che tutti, indistintamente, dovrebbero esigere da chi le esegue riconoscendone il valore e l’importanza, essendo qui in gioco la prevenzione, la salute pubblica e costi sociali enormi

Complemento in risposta a O. Omicini
Lavorando di regola in 2D, ovvero su un rilievo in pianta o, come nello specifico su di una foto satellitare, il parametro di sopra o sotto-elevazione della curva non è negli input iniziali. Inoltre, quella che va considerata è l’elevazione nel punto valutato. Esemplifico quindi come richiesto, ammettendo una sopra-elevazione (pendenza verso l’interno) del 3,4%.
Il calcolo precedente ci indicava che in quel punto riscontriamo una velocità di 100 km/h, un raggio istantaneo di m 149,31 ed un’accelerazione laterale di 5,17 m/s2 che, per un’accelerazione terrestre ammessa in 9,81 m/s2 corrisponde a un coefficiente d’attrito laterale di 0,5270, arrotondato a 0,53.


Fonte: Analyzer Pro

Sempre da Analyzer, applicando un altro modulo d’analisi, ottengo che se la curva avesse una sopra-elevazione del 3,4% questa corrisponderebbe ad un’inclinazione di 1,9°. A causa della sola sopra-elevazione il valore di accelerazione istantanea relativa a quel punto, passa da 5,17 a 5,60 m/s2 e che la velocità possibile grazie alla sopra-elevazione passa da 100 a 104,13 km/h.

Una chicca supplementare: qualora quella situazione si riferisse ad un motociclo, la sua inclinazione teorica in quel punto a 104 km/h sarebbe di 29,74°.

Davanti al Giudice, quanti Tecnici Ricostruttori hanno già sollevato questa problematica o la sua giusta soluzione ? Questa è Analisi della dinamica degli incidenti stradali con la "A" maiuscola e questo è proprio quanto ci sforziamo di promuovere durante i nostri workshop.