L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

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Contrassegno stradale?

Spesso si invidia la Svizzera, o meglio quello che si crede di sapere di questa Confederazione di Stati fondata nel 1291. Poi, quelle poche volte che la si vuol prendere ad esempio, spesso lo si fa con poca cognizione e qualche volta anche a sproposito. È il caso della recente proposta di introdurre in Italia un contrassegno stradale per l’uso delle strade provinciali, idea subito reclamizzata da alcuni Media con un accattivante quanto falso “come già avviene nella vicina Svizzera”.


Vignetta autostradale svizzera per il 2017

Riportiamo il campanile in centro al paese, come si dice in gergo.
Innanzitutto la cosiddetta “Vignetta autostradale svizzera” è il contrassegno necessario unicamente per la circolazione in autostrada (segnaletica su sfondo verde). Questa include anche il pedaggio dei trafori autostradali, primo fra tutti quello del San Gottardo lungo 16'918 metri. Così mentre per passare una sola volta nel tunnel del Frejus (m 12'895) oggi si pagano 44,20 Euro, in Svizzera con soli 40,00 CHF, ossia circa 38,5 Euro si circola tutto l’anno sull'intera rete autostradale!
Infatti, la vignetta è tassa federale annua che di fatto sostituisce il pedaggio autostradale che in Italia che si paga ai caselli: questi la Svizzera non li ha mai voluti in quanto, inutilmente costosi, ostacolano la fluidità del traffico.

La tassa di circolazione per il resto della rete stradale Svizzera è invece tassa cantonale e corrisponde di fatto al “bollo auto italiano”. Questa è legata al rilascio della licenza di circolazione e delle targhe del veicolo: esserne in mora significa, dopo il puntuale richiamo per lettera raccomandata, vedere la polizia venire a casa a sequestrarti targhe e libretto.
La circolazione sulla rete nazionale Svizzera, ad eccezione delle autostrade, è pertanto autorizzata a tutti i veicoli regolarmente muniti di targhe, licenza di circolazione e copertura assicurativa RC. Per reciprocità, si estende a pari condizioni anche a tutti i veicoli esteri. L’introduzione in Italia di un contrassegno per le strade provinciali metterebbe in discussione tale reciprocità internazionale. Forse sarebbe bene pensarci.

Prendo spunto da questa precisazione per alcuni cenni storici relativi alle autostrade. Non tutti sanno o ricordano che la prima autostrada al mondo fu l’italianissima Milano-Varese, inaugurata nell’ottobre del 1924 alla presenza di Sua Maestà il Re.



La Domenica del Corriere di allora ne dà ampia notizia con l’illustrazione di prima pagina e, all’interno, con il servizio fotografico che riproduco integralmente in questa pagina.



A colpirmi è stata specialmente la foto del raccordo di innesto con le sue ringhiere malsicure, forse ancora solo provvisorie. Nessuna foto ci mostra invece il casello di entrata. Esistevano i caselli sulla prima autostrada del mondo e si pagava il pedaggio?
Certo che si pagava, perché da sempre l’autostrada è a pagamento. Il curioso è scoprire come si pagava allora il pedaggio autostradale.


Il primo contrassegno autostradale del mondo

Il contrassegno autostradale non è quindi invenzione degli Svizzeri bensì degli Italiani: data del 1924 ed è stato ideato ed introdotto proprio in occasione dell’apertura della Milano-Varese. Quindi con la “prima autostrada del globo” è nato anche il primo contrassegno autostradale del mondo.
Ditemi, era proprio necessario inventare i caselli per sostituirlo?