L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

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Alta vigilanza

In Svizzera il compito di alta vigilanza appare tanto nella Costituzione federale (art. 169) quanto in quella cantonale (art. 57). A livello federale questo compito compete all’ Assemblea Federale mentre a livello cantonale è di competenza del Gran Consiglio.

Rilevo che in entrambi i casi questa vigilanza non si limita al settore politico ed amministrativo ma si estende anche sui tribunali, quindi sul potere giudiziario. Così, malgrado il principio della separazione dei poteri, è il potere popolare ad assumere il compito di alta sorveglianza sul potere giudiziario e non viceversa. È sicuramente giusto che sia così ma quando mai, nella realtà quotidiana, questo avviene ?

La risposta è quanto mai semplice: sicuramente Assemblea Federale e Gran Consiglio devono intervenire ogni qualvolta all’ interno del potere giudiziario venisse meno l’ applicazione del diritto costituzionale. Ricordiamo che esistono differenti livelli del diritto, dove la Costituzione federale é sicuramente quello di rango superiore da cui deriva tutto il resto della normativa vigente. Non a caso, nel commentare il nuovo codice di procedura penale svizzero l’ avvocato e professore Paolo Bernasconi evidenzia come questo codice richiami all’ applicazione del diritto costituzionale tutti i Magistrati, Procuratori pubblici e Polizia giudiziaria compresi. Pertanto anche il magistrato inquirente nell’ intero svolgimento della sua funzione è tenuto ad applicare quanto sancito dalla Costituzione, senza possibilità di deroghe. Questo vale sicuramente per i diritti fondamentali quali quello della dignità umana (art. 7), quello dell’ uguaglianza giuridica (art. 8), quello della protezione dall’ arbitrio e tutela della buona fede (art. 9), quello delle garanzie procedurali (art. 29), quello della procedura penale (art. 32) e quello di petizione (art. 33). Quest’ ultimo, ad esempio, legittima il cittadino a rivolgere ad ogni Autorità, anche a quella giudiziaria, petizioni, dal verbo latino "peto" ossia "chiedo per ottenere" … risposta ovviamente. Pertanto la risposta di un’autorità alle richieste personali di ogni cittadino in Svizzera non è più solo questione di educazione ma è innanzitutto un atto costituzionalmente dovuto: di conseguenza la mancata risposta potrebbe anche configurarsi come omissione di atto d’ ufficio (Costituzione cantonale, art. 8).

Inoltre, nella Costituzione federale il Legislatore ha anteposto ai diritti fondamentali le disposizioni generali dando così a quest’ ultime valore ancora più tassativo ed universale. Essa definisce così nientemeno che "scopo della Confederazione" assicurare pari opportunità ai cittadini (art. 2.3). Questo principio delle pari opportunità di fatto è già acquisito dal nostro apparato giudiziario che lo applica quotidianamente nella nomina dei difensori d’ ufficio affidandone l’ incarico, in rotazione, ai liberi professionisti iscritti all’ Ordine degli Avvocati. Analogamente lo stesso principio costituzionale andrebbe applicato anche nell’ affidamento dei mandati peritali che, a rigor di logica e di diritto, dovrebbe avvenire distribuendo con altrettanta equità gli incarichi fra quei cittadini che dispongono delle conoscenze e delle capacità necessarie per accertare o giudicare un fatto (C.P.P., art. 182 e 183).

Ecco quindi che il compito di alta vigilanza sui tribunali, a livello cantonale affidato al Gran Consiglio, potrebbe aver ben di che occuparsi qualora all’ interno del nostro apparato giudiziario qualcosa non filasse dritto come dettato dal diritto costituzionale. È ben vero, che la Costituzione cantonale (art. 79) affida al Consiglio della magistratura il compito di vigilanza sui magistrati, ma lo stesso paragrafo aggiunge e precisa che questo Consiglio ne riferisce al Gran Consiglio sottolineando così nella sua funzione di alta vigilanza la superiorità di questa Assemblea sul potere giudiziario e ciò, in uno Stato di diritto dove la separazione dei poteri è comunque dato di fatto.