L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

Leggi su perizia e consulenza

Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

Leggi su formazione e ricerca

Software di ricostruzione ?

Prendo spunto da alcuni commenti apparsi di recente su FB.
Commentando il modellino in 3D di ARAS HD (forse sarebbe stato più giusto dire di “FARO”) relativo alla FIAT Marea Weekend, che per la verità è veramente mal riuscito, ho letto l'arguto commento “Non è una marea … è un gommone”, commento che riferito a quel modellino condivido senz’altro.
Per dovere d’informazione preciso che questo software passando di mano a FARO ha pure cambiato il nome con cui era stato conosciuto ed apprezzato specie per le caratteristiche veramente eccezionali e superiori della sua rappresentazione grafica. Il suo declino, tuttavia, è precedente e risale già ai tempi del passaggio da ARAS 360 ad ARAS HD e alla contemporanea perdita dei diritti d’uso di un certo software scientifico di particolare pregio, vendutoci, fornitoci e poi cancellatoci arbitrariamente dalla licenza (parlo del modulo “Collide”, per chi non lo avesse capito). Ciò malgrado, a me personalmente le sue doti grafiche avevano permesso di sviluppare un certo discorso a margine dei miei studi sulla percezione cinematica dei conducenti. Non giudicherei quindi mai un software da un solo modellino mal riuscito quanto piuttosto dalla sua affidabilità, assistenza, aggiornamento, sviluppo continuo e, non da ultimo, dalle analisi che quel dato soft scientifico ti permette effettivamente di eseguire e dalle sue possibilità risolutive in ambito peritale. Che ARAS abbia fatto il suo tempo è certo e che FARO non sia più ARAS è un dato di fatto in ogni senso.

Da qui ad affermare che “abbiamo degli ottimi sistemi ampiamente collaudati ... Autocad ed Excel ... l'uno per rappresentazione grafica l'altro per le simulazioni” e che quindi non valga la pena “guadare ai software di ricostruzione ...” - altra frase letta in FB - ci passa veramente il mare: questo atteggiamento ricorda la favola di Esopo e tradotta in latino da Fedro, “La volpe e l’uva” o, peggio ancora, l’attitudine retrograda di chi nella nostra professione ancora oggi rifiuta il progresso, l’evoluzione e l’aggiornamento continuo.



Come il dentista non opera più in un angolo della piazza del paese usando solo una tenaglia per strappare i denti a chi dolorante si rivolge a lui, anche l’analista e ricostruttore di incidenti stradali di oggi si è evoluto e conta di nuovo sapere e di nuovi strumenti che, grazie a Dio, vanno ben oltre alle semplici applicazioni informatiche d’uso comune sopra citate.

Io, che non ho ancora avuto il piacere vedere grandi calcoli e valide simulazioni cinematiche fatti con Excel ed Autocad, ospiterei volentieri in queste pagine un esempio di ricostruzione così ottenuta e ovviamente corredato di grafica, calcoli e simulazione. Attendo solo che mi si metta a disposizione il filmato della simulazione insieme al descrittivo del sinistro ed ai relativi calcoli, ovviamente con l’autorizzazione a pubblicare il tutto con il nome dell’autore. Nell’attesa, esterno e mantengo tutto il mio scetticismo sulla validità attuale di una simile ricostruzione.

I veri addetti a questi lavori sanno che oggi l’uso del software di ricostruzione è ormai indispensabile essendo questo divenuto quotidiano strumento di lavoro. Costoro sanno anche, e questo è ampiamente acclarato, che la qualità dei risultati dipende quasi esclusivamente dalle conoscenze nella specifica materia dell’analista-ricostruttore e dalle sue vere capacità nell’usare il software scientifico con cui opera.
La scelta di un dato software non può quindi dipendere dal come viene pubblicizzato o dal sentito dire di chi, avendo lavorato sempre con un solo prodotto comunque non è in grado di effettuare un raffronto oggettivo con quanto altro offre il mercato.

Per personale esperienza posso affermare che non è il software più caro ad essere anche il migliore e che non è necessariamente il migliore ad essere quello più congeniale ad ogni utente ed il più adatto ai più svariati tipi di analisi.

Oggi, qualunque specialista, e questo vale per qualsiasi mestiere, dovrebbe essere in grado di valutare, conoscere, scegliere e saper usare i propri strumenti. Questo richiede già a monte la dovuta competenza professionale e, per chi la possiede effettivamente, oggi è tempo di fare il passo e salire su questo treno in corsa, quello delle applicazioni informatiche di analisi e ricostruzione. La cosa più difficile nel dotarsi di un software scientifico di ricostruzione è fare il passo in modo consapevole e documentato, avendo confrontato, visto e valutato vantaggi, pregi e difetti dei prodotti considerati.
Spesso vengo consultato per un parere nel merito e questo mi obbliga ad avanzare comunque alcune riflessioni di carattere generale.
A che serve che un programma sia “certificato” quando sappiamo a priori che il risultato dipenderà unicamente dai dati immessi e dalle procedure scelte dall’operatore? A meno di nulla.

È dire comune che tutti i software di ricostruzione ”basano essenzialmente i propri algoritmi sulla stessa radice originaria”. Simili affermazioni lette su FB, celano solo il mancato approfondimento circa le differenti procedure di calcolo quando, di fatto, anche fra le applicazioni informatiche più note e valide queste differenze non mancano e andrebbero conosciute e studiate.

Credendo pertanto decisivo che un dato software debba essere il più congeniale possibile alle mie esigenze, anche quelle della rigorosità scientifica, è su questa base che ho fatto le mie scelte e che suggerirei anche agli altri di operare per le loro.
Infatti, a fare la differenza è quanto il prodotto mi permette di fare, di analizzare e di risolvere, è l’affidabilità dei suoi procedimenti di calcolo ed i parametri che in questi utilizza, è la praticità del suo utilizzo ai fini peritali, è l’assistenza che mi viene data, sono i suoi aggiornamenti e la sua evoluzione, ovvero la sua storia nel tempo, il curriculum e le pubblicazioni di chi lo ha sviluppato e lo segue tuttora. Questo fa la qualità di un software e solo questo dovrebbe indirizzare l’utente nella sua scelta, consci del fatto che poi, una volta acquisito, tutto dipenderà ancora ed unicamente dalle nostre capacità di saperlo sfruttare al meglio, di saperne evidenziare le potenzialità e di saperne sostenere la sua validità.

È assolutamente ingenuo credere o illudersi che un dato software possa colmare le proprie lacune o che basti averlo acquistato per saperlo usare.
Oggi l’investimento non è tanto quello dell’acquisto quanto piuttosto quello personale seguente, indispensabile e necessario per imparare ad usarlo e per apprendere le nozioni supplementari necessarie per farlo con efficacia e cognizione di causa.
Io distinguo in modo netto il manuale d’uso dei singoli prodotti dall’apprendimento delle nozioni supplementari necessarie. Quest’ultime sono basilari e dovrebbero essere comuni a ogni prodotto che si dice fatto per l’analisi e la ricostruzione degli incidenti stradali.
Sono queste nozioni supplementari necessarie che permettono di conoscere a fondo il procedimento di calcolo e quindi di sapere come e quando applicarlo. Sono queste le nozioni che dovrebbero caratterizzare la formazione degli analisti di oggi e sono questi gli obiettivi che si raggiungono con e nella formazione solo quando si ha anche la possibilità, come è stato il caso a Bologna, di lavorare fianco a fianco con chi ha fatto grande la nostra professione tanto nei libri quanto nello sviluppo delle nuove procedure di calcolo.

La scienza della ricostruzione dei sinistri, per essere attendibile oggi richiede necessariamente anche l’uso di valide applicazioni informatiche di analisi e ricostruzione e di altrettanto validi specialisti di settore che le conoscano e le sappiano usare al meglio. Oggi non c’è più posto per l’improvvisazione e ancor meno per l’incompetenza e l’ignoranza.
Questa è la vera sfida che attende ogni tecnico ricostruttore seriamente impegnato: con un salto di qualità fare proprie anche nell’uso le applicazioni informatiche di analisi in aggiunta alla propria personale formazione professionale. È uno sforzo notevole che non si esaurisce nel tempo, un investimento di tempo e di denaro che comunque segna la differenza.

A chi invece è serio pur ostinandosi a rifiutare il nuovo, pur rispettandone la scelta credo che rimanga solo un’altra opzione: quella di essere tanto onesti con sé stessi da dimostrare lealtà sufficiente per comunicare alla Committenza che, non avendo seguito l’evoluzione non si è più in grado, in questa professione, di garantire la regola dell’arte al passo con lo stato attuale della scienza.