L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Rilievi e viabilità

Articolo con filmato: LO SCENARIO DEL SINISTRO IN 3D

Prendo spunto dall’investimento di pedone che il mese scorso, verso le 16:30 a Magadino (Svizzera) ha coinvolto un Anziano ed un SUV (Sport Utility Vehicle). Abitanti della zona e frontalieri mi hanno riferito di essere rimasti incolonnati fermi per oltre tre ore, senza poter aggirare il luogo per raggiungere il proprio domicilio, e mi hanno chiesto se questo sia veramente necessario.


Foto Ticinonews

Sappiamo e diamo per scontato che chi accorre sul luogo di un sinistro deve garantire innanzitutto la messa in sicurezza delle persone ed il soccorso alle vittime rispettando precise priorità. Queste incombenze sono assolutamente prioritarie ed inderogabili. Non è certo mia competenza valutarle.
Invece, dati i tempi d’intervento di cui sopra, è l’attività mirata alla raccolta degli elementi necessari all’inchiesta che merita un minimo d’esame. La domanda è semplice: sono veramente necessari rilievi che bloccano il traffico per tanto tempo? Ci sono alternative? Quali?

In Ticino, la polizia stradale oggi si chiama Reparto del traffico: questo si avvale di un gruppo relativamente giovane di ottimi agenti, formati e molto ben attrezzati allo scopo.
So personalmente, e per questo lo sottolineo, che questi Agenti lavorano con entusiasmo ed impegno. Pertanto quanto vado ad esporre nel seguito non vuole minimamente sminuire il loro lavoro e tantomeno le loro capacità, essendo questo articolo solo mirato alla conoscenza e all’impiego ottimale delle tecnologie oggi disponibili. Dall’esperienza sembra infatti che di questi strumenti non si conosca sempre il loro giusto potenziale: questo vale per l’intera Svizzera, per l’Italia e per tanti altri Paesi.

L’inchiesta richiede, nell’immediatezza dei fatti, che vengano assicurati (rilevati, documentati, e in certi casi prelevati e sequestrati) tutti gli elementi e tutti i reperti che potrebbero andare persi, alterati o cancellati. La strada, ovvero lo scenario, nel suo insieme non fa parte di questi elementi, rimanendo di regola tale ed inalterabile anche nei giorni a seguire.
Il primo intervento è pertanto un intervento d’urgenza irripetibile nel tempo. Nell’incidente stradale, solo ed unicamente gli accertamenti irripetibili giustificano l’arresto temporaneo anche totale della viabilità.
Nel caso di un sinistro come quello da cui ho preso spunto, l’accertamento irripetibile d’urgenza oltre ai dati delle persone e dei veicoli coinvolti e di eventuali testimoni, deve garantire la documentazione (fotografica e grafica) d’insieme. In questa fase è perentorio rilevare e documentare solo le posizioni chiave del sinistro quali la posizione della vittima e del veicolo, di eventuali tracce di frenata o di scarrocciamento, di eventuali incisioni, il campo di spargimento dei liquidi e dei frammenti di vetro, nonché ogni altro oggetto che la pulizia della carreggiata potrebbe spostare o alterare.
Queste operazioni, di competenza del personale adibito ai rilievi, iniziano al più presto e già durante l’opera dei soccorritori quando queste non ostacola il loro intervento.

A mio parere e salvo in casi del tutto particolari, non fanno parte dei rilievi irripetibili d’urgenza, il rilievo planimetrico generale della zona e, ancor meno, il rilievo tridimensionale dei luoghi. Questi sono accertamenti ripetibili e pertanto possono essere demandati ad altro momento, privilegiando nelle immediatezze dell’evento le necessità del rapido ripristino della viabilità.
È quindi importante che la Polizia, che non è Ente competente per la ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali, sappia esattamente cosa l’inchiesta debba raccogliere affinché gli analisti ricostruttori possano in seguito svolgere al meglio la loro opera ai fini forensi. Fra differenti rilievi e reperti Essa deve saper distinguere quanto è accertamento irripetibile e quindi prioritario da quanto è invece accertamento ripetibile e quindi secondario: quest’ultimo può essere rimandato ai giorni seguenti e, per quello tridimensionale, credo ci si debba addirittura chiedere quanto questo, nel sinistro stradale, sia compito di polizia piuttosto che dell’attività peritale di ricostruzione del sinistro.
A mio parere, compito di polizia e accertamento irripetibile, rimane invece il classico schizzo di campagna: veloce, inderogabile e sempre attuale e necessario anche negli incidenti di lieve entità. Le normali fotografie, e lo sottolineo scrivendolo in maiuscole, NON SOSTITUISCONO LO SCHIZZO DI POLIZIA!

Fra gli accertamenti sicuramente non irripetibili troviamo il rilievo tridimensionale del luogo del sinistro che, a seconda della metodologia e della strumentazione usata, può richiedere il blocco totale della circolazione anche per parecchio tempo, come è il caso del laser scanner.
Nella ricostruzione degli incidenti, la rappresentazione tridimensionale della scena è ormai diventata una moda. Anche se questa sembra essere meglio comprensibile per il non addetto ai lavori, diciamoci la verità: questa rappresentazione assai coreografica e piacevole all’occhio, distoglie quasi sempre l’attenzione dalla vera analisi delle cause del sinistro che invece, ai fini del giudizio, dovrebbe essere quella decisiva che veramente conta.
Ne parlo con cognizione di causa in quanto, nella ricerca che ho svolto a margine della Psicologia del traffico ed in particolare negli studi che ho condotto sulla percezione cinematica del conducente, sono stato io uno dei primi a farne uso, ma solo in senso ponderato e mirato a questo scopo specifico.

Nel frattempo, non senza la complicità di chi li commercia, sono proliferati i laser scanner e le loro nuvole di punti. Ormai tutti sanno cosa sono e come funzionano e, se qualcuno desiderasse documentarsi nel merito, basta andare in rete. Sapendo che richiedono la chiusura del traffico e la ripetizione della scannerizzazione in più posizioni, credo che sia stato proprio l’uso di uno di questi strumenti ad aver richiesto ai rilievi di polizia di Magadino tanto tempo di chiusura del traffico.
Era necessario effettuare in quel caso ed in quel momento un tale rilievo? Andava fatto la sera stessa o poteva essere demandato ad altro momento?

Per certo si poteva comunque ottenere almeno il medesimo risultato con altra tecnologia che usata adeguatamente non richiede mai l’interruzione totale del traffico e solo in casi rari quella momentanea. Quest’altra tecnologia, ai fini della ricostruzione dello scenario tridimensionale del sinistro, produce risultati migliori di quelli del laser scanner e compatibili con il software di analisi e ricostruzione.
Nei fatti: nel primo pomeriggio di sabato 28 ottobre, coadiuvato da una Collaboratrice, mi sono recato a Magadino sul posto di quell’incidente e, senza assolutamente disturbare il traffico, in soli 45 minuti d’orologio (dal mio arrivo sul posto alla mia partenza) rilevavo tridimensionalmente una sessantina di metri di quella strada.

In studio procedevo al lavoro di elaborazione del modello tridimensionale che, introdotto nel software di ricostruzione e qui messo in scala, fornisce contemporaneamente tanto la visione in pianta su cui lavorare quanto quella tridimensionale di rappresentazione.
Per me è solo una questione di semplice scelta ponderata degli strumenti più idonei al nostro uso. Infatti, con AnalyzerPro versione 18.0, software da me scelto e di cui ho personalmente curato la traduzione in italiano, oltre all’analisi ingegneristica della cinematica e della cinetica di un sinistro, oggi è possibile integrare e riconoscere il rilievo del modello tridimensionale del suo scenario. Questo significa che se nella rappresentazione planimetrica (2D) faccio passare un pedone da una scala, in quella tridimensionale lo vedrò scendere dalla stessa, come mostra il filmato seguente. Questo significa che la sua ombra proiettandosi a terra, raggiungendo un muro si proietta verticalmente sullo stesso.



Questo significa che la mia ricostruzione, in questo modo, sembra reale. Sì, sembra reale: di fatto rappresenterà la realtà dei fatti solo se la ricostruzione che sta a monte di questa rappresentazione è frutto di un’analisi scientifica completa e corretta che ben poco ha a che vedere con il mondo del tridimensionale. La terza dimensione nei calcoli, laddove è necessario considerarla, viene considerata a monte e indipendentemente dalla rappresentazione in 3D.

Qualcuno, mi ha detto che io pubblico per “business”. Bontà sua: ognuno giudica gli altri con il proprio metro.
Per arrivare a questi risultati non basta il software e la strumentazione idonea, nello specifico una macchina fotografica professionale e alcuni accorgimenti che non trovi sui libri ma che hai appreso dall’esperienza e dal mestiere. Questo non è business, è serietà ed amore per la propria professione. Solo dopo molte ore di studio e di prove, è grazie a questo impegno che si riesce ad affinare e rendere efficace il proprio modus operandi.
Per me, esternare quanto mi entusiasma professionalmente è quasi una missione, è condividere con i Colleghi quello che mi sembra essere il meglio: questo non è certo business, anzi! Peccato che per il momento altri non facciano altrettanto con il mio stesso spirito.

Per chi è addetto ai rilievi degli incidenti, ovvero per le diverse Polizie, spero che queste mie riflessioni sull’accertamento irripetibile e su quello ripetibile possano essere d’aiuto nel migliorare le loro scelte operative e strumentali, a tutto vantaggio della viabilità e della fluidità del traffico da garantire, possibilmente, anche in queste circostanze d’emergenza. Questi Agenti vanno elogiati per il loro operato e sostenuti, indipendentemente dai mezzi e dalle metodologie d’intervento usate. In questo mondo di progresso sono proprio queste metodologie ad essere in evoluzione continua ed è questa evoluzione che ci permette di migliorare.

Solo una raccomandazione finale. Con l’acqua del bagnetto, cerchiamo di non buttare anche il bambino! Penso al vecchio e caro schizzo di polizia con le sue triangolazioni. Rimane insostituibile.