L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Professionalità, compensi e vacazioni

Di recente sono stato coinvolto nelle analisi relative ad un incidente mortale della circolazione avvenuto nel Cantone Ginevra (Svizzera). Il modo con cui il caso è stato condotto mi suggerisce diverse considerazioni tanto sulla Professionalità (quella con la “P” maiuscola) che sulla procedura ed i compensi.

Il Procuratore Pubblico, magistrato inquirente, chiese una perizia ad un Collaboratore Scientifico dell’ Istituto di Polizia Scientifica dell’ Università di Losanna (UNIL). Per le questioni strettamente legate all’ autocarro ed alla dinamica, il citato Istituto ha coinvolto nell’analisi un Collega ingegnere pure di Losanna mentre la lettura microscopica della traccia tachigrafica è stata affidata a me.
Ad espletamento del suo mandato l’ Esperto UNIL ha prodotto il mio elaborato, la relazione sulla dinamica del Collega ed il proprio referto peritale di sintesi, basato anche sulle nostre analisi. Ogni relazione è stata redatta e firmata dal rispettivo Esperto-autore e l’iter peritale intero è durato circa cinque mesi. Il Procuratore Pubblico ha poi deciso di convocare a chiarimento congiuntamente i tre Esperti alla presenza del prevenuto, l’ autista dell’ autocarro con il suo difensore, nonché delle parti lese, i parenti della vittima con i loro avvocati.

Per quanto mi concerne, sono stato contattato telefonicamente dalla segretaria del Procuratore che mi ha chiesto di indicare i giorni in cui avrei potuto andare a Ginevra per l’ audizione che fu fissata di conseguenza il 17 dicembre. Preoccupato dei costi del treno o dell’ aeroplano, ho chiesto come avrei dovuto comportarmi e mi è stato risposto che, per motivi di tempo e praticità avrei potuto senz'altro fare la trasferta in aereo (Lugano-Ginevra) e di presentare, via e-mail, a quanto sarebbe ammontato il mio onorario. Indicai quindi, secondo le tariffe dell’ Ordine degli Ingegneri svizzeri, che avrei richiesto il corrispondente di 5 ore (186.00 Frs./ora) ed un’ indennità di pranzo di Frs. 20.00. Appena avuto la conferma della citazione ho staccato il biglietto aereo (Frs. 533,90) e il giorno stabilito mi sono presentato in Tribunale a Ginevra. All’ uscita dall’ udienza, di cui dirò in seguito, mi è stato consegnato il buono qui riprodotto.



Rientrato in studio ho riempito lo stesso con le mie coordinate bancarie e la mia firma e l’ho inviato al Servizio finanziario del Potere giudiziario del Canton Ginevra che, nel giro di un mese, provvederà al pagamento dell' indennità di udienza calcolata esattamente come avevo proposto. Già solo questo è una prova evidente del rispetto e della considerazione di quel Potere giudiziario nei confronti degli Specialisti scientifici che operano per loro.

Nell’ aula dell’ udienza noi esperti siamo stati fatti sedere appena davanti la scrivania del Procuratore Pubblico, alle nostre spalle gli avvocati ed i loro patrocinati erano pure seduti comodamente. Ad una scrivania a lato del Magistrato, la sua segretaria effettuava la verbalizzazione a computer, parzialmente sotto dettatura del Procuratore che sul secondo schermo, quello sulla sua scrivania, seguiva costantemente quanto ella scriveva.
Il Procuratore, davanti a se aveva le tre perizie in copia a colori. In ciascuna potevamo vedere quanto nella sua preparazione egli aveva evidenziato in giallo e le sue annotazioni a penna. Inoltre diversi post-it numerati gli indicavano la sequenza con cui formularci le domande. Così preparata la nostra audizione è iniziata alle 14:30 per concludersi verso le 18:30. Io fui congedato alle 17:45 per arrivare in tempo all’ aeroporto, dopo aver firmato il verbale appena stampato allo scopo ed aver ricevuto il buono di pagamento color arancio.

La qualità del lavoro del Magistrato inquirente ha segnato l’ intero andamento dell’ udienza dove, il rispetto per gli Esperti e per il loro lavoro non è mai venuto meno: devo riconoscere che anche le domande degli avvocati, altrettanto seri, preparati e rispettosi, furono tutte pertinenti ed assolutamente mirate al chiarimento dei fatti e delle metodologie di analisi usate. In questi contesti, la funzione di Collaboratore scientifico di Giustizia è veramente sentita e rispettata e l’udienza, per noi Esperti, si trasforma in un momento impegnativo ma anche particolarmente gratificante.

Rientrando il mio pensiero è subito corso a quanto succede altrove, dove per esempio si ritiene legittimo onorare l’ opera dello Specialista scientifico in base ad obsolete, tanto di nome e quanto di fatto, cosiddette “vacazioni”.

Il termine vacazione risale ai tempi dei Romani: vacationem da vacare che significava essere vuoto, sgombro, libero ossia aver tempo di aspettare. Anche se a quei tempi il senso era piuttosto quello di liberazione come esenzione da certi servigi – ci si allontanava dall’ attività quotidiana per testimoniare in tribunale – del vacare oggi sembra siano rimaste solo le lunghe attese nei tristi corridoi dei tribunali.
Secondo il Decreto 30.05.2002 (G.U. No. 182 del 05.08.2002) che ha adeguato i compensi spettanti ai periti (…) la prima vacazione vale 14,68 Euro mentre quelle successive 8,15 Euro. Poiché una vacazione giudiziaria italiana corrisponde a 2 ore e non se ne possono cumulare più di 4 al giorno, è evidente che per la Giustizia italiana l’opera peritale vale solo di 4,075 Euro/ora salvo che per le prime due ore in cui il valore sale invece a 7,34 Euro/ora. Di conseguenza il Collaboratore scientifico di giustizia, in Italia, dovrebbe campare con 32,60 Euro al giorno salvo il primo giorno di lavoro in cui può percepire 39,13 Euro: in tale compenso sarebbero inclusi gli oneri sociali ed assicurativi nonché le spese di affitto dello studio, delle strutture e del materiale d’ ufficio necessarie alla sua professione, l’ aggiornamento e quant'altro.
Decoroso compenso ? Come garantire di essere incorruttibili a queste condizioni?

Sembrerebbe quasi che nessuno sia consapevole che neppure il Legislatore (Codice Civile italiano, art. 2233) tolleri simili compensi da fame: … In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell’ opera ed al decoro della professione.
Mi chiedo come si sia potuti arrivare a questo punto e mi pongo una domanda fondamentale: in una Repubblica fondata sul lavoro (art. 1 della Costituzione) chi costituisce diritto di rango superiore fra il Libro quinto del Codice Civile intitolato “Del lavoro” ed un Decreto ministeriale che non ne segue i principi?

Ricordo molti casi in cui l’opera peritale condotta in modo scientificamente ineccepibile è stata decisiva ai fini del chiarimento dei fatti e di conseguenza all’ accertamento della verità nel Giudizio. Casi in cui il lavoro peritale è stato di fatto assai più impegnativo e determinante dello stesso lavoro dell’ avvocato. Non mi sembra che il Professionista scientifico qualificato abbia studiato meno dei giuristi o che il suo aggiornamento professionale sia meno oneroso del loro: ne potremmo discutere a lungo!
Evidentemente per essere riconosciuti quali veri specialisti bisogna dimostrare di esserlo veramente con quanto di fatto si fornisce e si garantisce. Titoli e attestati fanno presto il loro corso, così come la differenza non è data dal numero di incarichi svolti quanto piuttosto dalla qualità del lavoro prodotto; tutti sanno benissimo che il lavoro peritale di qualità non lo si trova nei discount: spero che almeno di questo ne siano convinti anche coloro che le vacazioni le applicano e quelli che le accettano. Quest’ ultimi, avendo famiglia, spesso non possono fare altrimenti e debbono magari anche subire lo sberleffo del Giudice mandante che si permette pure di “tagliare” le parcelle a vacazioni, già indecorosamente basse.

Se questa è tutta la considerazione che Periti e Consulenti di Tribunale hanno saputo guadagnarsi in tanti anni al servizio della Giustizia, la colpa non può essere solo di chi la Giustizia la amministra. Un grazie particolare andrebbe allora rivolto a quei periti e consulenti che hanno saputo mostrare e fornire alla Giustizia un operato talmente scadente da valere e giustificare a pieno le vacazioni. Non a caso c’è chi pensa che denunciare certi malandazzi non sia salutare alla professione, delegittimandone il ruolo.
Con riferimento all’ ambito in cui sono attivo e di cui mi reputo specialista, purtroppo spesso mi sono imbattuto in casi trattati, anche da Colleghi blasonati, in modo assolutamente squalificante. In questi casi a farne le spese è comunque sempre la Giustizia che, tollerando e commissionando qualità peritale scadente a prezzi discount, sarà sempre più spesso coadiuvata e contornata da persone inadeguate al compito peritale. Ricordo quell’ anziano Magistrato a cui fu chiesto come si sceglie il perito e la sua lapidaria risposta: Ogni magistrato ha il perito che si merita.
I secondi a riportarne nocumento da questa realtà sono coloro che avrebbero le carte in regola per essere veri collaboratori scientifici di giustizia ma che senza altre risorse, con questi compensi indecorosi non sono in grado di sopravvivere servendo i Tribunali.

Sicura concausa della situazione odierna è anche un altro addebito che può essere indirizzato a molti Colleghi: la loro corsa alla ricerca del riconoscimento di categoria, piuttosto che la salutare corsa alla propria formazione ed al proprio perfezionamento professionale, ossia la dura ricerca del costante impegno necessario a ciascuno di noi per fornire alla Giustizia un prodotto peritale sempre migliore, il prodotto della nostra “scienza” e della nostra “coscienza” di singolo. Questo è quanto ci viene eticamente richiesto, questo non ha pari e questo come tale va onorato. In questo spirito invece di “vacare” è ora di incominciare a “onorare”, ossia di riconoscere e garantire agli specialisti di giustizia meritevoli, decorosi ed adeguati onorari.