L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Analisi e sicurezza

La sicurezza sta alla base di qualsiasi normativa inerente la circolazione stradale, indipendentemente dal Paese a cui si faccia riferimento. Questa è infatti finalità primaria di ordine sociale ed economico per ogni Stato. Di conseguenza, ogni utente della strada è sempre tenuto ed in assoluto a mettere in atto tutto quanto sia utile a garantire il massimo della sicurezza per sé e per gli altri.
Con simili premesse, anche il lavoro specialistico di analisi e di ricostruzione dei sinistri stradali non può esimersi dal riservare un occhio particolarmente attento a tutto quanto concorre ad ottenere un ragionevole grado di sicurezza massimo.


Fonte: SUVA

Badare ai veicoli che seguono è una norma che il Codice della strada impone ai conducenti in diverse occasioni, quindi che implica un comportamento generale e costante da cui non si può fare astrazione. Non a caso dal semplice obbligo iniziale dell’equipaggiamento dei veicoli con uno o più specchi retrovisori siamo giunti all’abbastanza complessa norma europea (2003/97CE del 10.11.2003).

Ma non è certo sufficiente equipaggiare i veicoli con tali dispositivi di retrovisuale: il conducente, per ottenere quel ragionevole grado di sicurezza massimo, deve prima regolarli in modo tale da ottenere la miglior retrovisuale possibile e l’annullamento quasi totale dei cosiddetti angoli morti, poi farne debito uso.

Questa è regola generale universalmente acquisita e valida per qualsiasi veicolo, ed in modo particolare anche per quelli pesanti, tanto che la normativa europea (art. 2.7.1 - Allegato 2 - direttiva UE-2000/56-CE) indicala la regolazione degli specchi retrovisori fra i controlli ai fini di sicurezza sempre dovuti in preparazione ad una guida sicura.

Ne consegue che in dati casi l’Analista deve essere in grado di definire quale fosse stata la retrovisuale disponibile e se, con un miglior posizionamento dei retrovisori fosse stato possibile ottenerne una migliore. Infatti, il conducente che viaggiasse con gli specchi retrovisori regolati in modo non ottimale, dovrà accollarsene le derivanti responsabilità al momento in cui mette a repentaglio la sicurezza di chi lo segue e che lui non ha visto.

Consideriamo uno dei casi più semplici, quello del corretto posizionamento del solo supporto dei retrovisori laterali di un autocarro e la sua influenza sulla sicurezza di retrovisuale.

Di regola, il supporto dei retrovisori è posizionato più o meno ortogonalmente all’asse del veicolo, in modo da allontanare il più possibile verso l’esterno la superficie dello specchio. In questa situazione il lato interno del campo di retrovisuale riesce a stringersi dietro la cabina in modo tale che, ad una certa distanza, il settore occluso centrale si annulla. Nello specifico ad una decina di metri dal frontale la retrovisuale è pressoché totale ed il settore occluso ridotto al minimo.


Fonte: Analyzer Pro

Cosa cambia quando il conducente di questo autocarro fa ruotare in avanti il supporto dei retrovisori esterni avvicinando gli specchi fino a toccare la cabina e ovviamente li regola per tale posizione? L’angolo interno dei due campi di retrovisuale non stringe più verso l’interno ed il settore occluso diventa rettangolare e si prolunga così all’infinito dietro all’autocarro. Il suo conducente, in questo modo, si è praticamente precluso ogni possibilità di badare al traffico che lo segue. Questa sembra una semplice negligenza del conducente ma, di fatto, mette in grave pericolo la sicurezza del suo automezzo nel traffico.


Fonte: Analyzer Pro

Mentre nella situazione normale i due settori di retrovisuale chiudono verso l’interno con un angolo di -6° circa, con i retrovisori avvicinati alla cabina questo angolo si annulla ed il settore centrale occluso si prolunga all’infinito.


Fonte: Analyzer Pro

Questa prima analisi planimetrica va poi confrontata ed integrata con la definizione del campo di retrovisuale in sezione verticale, come rappresentato nell’immagine seguente.


Fonte: ing. Mauro Balestra

Con una simile analisi, lo specialista ARDIS (Analista e Ricostruttore di Incidenti Stradali) è in grado di spiegare scientificamente questa problematica a chi preposto al Giudizio e di quantificare quanto la regolazione corretta avrebbe invece potuto influire positivamente sulla percezione del pericolo da tergo.

Questo è un altro eloquente esempio che dimostra come l’analisi sia assolutamente prioritaria e determinante ai fini della ricostruzione di un sinistro stradale e della ricerca delle sue cause.
Per questo noi nei nostri workshop trattiamo molti di questi aspetti, aspetti di sicurezza difficilmente illustrati nella letteratura di settore e che vanno ben oltre alle semplici norme e prescrizioni. L'insieme di tutte queste analisi costituisce la parte più qualificante del lavoro dello specialista ARDIS.