L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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ARDIS, qualità vincente

Non posso negare che quanto sto pubblicando, ricevuto inaspettatamente da parte di un partecipante al workshop ARDIS-2 (Bologna,18-20 febbraio 2016) mi ha commosso e nel contempo mi ha ripagato di quanto ho fatto e faccio tuttora per la nostra professione. Infatti, pur sapendo che la qualità è nei piccoli numeri, ho sempre sognato una formazione diversa: l’ho plasmata sulle reali necessità della nostra professione, le ho dato l’anima, l’esperienza ed il sapere acquisito in 45 anni di ineguagliabile ed ininterrotta attività in questo settore, ma mai e poi mai mi sarei atteso che un Corsista che mi segue per la prima volta si potesse esprimere in questo modo, segno che che il mio da sogno ora è realtà.
Rispetto il desiderio di questo Professionista di rimanere nell’anonimato e, senza cambiare una sola virgola al suo scritto, lo ringrazio di cuore e pubblico.
Ing. Mauro Balestra.


Buongiorno Mauro,
oggi dopo 2 settimane dal corso trovo il tempo di scriverti due righe. Premetto che non sono avvezzo ad esprimere pareri e sensazioni su congressi e seminari perché solitamente mi devo limitare a prenderli passivamente per “quello che sono” e per “come vengono strutturati”.


Introduzione alla diagnostica dinamica

Spesso, per non dire sempre, esco da detti eventi con tanta insoddisfazione per l'approssimazione degli argomenti trattati e per non aver ricevuto nessun arricchimento tecnico o semplicemente nozionistico. Anzi abitualmente mi chiedo se sia valsa la pena di aver dedicato tempo e denaro ad un "corso" di approfondimento che non mi ha lasciato nulla.

Venendo a ARDIS-2, non ti nascondo che sono venuto a Bologna con lo stesso spirito con cui mi reco ad altri seminari, mettendo in conto la possibilità che ne sarei uscito con la solita e medesima insoddisfazione.
In realtà non è stato così!

Mi aspettavo di rientrare a casa, questo tu lo sapevi bene, conoscendo meglio Analyzer ed avendo acquisito quelle nozioni che mi potessero finalmente consentire di utilizzarlo. In realtà, al mio rientro in studio, del software ne sapevo poco più di quando sono partito. Ciononostante devo riconoscere che, pur non essendo state rispettate le mie iniziali aspettative, sono tornato a casa soddisfatto dei tre giorni trascorsi assieme e soprattutto per aver, per la prima volta, preso parte ad un seminario diverso dal solito. Sarà per la disomogeneità professionale dei partecipanti, per il clima collaborativo che si era creato, per la voglia di condividere le varie esperienze o per la volontà e lo sforzo dell’insegnante di voler sinceramente trasmettere a tutti qualcosa facendo loro prendere coscienza di cosa siano effettivamente quei “numerini” da inserire nelle simulazioni (accelerazioni), che mi sono sentito veramente coinvolto in un seminario.

Mi ha particolarmente colpito la reazione dei miei colleghi a bordo della tua Land Rover quando si rendevano conto di cosa fosse una accelerazione laterale di 0,4 g, una decelerazione prodotta da una frenata in ABS oppure quando prendevano atto delle possibilità di analisi che possono derivare dall’acquisizione strumentale di parametri fisici e dalla loro correlazione all’entità dei comandi impartiti ad un autoveicolo. Tutti dettagli e, se vogliamo, parametri che io davo per scontato viste le mie precedenti esperienze in campo veicoli stico.

Ma quello che veramente ho capito nel corso della tre giorni è che non esiste un solo modo, quello tradizionale e magari intuitivamente più semplice, per analizzare un evento ma esistono diversi modi (chiamiamole diverse prospettive) per osservare ed elaborare un processo dinamico, modi che non sempre portano al medesimo risultato e che conseguentemente portano il tecnico scrupoloso a farsi domande ed a cercare di darsi risposte trovando giustificazioni ed identificando quali fenomeni inizialmente trascurati hanno condotto a discutibili conclusioni.

Ciò che ho appreso mi ha portato professionalmente a ridiscutere in maniera critica tanti convincimenti e procedure che forse troppo pigramente avevo maturato e sulle quali mi ero assopito. La cosa veramente strana è che dopo aver assimilato e “digerito” la “lezione”, sto applicando l’analisi critica degli elementi oggettivi non solo alla cosiddetta infortunistica stradale ma a tutti i campi di cui mi occupo: dall’ingegneria strutturale alla logistica, dalla meccanica alla motoristica…
È come se avessi imparato ad analizzare i processi decisionali da un diverso livello, diciamo pure da un livello superiore, da un punto di vista più ampio che può consentire di trovare la via d’uscita da un problema; proprio come quando ti trovi in un labirinto. Infatti è comune esperienza che da dentro un labirinto, con gli ostacoli ad altezza degli occhi, trovi la via di uscita per tentativi mentre osservando il tutto dall’alto puoi subito escludere i rami ciechi.

Ho trovato un “chairman” del seminario con un atteggiamento diverso dal solito, una persona “alla mano” che nonostante la sua esperienza ha saputo mettersi al livello di tutti e parlare con tutti.
In sintesi concludo la mia disamina con una parola che penso riassuma il mio pensiero: “GRAZIE”.

A presto. (Segue la firma del Corsista)

P.S.: Se vuoi condividere il mio pensiero con gli altri partecipanti sei liberissimo di farlo. Nell’eventualità ti chiedo solo di togliere i miei riferimenti per rimanere nell’anonimato.

Workshop ARDIS-3 - Presentazione