Una raccolta di fiori. Articolo dopo articolo questo blog è una vera e propria antologia nel senso etimologico del termine, che significa appunto “raccolta di fiori” dal greco ánthos “fiore” e légo “raccolgo” ma che a differenza delle antologie dei tempi di scuola, questa grazie al blog è ancora più viva grazie al vostro apporto, critica ed attuale.

MEETING 2017 - Temi e Relatori

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Bologna, giovedì 22 giugno 2017

L’avanguardia della scienza della ricostruzione degli incidenti stradali a convegno con le Personalità europee del settore che ne hanno scritto la storia.

Il MEETING, in italiano con traduzione in simultanea, è aperto e destinato a tutti gli operatori del settore, agli Organi della Magistratura, all’Avvocatura, agli Organi di Polizia, ai Preposti alla sicurezza e alla prevenzione stradale nonché a tutti i Professionisti dell’analisi e della ricostruzione degli incidenti stradali.


Fonte: ing. HTL Max Lindenmann

I motivi per partecipare a questo incontro sono diversi e tali da renderlo più che solo utile, addirittura necessario per tutti noi, indipendentemente dalla nostra esperienza professionale. Per questo, presentando l'incontro riteniamo indispensabile andare oltre alla sterile sola enunciazione dei titoli degli interventi presentando invece, succintamente, tanto i contenuti quanto i Relatori.

ARDIS 2017

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Analizzare e ricostruire un incidente richiede un insieme di conoscenze e di esperienza che quasi nessuna scuola oggi è in grado di dare. Infatti l’unico istituto che io conosco in cui la ricostruzione della dinamica degli incidenti è materia d’insegnamento fin dagli anni ’50 e che quindi possiede conoscenze, esperienza e tradizione nel campo, è la scuola d’ingegneria dove io ho avuto la fortuna di formarmi. Il suo laboratorio si è trasformato nell’odierno DTC (Dynamic Test Center): parlo della Sezione Tecnica dell’automobile della Berner Fachhochscule di Biel/Bienne.
Se qualche giovane volesse intraprendere la nostra professione, non potrei consigliargli nulla di meglio: in questa ottica in calce alla foto trovate due link da consultare (info e filmati sulla scuola).


Il Dynamic Test Center e la Scuola d'ingegneria in tecnica dell’automobile sono un binomio inseparabile.

Diventare Ingegnere in tecnica dell’automobile  La Scuola d'ingegneria di Biel/Bienne

Purtroppo sono pochi i Colleghi ricostruttori che hanno avuto la fortuna di forgiarsi nella professione partendo da questa prestigiosa scuola concludendo i propri studi con una tesi di diploma in “dinamica degli incidenti” per poi di acquisire decenni di esperienza peritale sul campo. Se da un lato questa è la forza di chi possiede questa base formativa, dall’altro è proprio tale competenza che continua a confrontarci con chi svolge la nostra attività provenendo dai più disparati iter formativi non specialistici.
Oggi, mentre aspettiamo che i nostri giovani possano iniziare e portare a termine un simile iter formativo come quello di Biel/Bienne ed acquisire l’esperienza minima per essere dei veri professionisti esperti nel settore, è necessario prendere atto delle lacune della nostra piazza peritale e cercare di portarvi rimedio nel più breve tempo possibile.

Software certificati

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

In questi ultimi anni assistiamo alla rincorsa ossessiva della certificazione delle proprie capacità, nello specifico quelle di tecnico per la ricostruzione degli incidenti stradali. Dall’esperienza sul campo, mi sembra di poter affermare che purtroppo a questa smania di certificazione non corrisponde affatto altrettanto impegno nell’apprendimento e nell’approfondimento professionale specialistico che, evidentemente, dovrebbe precedere, caratterizzare e seguire ogni certificazione.


Troppi certificati, troppo poco sapere ...

Sicuramente, questa corsa mirata più al certificato che al sapere non è la strada adatta a sconfiggere la concorrenza sleale fattaci da chi non possiede le vere competenze specialistiche della professione. Questa certificazione è un documento che illude solo la Committenza sulle reali capacità risolutive del perito o consulente che, nel servizio alla Giustizia, sono invece l’unico elemento che dovrebbe contare veramente.

Norma UNI 11472

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’Italia è forse l’unico paese europeo che si è dato una norma specifica per il Rilievo degli incidenti stradali – Modalità d’esecuzione, la Norma UNI 11472 del gennaio 2013. Personalmente l’ho ritenuta superata fin dalla sua prima apparizione in quanto considera unicamente il rilievo manuale (ortogonale e triangolazioni) e pertanto non è completa mancando ogni altra metodologia di rilievo. Per questo, scherzosamente, io la chiamo la norma della “bindella”, strumento primitivo ma che se ben usato è ancora valido ed attuale tutt’oggi, specie se accompagnato da una discreta macchina fotografica e da un operatore cognito e diligente.



Per anni, grazie a Personale di polizia impegnato e competente (Polizia Stradale, Comunale e Carabinieri) con questi due soli strumenti ci sono stati messi a disposizione piani di situazione, rilievi e documentazione più che sufficienti per elaborare buone ed attendibili ricostruzioni cinematiche. A questi operatori va tutta la nostra riconoscenza, la stima e solidarietà che meritano: conosciamo le difficoltà che spesso incontrano nel loro prezioso lavoro.

Anteprima sul MEETING 2017

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

ANALISI E RICOSTRUZIONE DELLA DINAMICA DEGLI INCIDENTI STRADALI
Orizzonti e peculiarità di una delle professioni forensi più richieste passati alla lente.


Bologna giovedì 22 giugno 2017

Il MEETING di Bologna quest’anno ha due obiettivi fondamentali per la professione del Tecnico analista e ricostruttore di sinistri stradali.
Guardare un momento al passato per coniugare al meglio il futuro e per presentare al Pubblico ed alla nostra Utenza quanto implica oggi la nostra professione e, nel contempo, per fare il punto sulle problematiche più impegnative e qualificanti della nostra attività.


Fonte: ing. Max Lindenman

Potremo incontrare e conoscere Relatori europei, quasi impossibile da incontrare tutti assieme ed in Italia comunque. La lingua ufficiale del Meeting sarà comunque l’italiano, poiché a chi non lo parlasse sarà assicurata la traduzione simultanea.
Ad ogni intervento seguirà uno spazio per le domande di sala sul tema presentato, ovvero la possibilità per tutti di mettere l’accento o di chiarire particolari concetti durante una sana quanto collegiale discussione.
Chi incontreremo a Bologna?

Contrassegno stradale?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Spesso si invidia la Svizzera, o meglio quello che si crede di sapere di questa Confederazione di Stati fondata nel 1291. Poi, quelle poche volte che la si vuol prendere ad esempio, spesso lo si fa con poca cognizione e qualche volta anche a sproposito. È il caso della recente proposta di introdurre in Italia un contrassegno stradale per l’uso delle strade provinciali, idea subito reclamizzata da alcuni Media con un accattivante quanto falso “come già avviene nella vicina Svizzera”.


Vignetta autostradale svizzera per il 2017

Riportiamo il campanile in centro al paese, come si dice in gergo.
Innanzitutto la cosiddetta “Vignetta autostradale svizzera” è il contrassegno necessario unicamente per la circolazione in autostrada (segnaletica su sfondo verde). Questa include anche il pedaggio dei trafori autostradali, primo fra tutti quello del San Gottardo lungo 16'918 metri. Così mentre per passare una sola volta nel tunnel del Frejus (m 12'895) oggi si pagano 44,20 Euro, in Svizzera con soli 40,00 CHF, ossia circa 38,5 Euro si circola tutto l’anno sull'intera rete autostradale!
Infatti, la vignetta è tassa federale annua che di fatto sostituisce il pedaggio autostradale che in Italia che si paga ai caselli: questi la Svizzera non li ha mai voluti in quanto, inutilmente costosi, ostacolano la fluidità del traffico.

Retrovisuale al computer

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Spesso sento Colleghi che sostengono che non siano necessari i software di ricostruzione nella nostra attività poiché è più che sufficiente saper disegnare con un CAD e calcolare con Excel. Altri pensano che il software ricostruttivo sia calcolo e rappresentazione 3D.
È ora di sfatare questo modo di pensare. È ingenuo credere che i sinistri si spiegano con un semplice calcolo approssimativo delle velocità: questo non è che uno dei tanti paramenti di valutazione e, a mio parere, non è certo il più importante o quantomeno quello determinante.

La valutazione del comportamento del conducente, che è ciò che valuta chi preposto al Giudizio, dipende da una miriade di fattori. Per esempio, ogni decisione di immissione nel traffico dipende dalla situazione del traffico e da come lo stesso poteva essere osservato e percepito.
Prendiamo ad esempio la turbativa che può essere causata da un autoarticolato che deve ingaggiare una o più corsie alla sua sinistra. Il quesito non sarà tanto la sua velocità facilmente leggibile dalla registrazione tachigrafica, quanto piuttosto la sua retrovisuale nelle differenti fasi di quella manovra.


Impostazioni di regolazione dello specchio

L’analisi implica la raccolta di differenti dati. Non basta conoscere le dimensioni dello specchio, la distanza degli occhi del conducente dallo stesso sia in senso longitudinale che laterale ed il suo angolo di regolazione. È necessario inserire questi dati nel contesto planimetrico specifico di quel trattore a sella. Di conseguenza è necessario determinare le sue caratteristiche generali di forma, in modo preciso. Questo non basta ancora: sono altrettanto decisive le caratteristiche che influenzano la geometria di sterzo dell’intero convoglio.

L'ing. Max Lindenmann

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Unfallversuche / Crash Tests / Essais de Collisions
Gruntlagenuntersuchung /Basic Tesearch / Recherches de Base


Questo è il titolo originale della prima pubblicazione (1982) che spiega lo svolgimento e gli obiettivi dei Crash-Test. Il libro, in tre lingue, documenta in dettaglio nove Crash-test fra due autoveicoli con fotogrammi, elementi rilevati, valori misurati e valori calcolati. Questi Test erano nati a margine della prima ricerca di quantificazione dei valori EES che, come tutti dovrebbero sapere, non sono valori misurabili ma solo calcolabili. Comunque il loro obiettivo principale rimaneva sempre quello della verifica dei procedimenti di calcolo della collisione.
Ne sono autori l’ing. Heinz Burg, allora direttore della sezione principale della Ricerca sugli incidenti stradali di DEKRA (Stoccarda - Germania) e l’ing. Max Lindenmann allora direttore del Servizio auto e analisi incidenti della Winterthur-Assicurazioni (Svizzera).


Il libro citato ed il suo autore Ing. Max Lindenmann

Ogni tanto è giusto ritornare con il pensiero a quei tempi poiché sono quelli che hanno segnato l’inizio della moderna analisi di ricostruzione dei sinistri, aprendo il cammino alle nostre attuali applicazioni informatiche di calcolo. I loro artefici fortunatamente sono tuttora in vita e rappresentano ancora oggi il meglio delle nostre menti scientifiche.
Per questo mi sono imposto di non perdere occasione per accogliere queste personalità e per farvele conoscere, per sentire quanto questi nostri Saggi abbiano ancora da dirci e da insegnarci: moltissimo, credetemi.

Psicologia del traffico 2017

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

All’Università Cattolica di Milano si sta svolgendo il quinto Corso biennale di Perfezionamento in Psicologia del Traffico (2016-2017), unico nel suo genere in Italia.
Il suo secondo modulo si propone di approfondire i contenuti e i modelli della psicologia del traffico nel dialogo con le competenze e i paradigmi di altre professionalità operanti nell’ambito del traffico, come ad esempio la categoria degli analisti ricostruttori di incidenti stradali.



Il corso, che si svolge sotto la direzione della professoressa Ph.D. Maria Rita CICERI (Professor of General Psychology, Director of the Research Unit in Traffic Psychology), quest’anno prevede una novità. Si tratta di tre workshop aperti a tutti gli interessati, quali le Polizie, l'Avvocatura, gli Analisti ricostruttori, ecc.

Ciascun workshop si focalizzerà su uno specifico tema, offrendo un inquadramento teorico e applicazioni pratiche. La metodologia delle lezioni è interattiva e partecipativa.

TEST professionale n. 1

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nosce te ipsum.
Conosci te stesso è una massima che trova principio nell’antica Grecia e che, data la sua universale validità, è giunta fino a noi.


Roma, Convento di San Gregorio (Mosaico con la scritta in greco: Conosci te stesso)

Si applica molto bene anche a noi ANALISTI e RICOSTRUTTORI della Dinamica degli Incidenti Stradali e potrebbe essere parafrasata in Riconosci come lavori ed il livello professionale che hai raggiunto.
Per farlo è necessario poterci misurare con gli altri Colleghi, per esempio ricostruendo e analizzando lo stesso evento e potendo poi confrontarne le differenti soluzioni, non solo nei risultati ma anche nel modo di presentarle.

Sapendo per esperienza che il confronto è anche il metodo migliore di crescita, utilizzo questa mia pagina per offrirvi dei CASI-TEST con questo esplicito scopo. Proporrò così alcuni casi ispirandomi a situazioni reali ed inizio da qualcosa di apparentemente abbastanza semplice.

Riflessioni di fine 2016

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

A fine anno è uso scorrere in rassegna gli eventi passati nel mondo, forse solo per evitare di pensare cosa abbiamo o non abbiamo fatto noi, nel nostro piccolo, per migliorarlo.
Così affrontiamo l’anno nuovo evitando di guardarci dentro: esattamente come i Greci e i Romani si rivolgevano al profetico sapere della Sacerdotessa di Apollo, la Sibilla Cumana, oggi noi, con al posto della cravatta l’altrettanto storico curnicello napoletano, per conoscere cosa ci riserva il nuovo anno consultiamo oroscopi, tarocchi e maghi.



Proprio quest’anno che l’introduzione dell’omicidio stradale ha esaltato la necessità di un lavoro di analisi e di ricostruzione dei sinistri stradali ancora più attento, dotto e responsabile, possiamo fare altrettanto con la nostra professione?

Oltre mille lettori al mese!

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Questo sito ha superato l’ambito traguardo dei mille lettori al mese, di cui circa 650 dalla sola Italia, ripartiti sull’intero territorio con importanti concentrazioni, nell’ordine a Roma, a Milano e a Napoli.


Ripartizione geografica dei lettori italiani di www.balestra.ch

Altrettanto interessante e ripagante è costatare che, sebbene questo sito sia in italiano, viene apprezzato e letto nel modo intero, dal Canada all’Australia, dall’Argentina alla Russia oltre che, ovviamente, anche dall’intera Europa.

Software o CTU difettoso?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Davanti a certi casi viene spontaneo chiedersi se sia il software usato ad essere difettoso oppure se a far difetto non sia invece chi ne fa uso.
Prendo spunto da un caso semplicissimo di cui vengo a conoscenza per via indiretta ma che è troppo significativo per non meritare comunque alcune riflessioni.
Il quesito chiede di determinare la velocità nel cosiddetto “istante percettivo” riferito ad un’autovettura e ad un dato spazio d’arresto (m 17,40). Per spazio di arresto nello specifico si intente chiaramente lo spazio percorso fino all’arresto, comprensivo tanto dell’intervallo di reazione psicotecnico che della conseguente frenata.
Il caso è presentato e risolto con un dato software ed indica una velocità all’istante percettivo di 49 km/h. Basta un minimo di esperienza per sapere senza bisogno di calcoli che con quella velocità, in 17 metri (reazione + frenata) non ci si ferma. La verifica scatta quindi spontanea ed immediata.


Il calcolo in discussione

Oltre allo spazio dato (m 17,40), il nostro “specialista” assume il valore di decelerazione in frenata di 6,86 m/s2 ed il tempo di reazione (intervallo psicotecnico) di 0,3 s.

CTU e CTP a confronto

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Evidentemente parlo del processo civile italiano con particolare riferimento all’art. 195 c.p.c. che recita … il consulente deve fare relazione, nella quale inserire anche le osservazioni e le istanze delle parti.
Questo è riferito al CTU (Consulente tecnico d’ufficio, ovvero consulente del Giudice istruttore civile) mentre le parti hanno facoltà di intervenire alle operazioni in persona e a mezzo dei propri consulenti tecnici [CTP] e dei difensori, e possono presentare al consulente, per iscritto o a voce, osservazioni e istanze.

È sulla collaborazione in contraddittorio durante le operazioni peritali che voglio soffermarmi, per aprire una discussione nel merito: infatti, dalla pratica intuisco che con certi CTU gli usi procedurali non ricalchino esattamente lo spirito del Legislatore e questo non tanto nei lavori preliminari quanto piuttosto nella considerazione che il CTU dovrebbe alle osservazioni delle parti nel merito della sua relazione.



La relazione deve essere trasmessa alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice … [che] fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, …, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione delle stesse.

La domanda è chiedersi quale sia lo spirito di questa norma (c.p.c. art. 195) e come, CTU e CTP debbano di conseguenza realizzarla coniugandola in modo corretto nella loro attività forense. Sicuramente è il parere dei Giuristi a poterci illuminare e spero che qualcuno di essi intervenga in questa discussione. Da parte mia, invece, posso solo dare una lettura di come questa procedura suona alle mie orecchie di tecnico. In verità io intravvedo due modi di lettura: quello letterale, lineare ma affatto interpretativo e quello che invece si ispira al mio culto di ricerca della verità oggettiva.

Software: calcolo o grafica?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Articolo con allegato l'esempio peritale in PDF (In calce il tasto per scaricarlo).

Poco dopo la metà del secolo scorso, abbiamo assistito alla nascita, all’evoluzione ed alla diffusione del computer che ha subito interessato anche il nostro lavoro di analisi e ricostruzione degli incidenti stradali.
Personalmente è così che nel 1974 implementavo su di esso il calcolo della collisione, forse primo al mondo non avendo ancora trovato notizia di altri che mi abbiano preceduto in questo. Lo si fece con FORTRAN, uno fra i primi linguaggi di programmazione particolarmente adatto alla traslazione delle formule matematiche.
È così che dal calcolo manuale e da quello con il regolo calcolatore giunsi anche all’uso del computer e ne seguii poi tutta la sua evoluzione, ovviamente nel campo di mia competenza.
Inizialmente, ovvero fino alla fine degli anni ’80, il computer era ancora adibito unicamente al calcolo. Solo in seguito iniziò la prima grafica in 2D mentre la rappresentazione tridimensionale computerizzata nel nostro settore è cosa di questo secolo. Di fatto e con grande lungimiranza, ricorsi già in precedenza alla rappresentazione tridimensionale del sinistro con i mezzi di allora, i modellini in scala: nel 1981 fu per il filmato di Esposauto e peritalmente nel 1984 fu per un sinistro mortale avvenuto sulla Torino-Ivrea, incidente che oggi qualcuno definirebbe “complesso”.


ing. Mauro Balestra – ricostruzione cinematica fotografico tridimensionale (1984)

Due generazioni con tre tipologie di utenti.
In questo tempo si sono alternate due generazioni di professionisti: quella dei tempi di autori quali Paolino Ferrari e Gino Nisini, e quella più recente degli ultimi 20-30 anni. Poiché della prima generazione i sopravvissuti ancora attivi sono più di uno, individuo oggi tre tipologie distinte di addetti ai lavori.

Software di ricostruzione ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Prendo spunto da alcuni commenti apparsi di recente su FB.
Commentando il modellino in 3D di ARAS HD (forse sarebbe stato più giusto dire di “FARO”) relativo alla FIAT Marea Weekend, che per la verità è veramente mal riuscito, ho letto l'arguto commento “Non è una marea … è un gommone”, commento che riferito a quel modellino condivido senz’altro.
Per dovere d’informazione preciso che questo software passando di mano a FARO ha pure cambiato il nome con cui era stato conosciuto ed apprezzato specie per le caratteristiche veramente eccezionali e superiori della sua rappresentazione grafica. Il suo declino, tuttavia, è precedente e risale già ai tempi del passaggio da ARAS 360 ad ARAS HD e alla contemporanea perdita dei diritti d’uso di un certo software scientifico di particolare pregio, vendutoci, fornitoci e poi cancellatoci arbitrariamente dalla licenza (parlo del modulo “Collide”, per chi non lo avesse capito). Ciò malgrado, a me personalmente le sue doti grafiche avevano permesso di sviluppare un certo discorso a margine dei miei studi sulla percezione cinematica dei conducenti. Non giudicherei quindi mai un software da un solo modellino mal riuscito quanto piuttosto dalla sua affidabilità, assistenza, aggiornamento, sviluppo continuo e, non da ultimo, dalle analisi che quel dato soft scientifico ti permette effettivamente di eseguire e dalle sue possibilità risolutive in ambito peritale. Che ARAS abbia fatto il suo tempo è certo e che FARO non sia più ARAS è un dato di fatto in ogni senso.

Da qui ad affermare che “abbiamo degli ottimi sistemi ampiamente collaudati ... Autocad ed Excel ... l'uno per rappresentazione grafica l'altro per le simulazioni” e che quindi non valga la pena “guadare ai software di ricostruzione ...” - altra frase letta in FB - ci passa veramente il mare: questo atteggiamento ricorda la favola di Esopo e tradotta in latino da Fedro, “La volpe e l’uva” o, peggio ancora, l’attitudine retrograda di chi nella nostra professione ancora oggi rifiuta il progresso, l’evoluzione e l’aggiornamento continuo.



Come il dentista non opera più in un angolo della piazza del paese usando solo una tenaglia per strappare i denti a chi dolorante si rivolge a lui, anche l’analista e ricostruttore di incidenti stradali di oggi si è evoluto e conta di nuovo sapere e di nuovi strumenti che, grazie a Dio, vanno ben oltre alle semplici applicazioni informatiche d’uso comune sopra citate.

Dalla teoria alla pratica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Il lancio balistico applicato ad un caso reale.
Spesso usando il calcolo del lancio balistico per la definizione della velocità iniziale, non viene considerato l’alzo iniziale. Ancor meno si considerano grandezze calcolabili quali l’altezza al culmine della parabola o la lunghezza all’orizzonte. Inoltre, nel lavoro dei Colleghi, fino ad oggi non ho ancora mai visto calcolare l’angolo di impatto al suolo e la ripartizione in X e in Z della relativa velocità, dimenticando che è proprio la componente di velocità in Z a determinarne l’entità o lesività di questo impatto secondario. Oggi per essere Analisti e ricostruttori della dinamica di incidenti stradali non basta quello che si può leggere in questo o in quel libro o che si può certificare con una semplice norma: a noi è richiesto molto di più, è richiesto di sconfinare oltre le semplici conoscenze di base con analisi approfondite anche sui temi apparentemente più semplici come appunto il lancio balistico. Una semplice formuletta o qualcosa di più?

Un bell’esempio è il caso di quel motociclista che, impattando ortogonalmente la parte frontale sinistra di un veicolo in immissione, viene proiettato oltre lo stesso sorvolando il suo cofano motore senza toccarlo.


Il caso reale a cui si fa riferimento

Di quali dati disponiamo inizialmente? Conosciamo le caratteristiche dei due veicoli coinvolti ed è noto e ben definito il punto di collisione. A m 7,50 da questo è stata rilevata e documentata fotograficamente una macchia ematica che ci indica in modo preciso dove si è fermata la testa della Vittima.
Sebbene i dati a disposizione potrebbero sembrare pochi, di fatto sono più che sufficienti per il calcolo completo di definizione dell’intero lancio (settore aereo e settore al suolo).

Dettagli che contano

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’uso delle applicazioni informatiche specialistiche anche nel nostro mestiere di analisi e di ricostruzione della dinamica di un incidente stradale è divenuto indispensabile e con esso è altrettanto indispensabile l’evoluzione delle nostre capacità in quest’uso. Migliore è il prodotto che usiamo, migliore sarà anche il risultato della nostra analisi a condizione che altrettanto migliore sia la qualità scientifica del nostro sapere di operatore con quel dato strumento. Software e formazione vanno pertanto a braccetto.

Come esemplificare questa verità?
È quanto cercherò di fare con questo ed altri articoli che seguiranno.
Inizio con una situazione stradale che caratterizza un notevole numero di incidenti: il caso della manovra d’immissione che viene bruscamente interrotta per reazione al sopraggiungere inaspettato di un veicolo prioritario, tipico esempio quello dell’immissione da uno STOP oppure da un’area privata.


Il caso in esame

Il conducente parte da fermo, si avvia accelerando, inizia a sterzare per immettersi nel traffico, viene sorpreso da un veicolo prioritario in arrivo, reagisce, frena e si ferma in mezzo alla carreggiata avendo percorso un dato spazio.

Sbandando …

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Abbiamo perso il controllo, non stiamo sbandando, siamo letteralmente allo sbando, anzi ne abbiamo superato ogni limite.
L’offesa è grande, la nostra professione è messa in ridicolo, chi assiste tace in ammirato silenzio e alla fine riesce anche a plaudire, soddisfatto della "grande novità" appresa: preoccupante!
C’è poi chi si spinge oltre: pavoneggiandosi di questo “successo” crede di trarne gran vanto d’immagine pubblicando in Internet il filmato della dotta lezione. Nulla sulla lezione ... se fosse stata destinata ai ragazzi di scuola media.


Formulario tecnico - Kurt Gieck, 1966

Per non essere equivocato specifico che mi riferisco esplicitamente a la lezione presso il Collegio dei Periti Industriali di Caserta appena decantata in rete, quella che sembra destinata all’insegnamento ed al perfezionamento professionale dei Professionisti di una delle poche professioni tecniche regolamentate, che verte sul calcolo del raggio del cerchio partendo dalla corda, mi scuso la lezione in verità verteva sul calcolo del raggio della curva partendo dalla sua corda.

Parlando di Crash-test

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Tipologie, normativa e applicabilità dei dati al calcolo nella ricostruzione.

Si sta propagandando la moda di sostituire i calcoli mirati alla definizione peritale delle velocità di collisioni avvenute fra veicoli con soluzioni basate unicamente sui dati empirici derivanti, e spesso arbitrariamente desunti, da certi Crash-test effettuati contro parete fissa. È tutto così semplice o stiamo perdendo la visione della realtà e con grande faccia tosta ci accingiamo a sconvolgere i processi e le regole della fisica e della meccanica?
Anche di questo si parlerà al MEETING di Bologna, un buon motivo tanto per essere presenti e dibattere l’argomento per saperne di più quanto per non partecipare pur di poter mantenere la propria testa sotto la sabbia a mo’ di struzzo.


Fonte: Marini-Moderna.blogautore

Intanto è bene sapere che le Case automobilistiche, che di Crash-test ne analizzano parecchi, non diffondono affatto i propri risultati che invece utilizzano nella progettazione e nello sviluppo di tutto quanto attiene alla sicurezza passiva dei loro prodotti. Se fra costruttore e costruttore ci sia uno scambio di tali dati non è dato di sapere ma, in certi casi, questo è sicuramente almeno ipotizzabile.

A cosa serve un Crash-test?

Meeting scientifico 2016

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Novità nel calcolo delle collisioni e della percezione

Per conoscere lo stato della tecnica ogni tanto sarebbe necessario uscire dal proprio Paese per verificare quanto si fa all’estero. Negare il confronto rimanendo sempre nel proprio orticello e nel raggio d’azione della propria Associazione più o meno locale è, a questo proposito, incestuoso e sterile. Ecco perché un evento che porta in Italia il meglio dell’analisi europea nel settore della ricostruzione degli incidenti stradali è, per gli specialisti di settore italiani, un’occasione di incontro e di informazione unica ed assolutamente eccezionale: un evento al quale ogni Esperto dovrebbe sentirsi in dovere di partecipare, indipendentemente dall’Albo, Ordine, Collegio o Associazione di appartenenza.

Offrendo questa ghiotta opportunità a tutti i Colleghi ricostruttori d’Italia, noi nel contempo intendiamo mostrare alla nostra Committenza quale sia la scientificità con cui la nostra attività professionale specialistica va oggi affrontata e che dovrebbe distinguere l’operato degli Esperti a cui si ricorre per il chiarimento dei sinistri stradali.
Il MEETING è pertanto destinato anche alla Magistratura, alla Polizia, all’Avvocatura, alle Associazioni delle Vittime della strada, alle Compagnie d’assicurazione e, per l’aspetto sociale delle conseguenze degli incidenti, anche ai Politici che si occupano di socialità.

Con l’intervento del Prof. Dr. Gratzer vogliamo andare al nucleo dell’opera peritale sviscerando alcune specificità del calcolo delle collisioni. Affronteremo pertanto le problematiche delle collisioni in serie (collisione primaria e collisioni secondarie concatenate) con particolare attenzione all’influenza sui risultati del calcolo dovuta al tempo di compenetrazione reciproca dei veicoli e alla differenza d’errore che può derivare dall’applicazione di un valore EES piuttosto che di uno specifico valore di resistenza strutturale.

Evviva! i giubilei di EVU

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Il termine di giubileo trova la sua origine nell’ebraico yöbël e si celebravano ogni 50 anni. I giubilei della chiesa cattolica, invece, inizialmente furono festeggiati con scadenze di 100 anni ed in seguito, in omaggio all’età del Cristo, ogni 33. Fu dal 1475 in poi che si passò e si mantenne la scadenza dei 25 anni.
Dai classici 25 anni ecclesiastici ora i moderni giubilei, non più necessariamente religiosi, colgono scadenze diverse ma quasi sempre multipli di 10 o di 5 anni. Pertanto ai nostri tempi in certe famiglie possiamo trovarci a commemorare contemporaneamente più ricorrenze differenti. È quanto succede quest’anno in casa EVU (Europäische Verein für Unfallforshung und Unfallanalyse) e, conoscendone bene la sua storia, mi sembra giusto che un tale evento non passi in sordina.

Così, anche per me è giunto il momento di fare gli auguri a EVU: Buoni giubilei, EVU!



Buon giubileo per i tuoi 25 anni EVU-Europa !
Buon giubileo per tuoi 20 anni EVU-Italia !

Formulo questo augurio regalando da questo mio Blog ad EVU-Italia ed ai suoi Soci, un poco di storia della loro Associazione attingendo a documenti originali, dando la possibilità di scaricare il PDF di quelli che ritengo storicamente fondamentali.

Strumenti d’analisi

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Articolo con filmato-lezione

Un Collega, anticipandomi che da anni ricostruisce sinistri stradali senza aver mai avuto bisogno di un software particolare mi chiede, in modo forse anche un tantino provocatorio, cosa penso di poter fare io in più, con il programma che ho adottato quale libro di testo per i miei workshop.
Malgrado il modo con cui la domanda mi è stata rivolta, ritengo la stessa ugualmente stimolante poiché potrebbe anche solo riflettere lo spirito di chi, lavorando da tempo nel settore oggi si scontra con chi lo strumento informatico lo utilizza. In questa ottica il tema riveste sicuramente interesse.


L'ing. Balestra nel suo studio - ottobre 1981

Tutto si può calcolare e disegnare a mano. Ai tempi in cui mi diplomai io, lo si faceva per forza di cose e già solo il regolo calcolatore e le prime fotocopiatrici ci sembravano il futuro. Nel frattempo non è solo evoluta la tecnica generale ma anche quella dei nostri strumenti di analisi e di lavoro. Lo so che non tutti ne hanno seguito passo passo lo sviluppo e che ora per loro, come per il mio interlocutore, recuperare è difficile ma potete consolarvi: pensate alle nuove generazioni nate con Internet quanta fatica fanno a “toccare con mano” quella tecnica che a noi invece le mani le ha sporcate e che forse proprio per questo ora amiamo e conosciamo meglio di loro.
Conscio di queste problematiche generazionali, nei miei workshop ARDIS io credo di essere riuscito a fondere insieme tanto le necessità degli anziani che quelle dei giovani professionisti e ciascuno così, trova arricchimento dall’altro. Infatti, non insegno ad usare un dato software: io tratto i temi specifici della ricostruzione, ne discuto attingendo dalla fisica e considerando criticamente cosa troviamo nella letteratura ed in Internet fino ad applicare questi aspetti procedurali all’insieme dell’evento analizzato. Solo a questo momento, quando i concetti sono chiari ed assimilati entra in gioco lo strumento informatico risolutivo.

Tù sì que vales

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

So di non aver la competenza per esprimermi sulla nota trasmissione televisiva “Tù sì que vales” ma concedetemi ugualmente di ispirarmi a quello che ammiro della stessa: il sapersi mettere in gioco dei partecipanti per essere giudicati su quello che loro sanno veramente fare, per quello che ognuno di loro nella propria specialità veramente vale.

E noi, esperti dell’analisi e della ricostruzione degli incidenti stradali, quanto valiamo veramente o meglio, quanto vale veramente ognuno di noi in questa nostra specialità, o meglio ancora, quanto vale veramente il mio operato peritale?



Credevo che il modo migliore per mettersi in gioco e nello stesso tempo per migliorare anche il mio stesso sapere fosse quello del confronto aperto e leale con i Colleghi e così, per anni, ho tenuto aperto questo blog, sempre più letto ed apprezzato ma, aimè, quello che poteva e voleva essere una fonte fertile di discussioni, di spunti e di pareri alla fine si è dimostrata un monologo da cui solo attingere, solo prendere e mai dare, prendere e scopiazzare. Poiché, come è sotto l'occhio di tutti, da questo sito si è tanto scopiazzato in formazione, in ricerca e in articoli e testi, la mia soddisfazione rimane comunque intatta perché allora, mio caro sito web, almeno Tù sì que vales!

ARDIS, qualità vincente

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Non posso negare che quanto sto pubblicando, ricevuto inaspettatamente da parte di un partecipante al workshop ARDIS-2 (Bologna,18-20 febbraio 2016) mi ha commosso e nel contempo mi ha ripagato di quanto ho fatto e faccio tuttora per la nostra professione. Infatti, pur sapendo che la qualità è nei piccoli numeri, ho sempre sognato una formazione diversa: l’ho plasmata sulle reali necessità della nostra professione, le ho dato l’anima, l’esperienza ed il sapere acquisito in 45 anni di ineguagliabile ed ininterrotta attività in questo settore, ma mai e poi mai mi sarei atteso che un Corsista che mi segue per la prima volta si potesse esprimere in questo modo, segno che che il mio da sogno ora è realtà.
Rispetto il desiderio di questo Professionista di rimanere nell’anonimato e, senza cambiare una sola virgola al suo scritto, lo ringrazio di cuore e pubblico.
Ing. Mauro Balestra.


Buongiorno Mauro,
oggi dopo 2 settimane dal corso trovo il tempo di scriverti due righe. Premetto che non sono avvezzo ad esprimere pareri e sensazioni su congressi e seminari perché solitamente mi devo limitare a prenderli passivamente per “quello che sono” e per “come vengono strutturati”.


Introduzione alla diagnostica dinamica

Spesso, per non dire sempre, esco da detti eventi con tanta insoddisfazione per l'approssimazione degli argomenti trattati e per non aver ricevuto nessun arricchimento tecnico o semplicemente nozionistico. Anzi abitualmente mi chiedo se sia valsa la pena di aver dedicato tempo e denaro ad un "corso" di approfondimento che non mi ha lasciato nulla.

ARDIS-3 - Presentazione

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Bologna, 15-16-17 aprile 2016 - Sono aperte le iscrizioni !

È giunto il momento di approfondire il tema del calcolo delle collisioni.


Fonte: DTC - Dynamic Test Center AG (Wauffelin – Svizzera)

Lo faremo riprendendo il discorso dalla collisione monodirezionale del tamponamento aggiungendovi il calcolo delle sollecitazioni degli occupanti. In seguito rivedremo brevemente il calcolo basato sul “momentum” (quantità di moto), i suoi limiti e le sue applicazioni nel calcolo informatico. Parleremo così di calcolo a ritroso e delle sue differenze risolutive relazionandolo al procedimento cosiddetto “in avanti”.
Dovremo pertanto affrontare il problema delle deformazioni (rigidezza strutturale) e del punto d’urto di calcolo, della tangente in esso e di EES. Quest’ultimo è parametro di calcolo o di solo controllo?

Resistenza strutturale o valore EES ?

Il tema delle collisioni è un tema molto discusso e, sappiamo benissimo tutti che per la sua complessità si presta a discussione. Come sempre non è tanto il software ad essere determinante quanto piuttosto l’uso che se ne fa di questo. Affrontarlo insieme ed in modo interattivo sarà impegnativo ma porterà i suoi frutti.
Questo è il momento di iscrivervi, lo potete fare direttamente da questa pagina.

Collegando nell’insegnamento la teoria ad una soluzione informatica, diamo a ciascuno anche una metodologia efficace e sicura da applicare nel quotidiano della professione peritale. 
Abbiamo scelto di farlo operando con AnalyzerPro per la sua riconosciuta ed indiscussa affidabilità, per le sue ineguagliate possibilità di analisi e per il suo valore didattico eccezionale. Non è indispensabile essere in possesso di tale software poiché, chi non lo possiede, lo riceve comunque in uso per la durata del seminario.

Workshop ARDIS-3 /Scarica il programma in PDF

ARDIS-2

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Retrospettiva
Si è appena concluso ARDIS-2, l’ultimo dei nostri workshop di Analisi e Ricostruzione degli Incidenti Stradali, con un ennesimo successo. Peccato che solo chi vi ha partecipato sia in grado di capire cosa sia la nostra Analisi e come noi intendiamo che essa vada condotta. Di fatto questa è sempre stata il punto di forza del nostro insegnamento, sicuramente unico ed ineguagliabile dato che si basa sull’esperienza acquisita in 45 anni di attività tanto nella ricerca di settore che in campo forense internazionale.
Noi non vogliamo che questo rimanga nostro unico monopolio conoscitivo ma piuttosto che si traduca in una formazione critica e capace di forgiare le facoltà analitiche del vero “esperto”. Infatti la verità peritale spesso non è quella dei libri, come abbiamo visto e dimostrato ancora una volta in ARDIS-2, quanto piuttosto quella desunta con competenza analitica dagli elementi reali che caratterizzano il sinistro in esame.


ARDIS-2, foto ricordo

Abbiamo iniziato con un’analisi comparativa basata su lavori di ricerca indietro nel tempo fino agli anni 70’, lasciandoci meravigliare da quanto e da come si operava allora: sembra proprio che invece di progredire siamo retrocessi. Abbiamo infatti visto che i coefficienti di aderenza e/o le decelerazioni nel modo propostoci oggi da molta letteratura di settore, sono semplicemente inapplicabili nel calcolo peritale serio: questo è dovuto al fatto che non se ne conoscono il metodo di misurazione, di calcolo e di riferimento.

2016 - Seminiamo insieme

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Seminando insieme, raccoglieremo insieme. 
Sono ormai cinque anni che ci dedichiamo in modo regolare e mirato alla formazione nel campo dell’Analisi e della Ricostruzione degli Incidenti Stradali. L’apprezzamento dei partecipanti ci ha indotto a continuare su questa strada cercando di dare sempre il massimo. Lo abbiamo fatto in continua ascesa, proponendo ogni volta temi nuovi o aspetti inesplorati di questa nostra tanto amata attività specialistica. 


Seminiamo insieme!

Contemporaneamente, dalle pagine di questo sito web, articolo dopo articolo ho pubblicato per tutti voi un vero libro, unico nel suo genere e sempre in evoluzione: non ha certo le pretese di essere un ennesimo manuale ma propone a volte aspetti scientifici inediti ed approfondimenti, a volte ancora dà invece voce al dissenso verso il pressappochismo, l’improvvisazione e l’ignoranza che purtroppo prolifica intaccando il nostro mondo peritale.

Analisi e sicurezza

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

La sicurezza sta alla base di qualsiasi normativa inerente la circolazione stradale, indipendentemente dal Paese a cui si faccia riferimento. Questa è infatti finalità primaria di ordine sociale ed economico per ogni Stato. Di conseguenza, ogni utente della strada è sempre tenuto ed in assoluto a mettere in atto tutto quanto sia utile a garantire il massimo della sicurezza per sé e per gli altri.
Con simili premesse, anche il lavoro specialistico di analisi e di ricostruzione dei sinistri stradali non può esimersi dal riservare un occhio particolarmente attento a tutto quanto concorre ad ottenere un ragionevole grado di sicurezza massimo.


Fonte: SUVA

Badare ai veicoli che seguono è una norma che il Codice della strada impone ai conducenti in diverse occasioni, quindi che implica un comportamento generale e costante da cui non si può fare astrazione. Non a caso dal semplice obbligo iniziale dell’equipaggiamento dei veicoli con uno o più specchi retrovisori siamo giunti all’abbastanza complessa norma europea (2003/97CE del 10.11.2003).

Ma non è certo sufficiente equipaggiare i veicoli con tali dispositivi di retrovisuale: il conducente, per ottenere quel ragionevole grado di sicurezza massimo, deve prima regolarli in modo tale da ottenere la miglior retrovisuale possibile e l’annullamento quasi totale dei cosiddetti angoli morti, poi farne debito uso.

Ergonomia peritale

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Non so quanto sia corretto parlare di “ergonomia” facendo riferimento alle sollecitazioni subite dagli occupanti di un veicolo durante la collisione ma, in verità, non ho ancora trovato un termine più adatto per questo genere di analisi peritale supplementare. In fondo si tratta solo, si fa per dire, di definire quali siano le sollecitazioni dell’occupante conseguenti alle sollecitazioni subite dal veicolo urtato, quindi solo di un accertamento supplementare che segue e dipende totalmente dalla dinamica di quella collisione, da cui non è comunque possibile fare astrazione. Ciò detto, visto che l’ergonomia tende a realizzare un adattamento ottimale del sistema uomo-macchina-ambiente … alle capacità e ai limiti psico-fisiologici dell’uomo (Traccani) mi sembra legittimo nello specifico parlare di “perizia ergonomica” anche se, il compito peritale del RDIS (Ricostruttore della Dinamica degli Incidenti Stradali), deve concentrarsi e fermarsi sulla sola quantificazione delle sollecitazioni fisiche subite dall’occupante all’interno del veicolo in conseguenza di un preciso Impatto.


Dalla moviola di AnalyzerPro – Rappresentazione dinamica dell’evento

Infatti, l’attività peritale scientifica si suddivide, a seconda delle specialità specifiche, in branche differenti ed autonome che, al massimo, possono essere chiamate a svolgere un lavoro multidisciplinare come ben prevede anche il Legislatore (Italia, Codice di procedura penale – art. 221 comma 2).
Questo è sicuramente il caso della cosiddetta perizia ergonometrica dove il tecnico RDIS una volta chiarite le modalità di impatto quantifica l’aspetto fisico delle sollecitazioni (accelerazioni) subite dall'occupante e lascia alla medicina il compito di esprimersi sull’UOMO, sul quadro medico del caso e sulla lesività specifica di quell’evento su quella persona. Infatti, la perizia tecnica non è mai perizia medica e non potrà mai avere alcuna valenza medica.
Chiedere al tecnico di valutare la lesività dell’evento per smentire o sostituire con tale incompetente parere le risultanze degli accertamenti medici è eticamente scorretto, né più né meno di quanto lo sarebbe pretendere che la medicina si esprimesse su modalità e velocità di un sinistro. Qualora i Magistrati, l’Avvocatura e le Compagnie di assicurazione avanzassero simile inappropriata richiesta (valutazione della lesività) ad un RDIS, di fatto inciterebbero il proprio Perito o Consulente all’abusivo esercizio di una professione (Italia, Codice penale, art. 348), nello specifico l’abusivo esercizio della Medicina.

Ha detto così Newton?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Mi è stata segnalata una pubblicazione sull’urto frontale a velocità identiche fra due auto e mi si chiede di far conoscere la mia opinione. Verosimilmente, il suo Autore che conclude testualmente “Sperando di non aver  fatto inorridire i puristi della materia, … ho il solo scopo di fornire informazioni utili a sfatare alcuni luoghi comuni ovvero correggere alcune informazioni errate.” è conscio che quanto ha scritto ha già fatto rivoltare Sir Isaac Newton (1642 – 1727) nella sua tomba nell’ Abbazia di Westminster, a Londra.



Cosa dice Newton? - chiede l’Articolista e spiega - Quando il veicolo colpisce la parete di roccia a 80 km/h (50 MPH), la parete di roccia esercita una forza grande abbastanza per fermare il veicolo proprio lì dove colpisce.
Questo certamente non lo ha detto Sir Isaac: il Maestro al massimo avrà constatato che la mela cadendo era stata fermata dal suolo che, con quella “roccia”, in comune ha unicamente la propria massa infinita. Circa il suo terzo principio, diremo in seguito.

Tachigrafo e cinematica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nel 2015 ho avuto il piacere, fra l’altro, di tenere due Workshop particolarmente impegnativi ed assolutamente inediti. Il primo verteva sulla “lettura microscopica della registrazione tachigrafica” con il metodo oggi più evoluto ed attendibile denominato CMRT (Computer Microscopical Reading of Tachograph).


CMRT: l’acquisizione delle immagini è determinante per la qualità dei risultati.

Tre giorni di intenso lavoro è stato il minimo necessario per introdurre i corsisti alla materia fino a portarli a poter eseguire in proprio la lettura microscopica della traccia tachigrafica. Chi pretende invece di proporre in meno tempo l’apprendimento di quest’analisi, illude solo i propri allievi.
Da parte mia devo riconoscere che il mio gruppo ha seguito con grande impegno ed interesse le lezioni dove il poco dire lo abbiamo sostituito con tanto fare, e fare in prima persona. Ora è importante che ognuno si eserciti in questa procedura di elaborazione sapendo che io rimango a loro disposizione qualora incontrassero difficoltà o volessero una verifica.
Oggi, questi miei Allievi possono andare orgogliosi ed affermare di essere gli unici in Italia formati e capaci di svolgere questa delicata operazione di lettura microscopica e di elaborazione della traccia tachigrafica. Infatti, dopo il seminario un corsista mi ha sottoposto una sua elaborazione per verifica: ho visto con soddisfazione che questa era fatta assai bene.

Le moto frenano diversamente

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Una mia ex-alunna dei Corsi biennali di perfezionamento in Psicologia del Traffico che si tengono in Italia solo all’Università Cattolica del S.C. di Milano ed ora attiva anche lei sul campo, malgrado quanto già scritto sull'argomento, mi sollecita a dire ancora qualcosa di più sul processo di frenatura riferito in particolare ai veicoli a due ruote.

Rispondo alla richiesta e riprendo il discorso dove lo avevo lasciato con l’articolo Quale incremento? e ripropongo il relativo grafico, citando in calce i rimandi ai diversi articoli sul tema.



Il processo di frenatura è solitamente conseguenza di una fase di evidenziazione di una situazione di pericolo, seguita da una fase percettiva, attentiva e reattiva e dalla conseguente azione del conducente sul pedale del freno. Nell’istante in cui la forza frenante al suolo (pneumatico-strada) inizia ad agire, è terminato l’ IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico) ed è iniziata la cosiddetta fase di frenatura. Questa può essere totale fino all’arresto del veicolo, oppure parziale ossia fino al raggiungimento di una velocità inferiore e del relativo proseguimento del moto.

Dal punto di vista tecnico-psicologico, nel processo della frenata è di sicuro maggiore interesse quanto succede inizialmente, nella fase di incremento detta anche di accrescimento.

Quando la curva non è tonda …

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Un mio recente articolo (Dalla letteratura al software) a qualcuno non è piaciuto, verosimilmente perché non ne ha saputo cogliere l’importanza dei contenuti o perché vuole ostinarsi a non affrontare positivamente il nuovo, che nel 2015 è ormai più che maggiorenne essendosi evoluto non poco dai suoi primi passi. Mi riferisco al software scientifico di analisi della dinamica degli incidenti stradali e rispondo agli amici scettici semplicemente con un esempio dei più semplici, quello della velocità di curva.

Il quesito posto dal Giudice potrebbe essere quello di indicare a quale velocità una data curva può essere affrontata in sicurezza.

Un modo diffuso di affrontare il problema è quello di cercare sui libri la formula che si ritiene appropriata, come ad esempio questa e, per applicarla, definire il valore di “R” e quello di “a”.



Per il valore di “a” forse vi viene ancora in aiuto qualche buon libro indicandovi che come parametri base si può considerare che il modo di affrontare normalmente una curva genera accelerazioni laterali di 2 m/s2 circa, la guida vivace di 3 - 3,5 m/s2 e quella sportiva raggiunge accelerazioni laterali di 4 - 4,5 m/s2.
Per definire il raggio, il modo più preciso sarebbe quello di estrapolarlo dai piani di costruzione della tratta stradale considerata e, in mancanza di questi, lascio alla vostra immaginazione come ottenerlo tramite tacheometria, foto satellitare o fotogrammetria aerea, triangolazioni, e chi più ne ha ne metta.
Per fare questo calcolo basta quindi effettivamente una semplice calcolatrice o, come vorrebbe insegnarci qualcuno all’americana, utilizzare al posto della calcolatrice un foglio elettronico come MS Excel.

Dalla letteratura al software

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Quando iniziai i miei quattro anni alla Mercedes (1962-1966), il mio maestro di tirocinio mi disse una sola cosa: Ricordati che il lavoro non si insegna, sei tu che devi rubarlo.
In quella frase dell’uomo semplice che si era costruito dal nulla con il solo sudore della sua fronte, io trovai la chiave del successo e del sapere professionale. Oggi, a chi segue i miei seminari, dico esattamente la stessa cosa facendo notare che quello che nessuno potrà mai rubarti è proprio solo quanto tu sai.

Così ora mi chiedo – e lo chiedo anche a voi - se si possa veramente imparare da libri, manuali e pubblicazioni telematiche un mestiere e quello del Ricostruttore della Dinamica degli Incidenti Stradali (RDIS) in particolare?



Spesso mi viene chiesto di scrivere … come se queste pagine non fossero scritte, o forse proprio perché in queste pagine ho sempre solo messo la farina del mio sacco che sembra piacere a tanti o forse solo per aver scritto anche quello che qualcuno vorrebbe che io non dica. Di libri tecnici ne ho piena la biblioteca, i più in tedesco, alcuni in italiano fra cui i più cari per me rimangono ancora il Paolino Ferrari, il Gino Nisini ed il Gino Di Paola: basta saperli collocare nell’epoca in cui furono scritti per capire chi sono in Italia i pionieri della nostra professione e sentire dentro i loro scritti l’anima di quegli Autori. In quelli tedeschi degli anni ottanta, veri concentrati di scienza, trovo invece esattamente quello che a volte con rinnovata veste grafica, e a volte neppure con questa, ci è stato riproposto in seguito in altre lingue, italiano compreso. Ma che c’è di veramente nuovo oggi in queste ultime pubblicazioni? Dove stanno le novità?

Resistenza strutturale o EES ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nel workshop di Roma, dove si sono toccate diverse problematiche inerenti l’analisi scientifica della collisione fra autoveicoli, non poteva mancare un approfondimento sulla validità e sull’uso del valore EES (Energy Equivalent Speed) nel calcolo, dato che a parlarci avevamo il Dr. Werner Gratzer, studioso che fece parte proprio del Team che elaborò tale teoria e sulla quale egli stesso sviluppò poi parte delle sue applicazioni risolutive.

Un primo concetto, tanto semplice quanto lapidario, è quello che mentre gli EES si calcolano, la resistenza strutturale si misura.
Questo significa che durante un Crash-test il valore EES non viene misurato bensì calcolato a posteriori in base ad altri dati rilevati.

Crash-test - Barrier impact

Fonte: DTC (Biel-Vauffelin CH)

Crash-test - Car to Car

Fonte: DTC (Biel-Vauffelin CH)


Mentre nel Crash-test contro barriera fissa (Barrier impact) i dati sono riferiti ad un unico veicolo, nel Crash-test fra veicoli (Car to Car) i dati sono riferiti ad entrambi i mezzi usati nel test e si riferiscono alle resistenze strutturali, difficilmente identiche, delle rispettive parti deformate.

Lucciole per lanterne

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Il Rendering nella ricostruzione dei sinistri stradali.

"Rendering" è un termine della lingua inglese che in senso ampio indica la resa o restituzione grafica, ovvero un'operazione compiuta da un disegnatore per produrre una rappresentazione di qualità di un oggetto o di una architettura (progettata o rilevata). In tempi relativamente recenti ha assunto un valore essenzialmente riferito all'ambito della computer-grafica … (Wikipedia).
Ogni restituzione tridimensionale di qualità di un dato scenario, quindi anche quella di un sinistro stradale, è pertanto operazione di “rendering” indipendentemente dal o dai mezzi di rilievo utilizzati che, comunque, nulla hanno a che vedere con l’attendibilità della ricostruzione cinematica presentata.

Per quanto dovrebbe già essere evidente per tutti – e per l’Utenza del nostro operato peritale in particolare (Giudici, Magistrati, Avvocati, Compagnie d’assicurazione, ecc.) - la ricostruzione di un incidente stradale rimane attendibile unicamente per i suoi contenuti tecnico scientifici e mai solo per la qualità dello scenario in cui viene rappresentata. Quest’ultima, e solo in dati casi, può essere veramente necessaria ai fini peritali come abbiamo appunto ampiamente dimostrato ed approfondito nel workshop “Scenario e simulazione” (Bologna 7-9 maggio 2015).

Analisi del fuoco attentivo e percettivo del conducente


Come regola generale affermerei che lo scenario tridimensionale in alta definizione è veramente utile ai fini peritali, unicamente nei casi in cui è peritalmente necessario analizzare “il fuoco attentivo e percettivo precedenti il crash” per il conducente ed ogni altro aspetto di “visuale nel movimento cinematico”, riferita quest’ultima tanto ai conducenti che ad eventuali testimoni (Cinematica moderna in HD).

ANALYZER

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

WORKSHOP INTERNAZIONALE - Roma, 11-12 settembre 2015

ANALYZER – Analisi della collisione.
Questo è il titolo del seminario internazionale che si terrà a Roma il prossimo 11-12 settembre 2015 per cui, data la specificità del tema, ho voluto fare intervenire uno dei più illustri studiosi europei dell’analisi della collisione e della sua applicazione al calcolo informatico, il Mag. Dr. Werner Gratzer (Austria). Affiancarlo durante l’intero seminario per me sarà un vero onore e piacere. Con un tale team di docenza Austria-Svizzera in Italia, si giustifica ampiamente la definizione di “Workshop internazionale” e non è escluso che ci sarà anche qualcun altro proveniente dall’estero, fra i partecipanti.

Durante il seminario cercheremo di acquisire il massimo di nozioni ed informazioni possibili sulle problematiche connesse all’analisi ed al calcolo della collisione, tema sul quale per tutti c’è sempre ancora molto da approfondire e da chiarire. Poterlo fare con chi è stato al fronte durante lo sviluppo degli studi di questa materia è un’occasione unica e difficilmente ripetibile. Malgrado ciò, il workshop non è destinato solo ai tecnici ricostruttori più sperimentati ma è sicuramente accessibile anche tanto ai più giovani quanto a coloro che ancora non usano applicazioni informatiche per l’analisi e la ricostruzione degli incidenti stradali.

Sarà questo il momento in cui potremo meglio capire il concetto e la corretta applicazione di EES (Energy Equivalent Speed) e durante il quale potremo anche formulare i nostri dubbi e le nostre riserve nel merito, sapendo che chi ci risponderà è veramente massimo specialista di questa materia. Potremo fare lo stesso approfondendo le problematiche del preciso posizionamento del punto d’urto (contatto fra i veicoli) e quindi della relativa tangente, della PDOF (Principal Direction of Force), dell’attrito nel contatto e dell’influenza che tutti questi parametri, resistenza strutturale dei veicoli compresa, hanno sul calcolo della collisione.

Il Prof. Dr. Werner Gratzer

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Formazione di massimo livello

Il Magister Dr. Werner GRATZER (Salisburgo, Austria), che oggi è sicuramente di uno dei massimi esponenti dell’analisi e della ricostruzione degli incidenti stradali in Europa, guiderà il prossimo workshop di Roma. Libero docente in fisica e libero professionista quale Esperto ricostruttore perito giudiziario, egli è molto noto quale studioso delle problematiche connesse alla dinamica, alla meccanica, alla cinetica ed alla cinematica degli incidenti ed ai relativi calcoli risolutivi. Oltre ad aver seguito in prima persona tutto lo sviluppo del calcolo informatico della collisione e quello della teoria EES (Energy Equivalent Speed), è suo il modello matematico per il calcolo delle sollecitazioni degli occupanti a seguito della collisione.
Basta un colpo d’occhio alle pubblicazioni scientifiche di settore che lo vedono autore o coautore, per cogliere l’importanza della sua opera e la considerazione che dobbiamo a questo Grande della nostra professione.

Fra le sue opere e pubblicazioni scientifiche più note vanno senz'altro citate:

Handbuch der Verkehrsunfallrekonstruktion (Burg/Gratzer, 1996)
Manuale di ricostruzione degli incidenti della circolazione.

Ricerca e professione

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nel nostro settore parliamo spesso di ricerca, senza mai soffermarci sulla sua validità scientifica, fonte e concettualità. Ritengo pertanto fondamentale sollevare questa problematica poiché, per proiettare all’interno del nostro operato le risultanze della ricerca, è indispensabile comprenderla nei tre aspetti appena enunciati: validità scientifica, fonte e concetto.
A livello universitario, dove se ne fa moltissima poiché già i lavori di tesi sono di fatto ricerca, si parla poi di “dottorato di ricerca” riferendosi a studi più approfonditi dove il già laureato, in qualità di dottorando, lavora concentrandosi per più anni su un dato tema. Abbiamo così già due livelli qualitativi di questa attività che si svolge all’interno degli atenei ma a questi se ne aggiunge ancora un terzo, assai più prestigioso e dotto. Questo livello di eccellenza è decretato dall’accettazione e pubblicazione dello studio nelle massime riviste specializzate di settore, riviste quasi esclusivamente in inglese, estremamente severe e selettive ma comunque universalmente riconosciute.


Abstract dell'articolo - in calce il PDF scaricabile.

Il fatto che tale selezione renda relativamente rare queste pubblicazioni, non inficia necessariamente le altre, che tuttavia meritano dall’utente ogni attenzione ma anche criticità e discernimento, prerogative queste solo di chi è veramente conoscitore di quella specifica materia.

Quando i workshop servono

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

A un mese dalla conclusione del Workshop di Bologna “Perizia giudiziaria e simulazione”, uno dei partecipanti mi rende partecipe di un lavoro da lui appena realizzato applicando quanto appreso al seminario segnatamente alla “Simulazione rapida” ed all’uso della “Simulazione obbligata”.

A parte il lavoro di preparazione dello scenario, che nella fattispecie non richiedeva finezze particolari, mi viene confermato che per eseguire entrambe le simulazioni furono necessarie solo un paio d’ore di analisi al computer.



Essendo stato autorizzato a condividere pubblicamente questo lavoro, l’ho montato nel filmato che presento in questa pagina, ringraziando di cuore l'Esperto analista e ricostruttore di sinistri stradali che, anche se vuole mantenere il suo anonimato, si merita veramente un plauso per l’eccellenza del suo operato peritale. Pubblico con estremo piacere simili esempi poiché mostrano gli effettivi risultati di chi si è impegnato e continua ad impegnarsi per migliorare la propria formazione professionale fino a raggiungere anche la padronanza dei mezzi ausiliari di lavoro che ha saputo scegliere prima ed imparare ad usare poi. Queste non sono le solite rappresentazioni ricostruttive fatte per propagandare dati software con esempi tanto vecchi quanto già visti e rivisti; questi sono esempi della farina del sacco dell’Esperto giudiziario che conosce la propria materia e che non necessita quindi di vendere quella altrui per mettersi in mostra. Pertanto, a questo Collega ricostruttore giunga un corale BRAVO !

Scenario e simulazione

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Retrospettiva del workshop di Bologna ( 7-9 maggio 2015)
Sono ormai alcuni anni che portiamo avanti il discorso dello scenario tridimensionale e delle sue applicazioni tanto nella ricostruzione della cinematica quanto nelle analisi percettive. In questo ambito ci distinguono lo studio sulla percezione cinematica dei conducenti (2007) e di conseguenza il lavoro svolto in stretta sinergia con gli specialisti della Psicologia del traffico (Università Cattolica di Milano) tanto sull’IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico, 2011-2014) quanto sulla simulazione percettiva. Nel 2014 a Bologna ci siamo concentrati sul rilievo della scena del sinistro presentando e verificando l’aerofotogrammetria applicata alle nostre analisi e ai nostri software di ricostruzione.


Bologna 7-9 maggio 2015

Il fatto che, a scadenze regolari, ci sia sempre chi cerca di copiarci è la miglior prova che siamo noi a segnare il passo, e sempre con farina del nostro sacco, non vendendo quella altrui. Sarà certamente così anche dopo questo seminario.

Simulazione e analisi percettiva

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

FILMATO
A margine del seminario dell'evento PERIZIA GIUDIZIARIA E SIMULAZIONE - Bologna 7-9 maggio 2015

Che cosa significa applicare l’oculometria all'interno della simulazione?
Si tratta di una nuova metodologia di analisi che abbiamo sviluppato collaborando strettamente con l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica di Milano, diretta dalla Prof.ssa Ph.D. Maria Rita Ciceri. Questo metodo di approccio e analisi della percezione e della reazione del conducente, è stato sviluppato in questi ultimi anni ed è sicuramente ancora in evoluzione, specie se riferito alle nuove applicazioni che ne possono ancora derivare e che stiamo studiando.

Da Socrate all'esperto del 2015

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Faccio un salto indietro nel tempo a quando da ragazzo, attraversando il Parco Ciani di Lugano per raggiungere il Ginnasio Cantonale, passavo davanti alla statua del Socrate morente, statua di Markus Antokolski (1843-1902).
A quel tempo in cui la televisione era ai suoi esordi, fortunatamente i valori della vita ci venivano ancora trasmessi in questo modo, onorando anche nei parchi cittadini Coloro a cui era saggio ispirarsi. Fu così che abbinai poi per sempre la dignità di quella morte (399 a.C.) a quanto ci insegnò quel Grande, le cui massime sono tutt’ora di assoluta attualità proprio nelle attività del “sapere specialistico” di ogni branca della scienza.

Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.
Chi avesse il coraggio di obiettare che questo non sia sacrosanto anche per il lavoro specialistico peritale, si faccia avanti.
Da parte mia, condivido a pieno il pensiero di Socrate ed ho anche l’ardire di affermare che, nel nostro settore specifico, il “male” dilaga ovvero l’ignoranza molto, veramente molto spesso la fa da padrona.

Giustizia, dea bendata

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Spesso si raffigura la Giustizia come dea bendata, forse nell'illusione che questa benda raffiguri la virtù dell’equità che sta alla base del diritto, forse nell'illusione del significato della frase più ricorrente stampata sulle pareti dei tribunali La giustizia è uguale per tutti o forse ancora nell'illusione utopica dei più che pensano sia veramente così.
In questi giorni ha attratto la mia attenzione questa immagine, non senza crearmi una miriade di perplessità e qualche riflessione.

Che la Giustizia non debba guardare in faccia a nessuno nel senso che il suo giudizio debba unicamente dipendere dal diritto e dai fatti oggettivamente accertati mi sta bene, anzi benissimo, ma che per questo Essa debba essere anche cieca mi preoccupa e non poco. Quante volte avrei apprezzato una Giustizia capace di guardare negli occhi lo imputato, in ogni istante del processo e, ancor di più, prima durante e dopo la lettura della sentenza, invece di lasciare frettolosamente l’aula, spesso a testa bassa per non incontrare neppure gli sguardi del Popolo in nome del quale quella Giustizia andava amministrata.

La formazione specialistica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Antoine de Saint-Exupéry pubblicando nel 1943 Il Piccolo Principe colse nel segno la categoria degli specialisti che rappresentò sul suo sesto pianeta, abitato da un vecchio signore che scriveva libri enormi (capitolo XV- il Geografo).



Un passo che rileggo sempre volentieri e che ogni volta mi colpisce nella sua disarmante visione di una realtà sempre attuale, un passo di sana meditazione professionale.

Oggi, mentre l’offerta dei corsi formativi prolifera, lo spazio per svolgere la professione che si presume si vorrebbe apprendere tramite questi è sempre più limitato e i mandati su cui si spera poi di campare un giorno, non giungono. Questa purtroppo è realtà.

Domandiamoci allora a chi e quando necessiti l’opera specialistica che, nello specifico è perlopiù opera peritale, e chiediamoci cosa significhi mettersi al servizio della Giustizia.

Lettura microscopica dei dischi

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Anche se è vero che prima o poi i dischi tachigrafici andranno scomparendo, mi capita ancora abbastanza sovente di essere interpellato per eseguirne la lettura microscopica computerizzata tramite la mia procedura CMRT (Computer Microscopical Reading of Tachographs). Fra questi richiedenti annovero l’ Istituto di Polizia Scientifica dell’ Università di Losanna che, dopo loro approfondimenti, ritengono il mio procedimento il più moderno ed attendibile presente oggi sul mercato. Non a caso, quando lo ideai nel 1996-1997 lo depositai come invenzione e tale è stato riconosciuto con la patente di brevetto rilasciatami nel 2008.

Ultimamente, un caso che io avevo trattato in precedenza è stato elaborato anche dalla Polizia Scientifica di Zurigo che lavora invece ancora con il pur sempre valido sistema ottico meccanico della Kienzle, anche se ormai obsoleto. Questo sistema ha il solo difetto di non garantire la ripetibilità assoluta della misura a causa dei pur minimi giochi che il sistema meccanico ha in se e il fissaggio dei punti unicamente ottico che implica poi il loro riporto manuale su di un ingrandimento fotografico. Ciò premesso, i risultati praticamente si equivalgono, anche se nel caso specifico la citata Polizia ha dimenticato di quotare ed elaborare un punto di lettura decisivo.



Ho visto di recente in Internet che ci sarebbe un’altra procedura sviluppata in Italia in questi anni, ma che dal filmato-lezione sembra assai lungi tanto dall'elaborazione ottico meccanica della Kienzle che da CMRT. Non mi è dato di sapere perché nella citata presentazione non si citi CMRT ma solo il procedimento Kienzle. Siccome mi è stato richiesto da un Collega un parere, da quanto ho potuto vedere sembra che quella procedura italiana sia un tentativo di emulare CMRT che tuttavia è ben lungi dall'essere al passo con lo stato attuale della tecnica di settore perché assai primordiale. Il pericolo di queste pseudo lezioni è quello di far credere ai giovani ricostruttori, o a quelli più sperimentati che si volessero cimentare con queste analisi specialistiche, che in un paio d’ ore si possa apprendere una tecnologia procedurale dietro la quale stanno anni di studio e di lavoro. Il loro lato positivo è quello di mostrare che c’è anche dell’ altro, ma allora l’informazione dovrebbe perlomeno essere completa.

I rilievi di Polizia

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Cosa si deve fare quando ci si trova coinvolti in un incidente stradale o si giunge sul posto dello stesso ? Basta superare il confine nazionale che le norme, anche se non sostanzialmente, differiscono fra loro come dimostrano questi due stralci delle diverse leggi in materia di circolazione stradale.



Le persone coinvolte nell'infortunio, per primi i conducenti dei veicoli, devono avvertire la polizia. Queste persone, compresi i passeggeri, devono collaborare all'accertamento dei fatti (Svizzera, LCStr, art. 51).

Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’ accertamento delle responsabilità (Italia, CdS, art. 189).

I miracoli peritali

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Dice che viaggiava a 80 km/h quando il centauro, partito dallo spiazzo presente a sinistra della strada, immettendosi gli ha tagliato la strada: “L’impatto avveniva con lo spigolo anteriore sinistro della mia auto e la moto, più precisamente al centro della fiancata destra del motoveicolo.”
La velocità dichiarata di 80 km/h è più che verosimile, avendo auto e motociclo terminato la loro corsa una sessantina di metri oltre il punto di collisione mentre il motociclista finiva a terra ad una ventina di metri dall'impatto.
La configurazione di collisione tra i veicoli rappresentata qui di seguito – scriverà il perito – vede il contatto tra i poggiapiedi destri della motocicletta e la ruota anteriore sinistra della vettura. Questo mette peraltro a contatto la parte anteriore dell’automobile con la parte di carenatura destra della motocicletta in cui sono visibili i segni di collisione.


Il Convegno di Teramo sui Media

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Il 29-30 aprile 2014 si è tenuto il Convegno di Teramo, sui cui contenuti avremo modo di ritornare. L’importanza delle due giornate è attestata dall’interesse documentato dai Media locali nell’immediato anche dalla TV locale e poi protrattosi nel tempo anche con l’articolo appena apparso su Il Cittadino.
La nostra attività è di pubblica utilità e socialmente indispensabile: farla conoscere per quello che effettivamente oggi è lo stato della tecnica e del nostro sapere specialistico fa parte della nostra missione.
A Teramo abbiamo avuto modo di confrontarci ed aprirci a tre mondi distinti: le Forze di Polizia, l’ Ordine degli Avocati e la Scuola. L’apprezzamento ricevuto sarà tramutato nella forza necessaria per continuare su questa strada.

Ogni incontro, un passo avanti

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

A margine del prossimo incontro di Teramo, mi viene chiesto di esprimermi su come io veda l’ “Esperto in infortunistica del traffico” e su come stia evolvendo questa professione.

Non essendo io Associazione di categoria, non mi esprimo certo su quanto si chieda o non si richieda per definirsi tali. Personalmente, sono convinto che il solo titolo accademico non basti. Ci vuole ben altro e questo spesso non è dentro i libri o in circolazione sulla rete. Nella rete troviamo una miriade di informazioni accompagnate da pochissima capacità selettiva e di critica.



I gruppi che si formano, mi si passi il termine, spesso sono comunità al limite dell’ incestuoso, richiuse in sé stesse e gelose del “loro” sapere settario: ogni altro credo o scuola è tenebre e, possibilmente, va messa al bando. In questo modo ci si inventano cose già inventate invece di accettare quanto già esiste e, partendo da qui, impegnarsi per studiare e ricercare quanto si potrebbe ancora scoprire. Forse, per la complessità della materia, pochi sono i veri specialisti e molti quelli che arrancano senza arte né parte.

Quale tacheometria ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

A margine del workshop di Bologna - Dal rilievo di polizia alla perizia cinematica - mi è stato chiesto di esprimermi valutando quale sistema tacheometrico io reputi essere il più idoneo e performante per rilevare l’ incidente stradale o comunque il suo scenario. Mi esprimo da questo Blog in modo da offrire a tutti la possibilità di intervenire e, se del caso, anche di contraddirmi o completarmi.



Nel gennaio 2013 è stata pubblicata la norma UNI-11472 (Rilievo degli incidenti stradali – modalità di esecuzione). Sono sorpreso della smisurata importanza che è stata data dalla Stampa e da molti "ricostruttori" a questa normativa che in effetti, limitandosi al solo rilievo tramite bindella metrica, sembra un trattato medioevale ben lungi da quella che oggi è o dovrebbe essere l’infortunistica del traffico.
Con il nostro workshop siamo pertanto voluti andare ben oltre al semplice rilievo metrico per introdurre, con un serio lavoro di formazione tanto nell’ uso che nell’ applicazione, la tacheometria e la aerofotogrammetria applicate al rilievo ed alla ricostruzione del sinistro stradale.

Vedere nel movimento, capire

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Essere in grado di ricostruire un sinistro, non significa per nulla saperlo anche spiegare in modo che chi preposto al giudizio ne abbia piena conoscenza e consapevolezza.
Per raggiungere questo obiettivo determinante del lavoro e peritale di settore, l’uso sapiente delle tecnologie informatiche più avanzate viene in aiuto dell’ esperto ricostruttore. Il caso qui proposto ne è un ottimo esempio e vuole solo mostrare lo stato attuale di questa tecnica. Il mio augurio è semplicemente quello di riuscire a trasmettere, a chi segue i workshop che organizzo, come giungere a questi risultati che, a mio parere, non hanno nulla di straordinario e che dovrebbero far parte già da tempo del nostro modus operandi quotidiano. Mi sbaglio forse ?



L’accuratezza dello scenario in queste rappresentazioni cinematiche virtuali riveste importanza assoluta. Infatti, solo così si riesce a valutare il contesto visivo di teste e protagonisti entro cui questi hanno visto e percepito o potevano vedere e percepire.

Sinistri stradali complessi ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Un Collega mi ha appena posto un quesito curioso e intrigante. Mi chiede cosa siano gli incidenti stradali complessi. Aggiunge di aver letto da qualche parte che sembra esistere la qualifica di Analista ricostruttore di incidenti stradali complessi e vorrebbe quindi sapere come acquisire tale titolo e se la nostra formazione lo legittimerà a farne uso.

Bella domanda … ve la giro subito perché anch’io sono curioso di conoscere questo nuovo metodo di classificazione dell’incidente stradale.

Non ho mai sentito un Collega vantarsi di essere Analista ricostruttore di incidenti stradali complessi … se mi capitasse sentirlo, sorriderei con benevolenza. Credo infatti che se qualcuno sente il bisogno di fregiarsi di tanto titolo, lo faccia solo perché nella sua insicurezza professionale sente di doversi mostrare più capace di quanto di fatto non sia. Bontà sua. Mi ricorda tanto la storiella delle arance.



Ve la racconto.

Lo scenario virtuale

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Abbiamo parlato spesso di scenario virtuale tridimensionale. Nel 2013 a Bologna abbiamo dimostrato quanto lo stesso sia indispensabile alla Cinematica in HD™ e, di conseguenza, all' intera analisi approfondita delle cause del sinistro ed anche alla ricerca in Psicologia del Traffico ed a quella mirata ad una certa prevenzione stradale.

Il suo uso implica una totale modifica del concetto operativo tradizionale del ricostruttore nel senso che, ogni operazione ingegneristica di ricostruzione, fin dall' inizio va effettuata e integrata in tale scenario. Ne consegue che il lavoro di analisi parte sempre dalla ricostruzione del luogo del sinistro, realizzata nel modo più fedele possibile, un vero e proprio modellino in scala e in rilievo che rispecchia fedelmente la realtà dei luoghi teatro dell’ incidente.



Questo scenario non è fumo negli occhi: facilita enormemente la lettura e la comprensione specie agli utenti della perizia, i Magistrati e gli Avvocati, che nella vita come ogni comune mortale vedono anche loro tridimensionalmente e non certo in 2D, caratteristica propria delle planimetrie e, non ci si pensa mai, anche delle fotografie.

Momentum Due

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nasce un nuovo workshop di calcolo della durata di 3 giornate: MOMENTUM 2.
Lo terrò fra un paio di settimane a Lione, in Francia. Condivido con voi la copertina del testo in francese che ogni partecipante riceverà con teoria, formule ed esercizi. Sto mettendo a punto gli ultimi dettagli del corso. Sono certo che vi basterà un colpo d’ occhio per capire cosa tratteremo ma, a differenza del primo MOMENTUM che trattava solo collisioni fra auto o di auto contro ostacoli fissi, qui vedremo anche come applicare l’informatica a certe soluzioni particolari.



È senz'altro un seminario impegnativo e per certi aspetti neppure di facile comprensione ma, come il primo di questa serie, lo ritengo particolarmente illuminante ed utile. Anche la presentazione didattica sarà leggermente diversa dalla precedente mentre come sempre il testo sarà a disposizione solo di chi segue personalmente il workshop.

Compensi e vacazioni

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Di recente sono stato coinvolto nelle analisi relative ad un incidente mortale della circolazione avvenuto nel Cantone Ginevra (Svizzera). Il modo con cui il caso è stato condotto mi suggerisce diverse considerazioni tanto sulla Professionalità (quella con la “P” maiuscola) che sulla procedura ed i compensi.

Il Procuratore Pubblico, magistrato inquirente, chiese una perizia ad un Collaboratore Scientifico dell’ Istituto di Polizia Scientifica dell’ Università di Losanna (UNIL). Per le questioni strettamente legate all’ autocarro ed alla dinamica, il citato Istituto ha coinvolto nell’analisi un Collega ingegnere pure di Losanna mentre la lettura microscopica della traccia tachigrafica è stata affidata a me.
Ad espletamento del suo mandato l’ Esperto UNIL ha prodotto il mio elaborato, la relazione sulla dinamica del Collega ed il proprio referto peritale di sintesi, basato anche sulle nostre analisi. Ogni relazione è stata redatta e firmata dal rispettivo Esperto-autore e l’iter peritale intero è durato circa cinque mesi. Il Procuratore Pubblico ha poi deciso di convocare a chiarimento congiuntamente i tre Esperti alla presenza del prevenuto, l’ autista dell’ autocarro con il suo difensore, nonché delle parti lese, i parenti della vittima con i loro avvocati.

Per quanto mi concerne, sono stato contattato telefonicamente dalla segretaria del Procuratore che mi ha chiesto di indicare i giorni in cui avrei potuto andare a Ginevra per l’ audizione che fu fissata di conseguenza il 17 dicembre. Preoccupato dei costi del treno o dell’ aeroplano, ho chiesto come avrei dovuto comportarmi e mi è stato risposto che, per motivi di tempo e praticità avrei potuto senz'altro fare la trasferta in aereo (Lugano-Ginevra) e di presentare, via e-mail, a quanto sarebbe ammontato il mio onorario. Indicai quindi, secondo le tariffe dell’ Ordine degli Ingegneri svizzeri, che avrei richiesto il corrispondente di 5 ore (186.00 Frs./ora) ed un’ indennità di pranzo di Frs. 20.00. Appena avuto la conferma della citazione ho staccato il biglietto aereo (Frs. 533,90) e il giorno stabilito mi sono presentato in Tribunale a Ginevra. All’ uscita dall’ udienza, di cui dirò in seguito, mi è stato consegnato il buono qui riprodotto.



Rientrato in studio ho riempito lo stesso con le mie coordinate bancarie e la mia firma e l’ho inviato al Servizio finanziario del Potere giudiziario del Canton Ginevra che, nel giro di un mese, provvederà al pagamento dell' indennità di udienza calcolata esattamente come avevo proposto. Già solo questo è una prova evidente del rispetto e della considerazione di quel Potere giudiziario nei confronti degli Specialisti scientifici che operano per loro.

La nostra formazione nel 2014

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’ attività formativa che abbiamo offerto in questi ultimi anni è stata, per voce di chi vi ha partecipato, un vero successo.
In questa formazione specialistica (infortunistica del traffico), facendo capo al mio invidiabile know-how maturato in 40 anni di attività peritale e di ricerca su strada, l’ insegnamento è unico e ineguagliabile. Non è certo un caso che da quest’anno mi hanno chiamato a svolgere attività didattica anche in Belgio e in Francia dove, già a gennaio, sarò a Lione per un corso (MOMENTUM 2) in cui le iscrizioni sono già al completo.

In Italia il 2014 mi vedrà ancora impegnato nella docenza al III° Corso universitario di perfezionamento in Psicologia del Traffico, organizzato dall’ Università Cattolica del S.C. di Milano.
A questa docenza si aggiunge ora quella nelle materie peritali del Master universitario di I° livello in Periti e Consulenti di Tribunale (Esperti Forensi) e del parallelo Corso universitario di perfezionamento nella medesima specialità, formazione questa che si terrà nelle sedi di Benevento, Roma e Milano dell’ Università degli Studi Giustino Fortunato (Facoltà di giurisprudenza).


Conferenza a Bruxelles

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

U.B.I.A. - Unione Belga degli Ingegneri dell' Automobile
Sono appena stato invitato a Bruxelles per presentare la nostra ricerca sull' IRPT Intervallo di Reazione Pisico Tecnico in occasione della prossima Assemblea Generale dell' U.B.I.A.
Questo invito dimostra che il lavoro di ricerca messo in atto congiuntamente all' Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell' Università Cattolica di Milano riscuote sempre maggior interesse nell' ambiente ed in quello dell' automobile in particolare. Sono questi riconoscimenti internazionali a darci la forza e l' entusiasmo per affrontare nuove sfide confermandoci che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.



Ai Colleghi del Belgio presenterò così la mia metodologia di rilievo Diagnostica dinamica e comportamentale™ ed in particolare il modello dell' IRPT ed il modello della frenata reale nonché l'analisi congiunta di tutti i valori rilevati e sincronizzati al 1/100 di secondo, particolarità queste di cui ho parlato anche al Meeting 2013 di Bologna.

Vai al sito dell' U.B.I.A

Essere o non essere ...

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Di recente ed amichevolmente mi si è fatto notare che “Vi è tuttavia un “fair-play” che non ritengo si debba oltrepassare perché abbiamo anche l'obbligo di favorire lo sviluppo di una cultura di settore ed esponendo delle pattumiere si ottiene l'effetto contrario, fino a giungere alla totale delegittimazione del nostro ruolo”.

Interessante morale. Se dovessimo imbatterci in letteratura professionale relativa al nostro settore di competenza il cui contenuto non è scientificamente sostenibile, facciamo finta di nulla e mi raccomando … non esponiamo pattumiere per non delegittimare il nostro ruolo.



Essere o non essere specialisti collaboratori scientifici di Giustizia ? Avere o non avere criteri scientifici, ovvero deontologia professionale ?

Meeting 2013 e accelerometro

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ho dedicato la seconda parte del MEETING 2013 all'accelerometro, al suo funzionamento ed alle sue applicazioni nel contesto della ricostruzione peritale dei sinistri.
Prendendo spunto dalla pubblicazione I valori accelerometrici dei veicoli in immissione nelle intersezioni (EGAF Edizioni SRL, 31.10.2009), ho espresso le mie perplessità sulla metodologia di misura in essa presentata e di conseguenza sui relativi risultati. Di rientro da Bologna, dopo le verifiche del caso, alcune precisazioni di merito sono pertanto dovute.



In particolare ho fatto notare che quell'elaborazione avviene dopo l'operazione di “filtraggio” della curva rilevata, seguito questo da un’ ulteriore “correzione di planarità” di detta curva: queste due operazioni implicano una conseguente alterazione dei valori assoluti misurati e protocollati al momento del rilievo. Non si sottovaluti che poi l’ elaborazione si basa sui dati così manipolati.

La Black-box dei bus (CMRT)

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

La gravità di un sinistro può essere quantificata dal numero delle vittime in morti, feriti gravi e feriti leggeri. In questa ottica l’ incidente del Viadotto Acqualonga della A16 è tragedia ben più grave di quello che non fu l’affondamento della Costa-Concordia all’ Isola del Giglio.
Mentre per quel caso tutti si aspettano la verità dalle “scatole nere” della nave, sulla Black-box dell’ autobus dell’ A16, ossia sul suo cronotachigrafo, non si fa parola.



Nel 2005 sul Gran San Bernardo un altro autobus uscì di strada causando 14 morti. Curai personalmente la lettura microscopica di quella registrazione tachigrafica. Sulla base della mia analisi il caso fu poi interamente risolto dai consulenti designati, in poco tempo.
La lettura microscopica computerizzata (CMRT – Computer Microscopical Reading of Tachograph) con relativa elaborazione dei dati, è un accertamento di laboratorio da me ideato e brevettato: oggi svolgo queste analisi anche per l’ Istituto di Polizia Scientifica dell’ Università di Losanna (Svizzera) che, a mia insaputa, condusse uno studio comparativo raffrontando il mio sistema di analisi a quello di altre metodologie di elaborazione come quelle ottico-meccaniche tedesche.

È vero che prima o poi, i nuovi tachigrafi digitali sostituiranno quelli che dal 1970 ad oggi hanno equipaggiato tutti i veicoli pesanti d’Europa. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, i dati forniti oggi in digitale ed utili alla ricostruzione di un sinistro sono assai meno di quelli che invece si possono ottenere da una adeguata lettura microscopica dei “vecchi” ma pur sempre validissimi dischi cartacei di registrazione.

Crash-Test e Ricostruzione

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Filmato d’archivio.

ESPOSAUTO 1981 - Il CRASH-TEST dell'ing. Balestra

Fu girato in occasione di ESPOSAUTO 1981 grazie al sostegno di CAP-Assicurazioni ed alla collaborazione di Aldo Pessina e di Dedo Tanzi (pilota nel CRASH), della Polizia Scientifica e di quella Cantonale del Ticino nonché di quella Comunale di Lugano.

ESPOSAUTO era il salone biennale dell'auto da corsa voluto e patrocinato da Clay Regazzoni e si teneva in autunno a Lugano. Questo Crash-Test, la cui velocità iniziale fu di 70 km/h circa misurati con il Radar della Polizia, si è svolto in occasione dell' inaugurazione del salone alla presenza delle Autorità, della stampa, della televisione e di oltre 500 persone.

Dal Ticino a Santa Monica (USA)

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Dallo studio sull’ IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico) iniziato in Ticino nel 2011 e svolto in collaborazione con l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’ Università Cattolica di Milano è emerso che i dati rilevati su strada alla guida di un normale autoveicolo spesso ed in modo rilevante differiscono da quelli rilevabili al simulatore. Di questo studio è ora in stampa un testo che presto apparirà in libreria.
A questo punto era giocoforza che l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico della Cattolica, diretta dalla Prof. Maria Rita Ciceri Ph.D., Professor of Communication Psychology, incominciasse ad addentrasi in queste problematiche, fondamentali per l’attendibilità dei dati di sperimentazione e di ricerca.



Il dott. Daniele Ruscio, Psicologo del Traffico che mi ha assistito nella raccolta dei dati su strada e che ha poi curato l’elaborazione degli aspetti psicologici dello studio, è tuttora impegnato nella citata Unità di Ricerca della Cattolica di Milano dove conduce uno studio di dottorato particolarmente spinto proprio su queste tematiche. In questo ambito lo scorso ottobre è stato a Santa Monica, California, Stati Uniti.

La tecnica nei Test

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Mi è stato fatto notare che nell’articolo Lavorare insieme ... io sono stato poco tenero con certi TEST basati su qualche improvvisata misura con un semplice accelerometro. Generalmente, quando mi esprimo in modo così esplicito come in questo caso ho fondati motivi per farlo.
Sono infatti assolutamente note, anche se poi non apertamente dichiarate, le difficoltà incontrate già semplicemente nel fissaggio di tali apparecchiature all’interno dei normali veicoli: questo a me basta già per nutrire fondati dubbi sull’attendibilità e sulla comparabilità dei risultati così rilevati. Questi inghippi, che da soli possono inficiare l’ intera serie di prove, di regola sono considerati e risolti prima ancora di incominciare da chi prepara con professionalità il TEST.

Nei TEST i veri problemi, quasi sempre risolvibili, sono di ben altro genere e vanno individuati nella fase di progettazione dello studio o al più tardi durante le prove preliminari. Se la pianificazione è fatta bene, di fatto le prove preliminari si limitano alla sola taratura e verifica finale del dispositivo con cui si svolgerà la sessione di rilievo dei dati.
Il problema principe di ogni ricerca è l’ attendibilità dei valori registrati, ossia l’ affidabilità scientifica di ogni rilevatore o sensore scelto e dell’ intero processo di rilevamento e di archiviazione dei dati. Quale è l’affidabilità degli accelerometri oggi in commercio? nelle prove dinamiche quanto la loro registrazione corrisponde alla digressione reale effettiva della velocità del veicolo? Senza aver risposto a priori e scientificamente a questi quesiti e senza tale certezza qualsiasi TEST effettuato con un semplice accelerometro, nella nostra professione rimane privo di valore.



L’esperienza acquisita nelle più recenti sessioni di misura su strada mi indica che oggi, prima di integrare nell’ apparato diagnostico dinamico un qualsiasi accelerometro, sia indispensabile testarne la sua idoneità per il tipo specifico di rilevamento che si intende eseguire.

Lavorare insieme ...

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Dopo anni di esperienza sul fronte della tecnica automobilistica, ed in particolare nell’analisi e nella ricostruzione peritale degli incidenti stradali, ho sentito di dover dedicare maggior tempo alla ricerca ed alla formazione specialistica, la prima poiché questa ha sempre segnato il mio iter professionale, la seconda per incominciare a tramandare ai Colleghi meno anziani la tanta esperienza così acquisita. In questo non mi sento concorrenziale con nessuno, cercando solo di trasmettere eccellenza in settori della nostra professione inusuali ed inesplorati dai più e spesso anche temi di assoluta novità come è stato il caso recentissimo della “Cinematica moderna in HD™”.



Lo spirito che percepisco in chi segue i miei workshop mi dice che questa sia effettivamente la strada giusta: condurre tutti in semplicità ad una crescita sicura e ad una nuova apertura professionale. A parlare delle esperienze vissute insieme nei miei seminari mi piacerebbe che fossero gli stessi partecipanti, che invito a condividere con noi le loro emozioni da questo blog.

La mia diagnostica va a Milano

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nel novembre 2008 presentavo al Palazzo dei Congressi di Lugano il mio nuovo laboratorio e per la prima volta parlai di Diagnostica comportamentale™, specialità che andava ad aggiungersi alla Diagnostica dinamica ossia all’analisi specifica del mezzo durante il suo movimento, attività quest’ultima che svolgevo già dal 1972.

Poteva sembrare che non fosse compito mio occuparmi, quale tecnico, anche del comportamento umano e di quello del conducente in particolare, quasi che io volessi sconfinare nelle competenze della Psicologia. In effetti la mia realizzazione era nata come antitesi dei simulatori essendo io convinto, ed il tempo mi dette presto ragione, che il comportamento su strada differisce da quello che si può studiare in laboratorio al simulatore. Fu così che iniziò la mia collaborazione con la prof. Maria Rita Ciceri (Ph.D. in General Psychology) e con l’ Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico da lei diretta all’ Università Cattolica del S.C. di Milano.



Questa attività nella ricerca mi affascina, mi appassiona e fortunatamente continua con sempre nuovi ed inaspettati sbocchi e scoperte.

Formazione o informazione ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ragguaglio, notizia e indicazione sono tutti sinonimi di informazione ed in essi è facile leggerci la brevità del messaggio, il “flash” e non certo l’approfondimento. Restando nel nostro ambito, è sicuramente informazione la notizia di un evento formativo, la sua locandina e quanto lo descrive.
Maturazione delle facoltà psichiche e intellettuali dovuta allo studio e all’esperienza è invece la bella definizione che lo Zingarelli ha coniato per la formazione. In questa ci si legge l’ impegno nello studio e per l’ esperienza la perseveranza negli anni. È quindi sicuramente formazione, anche se rappresenti solo un granello di essa, ogni seminario di approfondimento e specializzazione seguito attivamente.

Una recente esperienza formativa, il workshop mirato all’analisi peritale sull'uso della cinture di sicurezza, ha dimostrato che 16 ore di seminario erano effettivamente il minimo indispensabile per sviscerare già solo una problematica definita e limitata come è quella del porto della cintura. Chi ha partecipato può confermarlo.
Sembra esserci anche chi, senza aver seguito il seminario, si sia permesso di definire quelle nostre due giornate di lavoro inutili poiché per lui l’insegnamento di queste analisi lo si liquida in un paio d’ore al massimo. Che dire ?


La curiosità paga sempre ...

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Nella nostra professione, quella di “Esperto” prima e di “Specialista di settore” poi, sono abbastanza frequenti due atteggiamenti: il primo è quello di chi tace il più possibile … solitamente per non fare brutta figura, mentre il secondo è quello di chi parla troppo … con il pericolo di mostrare così i propri limiti.
Personalmente io diffido dei primi mentre sono molto più indulgente con i secondi che perlomeno in genere dimostrano entusiasmo e curiosità. Quest’ ultima, la curiosità, paga sempre perché sta alla base della ricerca, tanto di quella scientifica che di quella della verità!

Eccone un caso. All’ inizio di quest’ anno ricevo nella mia posta elettronica un messaggio di un giovane, certo A.S. (Sicilia) al quale non ho potuto rispondere direttamente perché il mittente indicatomi risulta non essere in grado di ricevere posta. Visto che si tratta di un “giovane curioso” eccolo quindi comunque premiato poiché gli rispondo da qui, prendendo proprio spunto dal suo stesso scritto che ben si intona a questo blog.

Il nostro Santo Patrono

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Abbiamo un Santo protettore dei periti ?
Io credo proprio di sì e per questo, in vicinanza delle prossime Festività, condivido con chi mi legge alcune riflessioni su questo tema del tutto inusuale ma comunque curioso e forse meritevole di un attimo di attenzione.

Il campo peritale, con le sue infinite specialità, è forse la professione più ampia e diffusa del pianeta e su questo presupposto potrebbe quindi meritare benissimo la sua “giornata mondiale”. Ho quindi cercato di individuare, senza necessariamente trasformarmi in astrologo, quale poteva essere il giorno più propizio per la “giornata mondiale della perizia” e, seguendo un certo ragionamento elementare quanto logico, ho capito che questa poteva solo essere il 21 dicembre.

Quo vadis ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Quo vadis? Non mi riferisco certo al romanzo che nel 1905 valse il premio Nobel per la letteratura al polacco Henryck Sienkiewicz, bensì alla nostra professione di tecnico o di analista ricostruttore di incidenti stradali.

Ultimamente da più parti mi sollecitano ad esprimermi sui rilievi di Polizia, anche a seguito di un articolo apparso sul blog di Sicurauto (automobilisti informati e sicuri) in cui un noto biologo si propone, o ci viene proposto, quale “super consulente per gli incidenti stradali”. Lo stesso articolo viene tranquillamente riproposto anche da un altro blog del nostro settore con apprezzamenti quale “ottimo, interessantissimo” ecc. come se si trattasse di un fiore all’ occhiello della nostra professione: ahimè! ... di fiore mi sembra leggerci solo il cognome dell’ inedito “super consulente per gli incidenti stradali” e non è certo un fiore l’ assoluta mancanza di sdegno della nostra categoria professionale davanti a simili notizie.

Può un biologo, per quanto blasonato e sperimentato sia, spacciarsi per “super consulente” nella nostra professione o tollerare che altri lo credano tale?
Che direbbe costui di noi se ci permettessimo di proporci come “super specialisti in tracce ematiche ed in analisi del DNA?
Io mi chiedo se vogliamo veramente continuare ad applaudire come pecore la tuttologia propostaci da certi gossip televisivi ed affossare così definitivamente la nostra professionalità.

Non l’ho visto signor Giudice …

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

No! non l' ho proprio visto signor Giudice … eppure ero attento, ero sereno, senza preoccupazioni, riposato. Avevo dormito bene quella notte, non avevo bevuto e l’ esame del sangue lo conferma. Il mio cellulare taceva, l’ autoradio era sulla solita stazione, una musica di sottofondo, credo. Andavo al lavoro, una bella giornata, la visibilità buona, eppure … eppure mi è apparso lì, tutto d’ un colpo, come uscito dal nulla, non ho neppure avuto il tempo di frenare …
Un racconto che si legge spesso nei verbali degli inquirenti, che si ripete nelle aule dei tribunali … che non sarà facilmente creduto dal Giudice, ancor meno dai famigliari della vittima e spesso neppure da quelli del conducente … e se invece fosse stato veramente vero che non poteva vederlo prima ?


Cinematica moderna in HD

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Le ultime tecnologie di elaborazione e simulazione degli incidenti stradali sono finalmente entrate nel mondo della terza dimensione. Questo non si riferisce unicamente all’ aspetto della rappresentazione grafica ma oggi coinvolge anche i modelli matematici di calcolo e di simulazione, collisione compresa.
Al momento attuale io conosco un solo prodotto che abbia contemporaneamente queste due prerogative ed utilizzandolo nella mia attività quasi quotidianamente, già solo le sue qualità grafiche HD (High Definition) mi hanno permesso un ennesimo salto di qualità, non tanto nella presentazione dei miei esposti quanto nelle nuove possibilità di analisi che la cinematica all’ interno dello scenario tridimensionale ad alta definizione permette.



Per questo motivo da poco anche l’ Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del S.C. di Milano è stata dotata di questo sofisticato software.

Parlando di perizie ...

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ma tu quanti incidenti stradali hai ricostruito - mi è stato chiesto in questi giorni – sicuramente diverse migliaia !
Ho fatto mente locale e poi non mi sono affatto vergognato di chiarire che in quarant’anni di attività professionale ininterrotta forse sono arrivato ad analizzare peritalmente soltanto mille casi ... e certo non tutti mortali. Se questi sono pochi, si fa per dire, lo devo al fatto che almeno li ho affrontati in modo serio ed approfondito, sempre unicamente alla ricerca della verità scientifica che li ha contraddistinti: la qualità operativa richiede tempo!

Il rango della prova peritale

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

È appropriato parlare di rango con riferimento all’ elaborato peritale ? L’ ho visto fare in una recentissima decisione della Corte dei reclami penali del Tribunale d’ appello (Svizzera-Ticino), decisione che sebbene io condivida ed apprezzi, nel particolare mi ha colpito.

Infatti.
Se per rango si intendesse veramente solo una parte dell’ intero gruppo, nella fattispecie quello delle diverse categorie di perizia senza sottintendere o lasciar fraintendere in esso forma alcuna di classifica, il termine mi suona bene. Qualora invece il termine di “rango peritale” implicasse una classifica dei valori peritali, analogamente al diritto dove quello costituzionale è quello di rango superiore, ritengo questa definizione in dissapore con lo spirito della Giustizia il cui compito rimane pur sempre la ricerca della verità materiale. Non dimentichiamo che anche per la parte vale il principio della libertà della prova (CPP, art. 139.1) e della ricerca materiale della verità (CPP, art. 6).

Per essere più chiaro: una perizia ordinata da un tribunale ed errata, non potrà mai essere di rango superiore ad una perizia di parte che, circostanziatamente e correttamente ne contesta e ne corregge i contenuti. Non è il grado del mandante a rendere più o meno attendibile il contenuto e le conclusioni peritali di chicchessia, ma unicamente la fondatezza degli accertamenti e dei ragionamenti presentati, indipendentemente che si tratti di perizia ufficiale o di perizia privata. Tanto più le conclusioni di un elaborato peritale si avvicinano alla vera verità materiale, tanto più questo elaborato sarà di rango superiore per la Giustizia. Ho il fondato dubbio che questo non piaccia sempre a tutti.

Quale incremento ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Non parlo dell' incremento di certe bufale peritali, ma prendo volentieri spunto da queste per chiarire concetti fondamentali che stranamente ancora oggi spesso sembrano mal conosciuti, come appunto quello dell’ “incremento”.

Recentemente un referto peritale indicava il “tempo di reazione” in 0,8 secondi e la “durata della fase di incremento” in 0,2 secondi. Concetti chiarissimi in quanto espliciti nel protocollo di calcolo eseguito tramite un software piuttosto noto e riprodotto in perizia.

All’ osservazione che quel tempo di reazione di 0,8 secondi era immotivatamente inferiore al normale valore indicato dalla giurisprudenza e nel concreto era pure sfavorevole all’ imputato, il perito contestato invece di ammettere la pertinenza dell’ osservazione, iniziava una vera e propria arrampicata sui vetri cambiando addirittura la terminologia che egli stesso aveva proposto in perizia: “il tempo di reazione considerato è stato suddiviso in 0,8 secondi di reazione psicofisica e 0,2 secondi di reazione (attivazione) dell’ impianto frenante”.

Prima l’ uovo o la gallina ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’ incidente inizia nell’ ultimo istante in cui poteva ancora essere evitato, quindi assai prima del momento in cui è avvenuto l’ impatto. Partendo da questo modo di concepire l’ incidente stradale, la cronologia degli eventi potrebbe sembrare la seguente: il veicolo è in avvicinamento al luogo del sinistro, una data situazione di pericolo si concretizza, viene vista dal conducente che, riconosciutala tale reagisce e frena. La logica del processo sembra muoversi unidirezionalmente nella stessa direzione del tempo e del movimento del veicolo. Io non mi addentro qui nel processo psicologico dei contesti percettivi ed attentivi del conducente che non mi competono: per questi faccio capo e riferimento ai lumi che mi danno, caso per caso, gli specialisti della psicologia applicata alla fattispecie.

Normalmente, ciò che precede condiziona il seguito: così noi, che crediamo questa regola universale ed irreversibile, non andiamo oltre con il pensiero neppure se fossimo chiamati a giudicare. Ma siamo certi che sia sempre così anche alla guida di un veicolo ? E se una volta a nascere fosse la gallina prima dell’ uovo ?

Quale reazione ?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Davanti al pericolo il conducente reagisce e frena.

Nella ricostruzione degli incidenti stradali, questo è scolasticamente forse il caso più semplice ed elementare e, proprio per questo, con la stessa facilità con cui lo si enuncia non lo si approfondisce concettualmente, si considera tutto chiaro ed assodato e si passa oltre.
Io invece mi fermo, almeno questa volta, sul significato e sui contenuti di una sola parola dell’ enunciato, quel “reagisce” che mi suggerisce subito “reazione” da cui corro col pensiero al “tempo di reazione” che, nel movimento, implica a sua volta “spazio di reazione”.
Tecnici, giudici ed avvocati sono tutti convinti di sapere di cosa si parla, anzi, la giurisprudenza coniando il termine di “reazione psicotecnica” ne ha fissato anche più o meno tassativamente il tempo di durata; anzi è giunta addirittura al punto di affermare che tale durata non sia fatto di competenza peritale ma fatto di diritto, essendo rivedibile in cassazione (Tribunale federale svizzero).

Ma prima di dire così tassativamente quanto dura, siamo veramente certi di sapere cosa sia la reazione psicotecnica, ossia sappiamo quando inizia, cosa comprende e quando termina ?

L' inizio dell' incidente

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ogni incidente stradale inizia nell’ ultimo istante in cui poteva ancore essere evitato.

Da questa mia definizione nasce l’ intera filosofia di analisi che applico nella ricostruzione dei sinistri e nella ricerca della definizione delle loro cause. Così facendo si va molto oltre alla semplice ricostruzione cinematica ed ai calcoli sulle velocità di collisione che in questa ottica costituiscono solo l’ inizio e la base dell’ analisi peritale. Infatti chi è chiamato a giudicare, non si limita a valutare l’ evento in base alle sole velocità, al codice ed alla segnaletica ma deve innanzitutto valutare l’ intera situazione reale in cui l’ evento si è prodotto ed in questa definire prima, e giudicare poi, il comportamento di ogni protagonista. Se questa necessità del giudice viene recepita dal collaboratore scientifico di Giustizia, questo opererà di conseguenza fornendo gli elementi scientifici utili al giudizio, pur astenendosi dallo stesso.

Oggi in genere, le perizie ricostruttive si fermano invece al tempo di reazione psicotecnico che, per esempio, la giurisprudenza svizzera dice essere di 1,0 secondi, parametro riferito ai conducenti di autoveicoli. Anche in Italia mi sembra si usino valori analoghi ma … siamo sicuri di sapere effettivamente di cosa stiamo parlando ?

L'auto che gira

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’ anno scorso il Politecnico di Milano, e più precisamente l’ equipe del Prof. Mastinu (ingegneri Giampiero Mastinu, Massimiliano Gobbi e Giorgio Previati) hanno presentato a Washington – USA (agosto 2011) lo studio di ricerca “Influence of vehicle inertia tensor and center of gravity location on road Accident reconstruction DETC2011-47891” (Copyright 2011 by ASME). Questo studio, che analizza in dettaglio le rotazioni postimpatto dei veicoli, è stato premiato come miglior studio scientifico dell’ anno nel settore. Non cito questa opera di ricerca solo per la sua importanza e competenza, quanto per dimostrare come le problematiche delle rotazioni poscollisione siano seguite e siano determinanti per l’ analisi che si occupa della ricostruzione dei sinistri stradali.

Oggi, con l’ avvento dei software di ricostruzione e con quelli di simulazione, non è purtroppo raro imbattersi in tecnici che al ragionamento scientifico antepongono il sapere del loro computer: sulle solenni cantonate così prese, non è più tempo per tacere.

La punta dell' iceberg

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Abbastanza di recente mi sono imbattuto professionalmente con alcuni casi emblematici e significativi, tutti da generale sconcerto. Si tratta di vere e proprie chicche, assolutamente squalificanti per la nostra professione ma tragicamente vere. Tacere mi riesce impossibile.

Caso A - Un’ autovettura, svoltando a sinistra taglia la strada ad un motociclista prioritario, sopraggiungente in senso inverso. Quest’ ultimo riporta ferite di una certa gravità. Nell’ urto la moto riporta il piegamento di uno solo stelo della forcella, l’ atro rimane praticamente integro. Nell’ ambito dell’ inchiesta penale il Pubblico Ministero ordina la ricostruzione della dinamica dell’ incidente.

Ingiusta giustizia

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ospito in queste pagine il testo integrale dell' interrogazione rivolta dall' onorevole Sergio Savoia al Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino, depositata presso la Cancelleria dello Stato l' 8 giugno 2012.

A questo testo aggiungo poi alcune mie precisazioni sui fatti e sul diritto.


INGIUSTA GIUSTIZIA - Titolo e testo dell' interrogazione.
Il pubblico ministero, che decide in modo indipendente e vincolato alla legge (Costituzione Ti, art. 73 cpv. 2), fa capo ai periti quando non dispone delle conoscenze e delle capacità speciali necessarie per accertare o giudicare un fatto (CPP, art. 182).

Ora, in base alle informazioni di cui dispongo, sembrerebbe che nel settore dell’ infortunistica stradale da oltre 10 anni il pubblico ministero ticinese faccia capo sempre e solo ad un unico perito per un totale di oltre 80 mandati e per un valore di diverse centinaia di migliaia di franchi.

A prescindere dal fatto che, sempre stando a quanto da me conosciuto, che questo perito non sarebbe nemmeno iscritto all’ ordine (OTIA) - presupposto quest’ ultimo indispensabile secondo la legge cantonale per esercitare tale professione in Ticino - la questione si presenta non priva di motivi di interesse considerata l’attenzione che giustamente viene recentemente riservata al tema ‘mandati’.

Alta vigilanza

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

In Svizzera il compito di alta vigilanza appare tanto nella Costituzione federale (art. 169) quanto in quella cantonale (art. 57). A livello federale questo compito compete all’ Assemblea Federale mentre a livello cantonale è di competenza del Gran Consiglio.

Rilevo che in entrambi i casi questa vigilanza non si limita al settore politico ed amministrativo ma si estende anche sui tribunali, quindi sul potere giudiziario. Così, malgrado il principio della separazione dei poteri, è il potere popolare ad assumere il compito di alta sorveglianza sul potere giudiziario e non viceversa. È sicuramente giusto che sia così ma quando mai, nella realtà quotidiana, questo avviene ?

L'auto che uccide

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

L’ auto che uccide era il titolo del libro di Ralph Nader da cui, negli anni sessanta, ebbe inizio negli USA il noto ed importante movimento del naderismo che caratterizzò poi la seconda metà del secolo scorso. Rimanendo all’ attualità dell’ incidente stradale di questo primo secolo del terzo millennio, alla sua indagine giudiziaria e scientifica, alle procedure penali, civili ed assicurative che ne conseguono, parafrasando quella famosa frase oggi purtroppo possiamo parlare anche dell’ agente di polizia che uccide, del magistrato inquirente e del giudice che uccidono, dell’ ente proprietario o gestore della strada che uccide, dell’ assicuratore che uccide, del perito o dell’ avvocato che uccidono ... Che uccidono la ricerca della verità, che uccidono le vittime della strada ed i loro famigliari negando loro il sacrosanto diritto del sapere come l’ incidente sia realmente accaduto, che uccidono la Giustizia non facendola, che uccidono non adeguando la struttura stradale alle norme, che uccidono negando o procrastinando all’ infinito e speculando sui dovuti risarcimenti, che uccidono il sapere scientifico, che uccidono l’ etica ed i comportamenti ad essa connessi. 

La colpa: causa ed effetto

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Cera una volta un automobilista, che un giorno ebbe un bruttissimo incidente in autostrada: il suo cuore si fermò per diversi secondi e egli rischiò di morire ma, grazie anche all’ intervento dei sanitari e di un elicottero sopravvisse, pur rimanendo paraplegico. Ho detto grazie anche alla professionalità dei soccorritori e dei medici poiché per rimanere in vita non bastano solo i sanitari, ci vuole anche la volontà di sopravvivere, ed a questa volontà di vita noi tutti dobbiamo il massimo rispetto e sostegno.
Ma allora, é meglio morire o restare menomati a vita ?

Video: 35 anni di attività

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .


Ringrazio mio figlio Nick che, in occasione della presentazione dello studio sulla Relatività visuale ovvero sulla Percezione cinematica del conducente avvenuta al Palazzo dei Congressi di Lugano nel novembre 2007, ha prodotto e presentato questo film che racconta i miei primi 35 anni di attività professionale.

Vi propongo allora un CRASH-TEST effettuato per mostrare le possibilità reali della ricostruzione dei sinistri stradali e della nostra attività peritale.

Filmato con CSRASH-TEST