L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Prima l’ uovo o la gallina ?

L’ incidente inizia nell’ ultimo istante in cui poteva ancora essere evitato, quindi assai prima del momento in cui è avvenuto l’ impatto. Partendo da questo modo di concepire l’ incidente stradale, la cronologia degli eventi potrebbe sembrare la seguente: il veicolo è in avvicinamento al luogo del sinistro, una data situazione di pericolo si concretizza, viene vista dal conducente che, riconosciutala tale reagisce e frena. La logica del processo sembra muoversi unidirezionalmente nella stessa direzione del tempo e del movimento del veicolo. Io non mi addentro qui nel processo psicologico dei contesti percettivi ed attentivi del conducente che non mi competono: per questi faccio capo e riferimento ai lumi che mi danno, caso per caso, gli specialisti della psicologia applicata alla fattispecie.

Normalmente, ciò che precede condiziona il seguito: così noi, che crediamo questa regola universale ed irreversibile, non andiamo oltre con il pensiero neppure se fossimo chiamati a giudicare. Ma siamo certi che sia sempre così anche alla guida di un veicolo ? E se una volta a nascere fosse la gallina prima dell’ uovo ?

 

Per capire una data situazione è indispensabile analizzare il contesto in cui l’ evento si è prodotto e quindi, giustamente, conoscere tutto quanto possa aver influenzato ogni decisione del conducente e come questo sia stato poi in grado di metterla in atto. Eccoci quindi nuovamente a parlare di reazione e di ciò che può influenzarla.

Vi propongo allora un nuovo modo di pensare, che non sconvolge affatto quello cronologico appena descritto, ma che lo completa e lo arricchisce. Premesso che la reazione determina l’ azione, quindi la frenata, usciamo dal solito schema per chiederci, almeno una volta, che influenza abbia la frenata sulla reazione ?

Essendo la prima, conseguenza della seconda, verrebbe spontaneo dire che la frenata non influenza la reazione. Ebbene, io ho fondati motivi per credere il contrario. Infatti é durante l’ intervallo di reazione psico tecnico (IRPT – vedi “Quale reazione ?” in questo blog) che il conducente decide “come” agire sul freno e quindi è in questa fase che egli deve concentrarsi su come sarà la sua azione in quella seguente. Di conseguenza quel “come sarà la frenata” diventa elemento capace di influenzare l’ una, l’ altra o più sottofasi dell’ IRPT, contribuendo così a determinare anche in modo assai rilevante il tempo totale dello stesso.

Nella letteratura non ho ancora travato un solo testo che segua un ragionamento del genere ma, per chi con me sta studiando l’ IPRT (Unità di ricerca in Psicologia del traffico dell’ Università Cattolica di Milano) questo ragionamento è ormai ovvio trovandone conferma in casi reali ed in riscontri scientifici.
Di questa ricerca per il momento non posso dire di più, in quanto sarà prossimamente presentata congressualmente in Olanda e poi in autunno in Ticino, grazie al Cantone che l’ ha sostenuta. Gli elementi già emersi con questo studio sono molti ed assai innovativi e tali da dover fare ripensare l’ intero modo di considerare questo momento delicato e determinante della guida: questo vale per chi preposto alla prevenzione, all’ insegnamento, alla ricostruzione dei sinistri ed al loro giudizio e non sono escluse neppure indicazioni ergonomiche per i costruttori dei veicoli. Forti di queste nuove conoscenze ora speriamo più di prima nella sensibilità delle Istituzioni e degli Enti preposti alla prevenzione degli infortuni, affinché ci assicurino il sostegno necessario per continuare la ricerca sull’ IRPT ed approfondire le nuove tematiche emerse.