L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Quo vadis ?

Quo vadis? Non mi riferisco certo al romanzo che nel 1905 valse il premio Nobel per la letteratura al polacco Henryck Sienkiewicz, bensì alla nostra professione di tecnico o di analista ricostruttore di incidenti stradali.

Ultimamente da più parti mi sollecitano ad esprimermi sui rilievi di Polizia, anche a seguito di un articolo apparso sul blog di Sicurauto (automobilisti informati e sicuri) in cui un noto biologo si propone, o ci viene proposto, quale “super consulente per gli incidenti stradali”. Lo stesso articolo viene tranquillamente riproposto anche da un altro blog del nostro settore con apprezzamenti quale “ottimo, interessantissimo” ecc. come se si trattasse di un fiore all’ occhiello della nostra professione: ahimè! ... di fiore mi sembra leggerci solo il cognome dell’ inedito “super consulente per gli incidenti stradali” e non è certo un fiore l’ assoluta mancanza di sdegno della nostra categoria professionale davanti a simili notizie.

Può un biologo, per quanto blasonato e sperimentato sia, spacciarsi per “super consulente” nella nostra professione o tollerare che altri lo credano tale?
Che direbbe costui di noi se ci permettessimo di proporci come “super specialisti in tracce ematiche ed in analisi del DNA?
Io mi chiedo se vogliamo veramente continuare ad applaudire come pecore la tuttologia propostaci da certi gossip televisivi ed affossare così definitivamente la nostra professionalità.

Quo vadis etica ?
Intanto, nella nostra professione di “super” noi abbiamo solo la benzina. Nei codici di procedura il termine di “super perito” non trova posto; lo trova invece il riconoscimento del contraddittorio fra periti e consulenti dove l’ unico valore oggettivo di valutazione rimane la scientificità delle prove e dei ragionamenti addotti ossia la preparazione e la serietà professionale. Per questa, al di sopra di ogni appartenenza e credo, vale la pena di esporsi e combattere.

Ben altro sarebbe stato l’ effetto di una nostra reazione corale di richiamo alle proprie competenze professionali, seguita da un’analisi oggettiva del lavoro delle Forze di Polizia. Queste sanno lavorare e si impegnano nel farlo: con poco in materiale e formazione questi Agenti spesso fanno veri miracoli e non sarà certo la biologia a toglierci la possibilità di aiutarli noi a migliorare ulteriormente, visto che i loro rilievi sono specialmente mirati per essere base del nostro operato. Questa nostra competenza va difesa con ogni mezzo, a denti stretti, e la collaborazione fra Analisti ricostruttori ed Operatori di Polizia va semmai rinforzata.

Conosco casi in cui la Polizia stradale con un semplice schizzo di campagna e delle triangolazioni ben fatte ha fornito tutti gli elementi utili alla ricostruzione cinematica precisa del sinistro, anche se a prima vista il loro schizzo poteva sembrare piuttosto primitivo. Bravi ! Ve lo dice chi sa cosa vuol dire lavorare in mezzo ad una strada, nottetempo, d’ inverno, sotto pressione, con un morto, i soccorsi, tanti curiosi, ecc.



Così e con un poco di lavoro, quando i dati ci sono ed i rilievi sono nella loro semplicità essenziali ma precisi, il tecnico ricostruttore non fatica a ricreare lo scenario ai fini della ricostruzione cinematica e dell’ analisi dell’ evento e delle sue cause, come mostra appunto questo esempio.



Purtroppo ho visto anche interventi della Polizia scientifica che, dotata di stereofotogrammetria ha riportato la posizione di un casco ad oltre 40 m (sì, quaranta metri) dal punto in cui lo aveva fotografato e, in un altro caso, nella planimetria ottenuta tramite fotogrammetria sul disegno in scala 1:100 la traccia di m 1,85 misurava cm 1,2 ossia oltre il 30% in meno del dovuto.

Su questo tema non ho paura ad espormi. Ho detto solo quanto penso e quanto avrei gradito sentir dire in coro dai Colleghi, tanto dai più giovani che da quelli più sperimentati. Ne va della nostra credibilità.