L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Software: calcolo o grafica?

Articolo con allegato l'esempio peritale in PDF (In calce il tasto per scaricarlo).

Poco dopo la metà del secolo scorso, abbiamo assistito alla nascita, all’evoluzione ed alla diffusione del computer che ha subito interessato anche il nostro lavoro di analisi e ricostruzione degli incidenti stradali.
Personalmente è così che nel 1974 implementavo su di esso il calcolo della collisione, forse primo al mondo non avendo ancora trovato notizia di altri che mi abbiano preceduto in questo. Lo si fece con FORTRAN, uno fra i primi linguaggi di programmazione particolarmente adatto alla traslazione delle formule matematiche.
È così che dal calcolo manuale e da quello con il regolo calcolatore giunsi anche all’uso del computer e ne seguii poi tutta la sua evoluzione, ovviamente nel campo di mia competenza.
Inizialmente, ovvero fino alla fine degli anni ’80, il computer era ancora adibito unicamente al calcolo. Solo in seguito iniziò la prima grafica in 2D mentre la rappresentazione tridimensionale computerizzata nel nostro settore è cosa di questo secolo. Di fatto e con grande lungimiranza, ricorsi già in precedenza alla rappresentazione tridimensionale del sinistro con i mezzi di allora, i modellini in scala: nel 1981 fu per il filmato di Esposauto e peritalmente nel 1984 fu per un sinistro mortale avvenuto sulla Torino-Ivrea, incidente che oggi qualcuno definirebbe “complesso”.


ing. Mauro Balestra – ricostruzione cinematica fotografico tridimensionale (1984)

Due generazioni con tre tipologie di utenti.
In questo tempo si sono alternate due generazioni di professionisti: quella dei tempi di autori quali Paolino Ferrari e Gino Nisini, e quella più recente degli ultimi 20-30 anni. Poiché della prima generazione i sopravvissuti ancora attivi sono più di uno, individuo oggi tre tipologie distinte di addetti ai lavori.

La prima è quella dei Computer-scettici che si ostina a sostenere che nulla è meglio del loro calcolo manuale e, al massimo, arrivano fino a dichiarare utile Autocad per la grafica ed Excel per il calcolo.

La seconda, che mi preoccupa quanto la prima, è quella dei più giovani che, cresciuti insieme al boom informatico definirei come Computer-fedefacenti. Questi sono soggetti spesso anche preparati che tuttavia, una volta davanti al PC, credono dogma di fede tutto quanto da questo esce e perdono così ogni atteggiamento di criticità nei suoi confronti. Non è colpa loro quanto dei nostri tempi e delle conseguenze negative dell’avvento di questa tecnologia di per sé comunque utile e positiva.

La terza tipologia è quella dei Computer-competenti. Questa oggi è sicuramente la categoria meno numerosa poiché è costituita da coloro che hanno avuto il privilegio di iniziare con i mezzi della prima generazione e di operare oggi avendo seguito ed acquisito le metodologie della seconda. Questi, quando sanno veramente coniugare le cognizioni della fisica, quelle dell’esperienza e della capacità di analisi con le nuove tecnologie, raggiungono il vertice della professionalità.



La formazione e l’aggiornamento professionale di oggi si confronta giornalmente con queste tre tipologie di addetti ai lavori: la sfida sta nel riuscire a dare a ciascuno quanto gli necessita per diventare Computer-competente, ovvero di acquisire quelle conoscenze specifiche che gli permettono di comprendere le procedure di calcolo del software e le relative peculiarità, di applicare all’uso informatico tutta la propria criticità e competenza nel settore per eseguire vere e proprie analisi scientificamente corrette.

Ciò premesso i software scientifici più evoluti, concepiti per l’analisi e la ricostruzione degli incidenti stradali, oggi si compongono di due parti: quella del calcolo scientifico e quella della rappresentazione grafica. L’interazione fra entrambe raramente è totale.

Mentre la grafica – e mi riferisco a quella tridimensionale - piace, è comprensibile a tutti e distoglie facilmente il lettore dalla sostanza, a mio parere il calcolo scientifico dovrebbe rimanere il fulcro attorno al quale si regge l’intera analisi e la rappresentazione che ne dovrebbe conseguire.
Questa grafica, assai più recente e famigliare del calcolo, ha quasi trasformato anche i nostri software scientifici in videogiochi per giungere fino all’assurdo di quel perito che mi ha chiesto di indicargli un prodotto che servisse solo a rappresentare in 3D quello che lui voleva far vedere al Giudice poiché, a suo dire, “… questo è quello che loro oggi vorrebbero avere da noi”.

Tragico ma vero.
Stiamo perdendo ogni capacità critica e di reazione a questa inesorabile tendenza. Ci si illumina per una bella rappresentazione in 3D mentre non ci si concentra più sulle procedure di calcolo. Ci si riempie la bocca di valori EES per mostrarsi sapienti nella valutazione delle deformazioni e così, spesso, si importano nel calcolo vere e proprie fantasie quando, contemporaneamente, non si parla praticamente mai della rigidità strutturale delle parti coinvolte che peritalmente può essere molto più significativa dei citati valori.

Parliamo tanto dell’uso del laser scanner per i rilievi e per la bellezza di certe sue restituzioni, strumento che dovrebbe comunque essere in dotazione alle Forze di Polizia ed usato nelle immediatezze del sinistro essendo il rilievo della scena dell'incidente accertamento irripetibile. Pertanto, in questo ambito tale strumento rimane comunque marginale all’analisi ed alla ricostruzione del sinistro in quanto non fornisce al calcolo maggiori elementi utili di quanto non si possa già ottenere con altra strumentazione meno costosa ed impegnativa.

Ciò premesso, il laser scanner è sicuramente interessante per il tecnico ricostruttore nel rilevare il profilo di deformazione dei veicoli e, di conseguenza, diviene un buon ausilio per la definizione delle rispettive posizioni-direzioni di impatto. Tuttavia, dobbiamo sapere e sempre considerare che il profilo di deformazione che rileviamo con il laser scanner non è affatto quello necessario alle procedure di calcolo della collisione: infatti, alcune di queste procedure considerano giustamente la deformazione effettiva differenziandola da quella restituita mentre, il laser scanner, rileva solo la deformazione residua permanente.


Forze di deformazione e di restituzione nella collisione fra due veicoli – Fonte: Burg/Moser

Questo è l’esempio di una delle particolarità scientifiche della nostra professione che lo specialista deve conoscere e considerare criticamente per fornire analisi attendibili. Per questo metto in guardia Utenti e Colleghi dal sottovalutare l’importanza primaria del calcolo del software e dal sopravalutare il valore secondario della rappresentazione tridimensionale. Per entrambe sono necessarie competenza e capacità critica, specie dando a ciascuna di esse, calcolo e rappresentazione tridimensionale, il loro giusto valore probatorio peritale.

In PDF la ricostruzione tridimensionale del 1984   Vedi Crash-Test ad Esposauto (filmato 1981)