Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

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Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Aerofotogrammetria

Retrospettiva del Workshop di Bologna del 20-22 marzo 2014

Quest’ ultimo seminario è stato definito storico da un partecipante che mi ha pure pregato di darne subito debita notizia, data l’ importanza dei contenuti.

È infatti la prima volta che alla tecnica del rilievo dell’ incidente stradale si applica l’ AEROFOTOGRAMMETRIA ed in un Workshop si formano i “Corsisti” al suo uso specifico. Ma questa è stata solo la punta dell’ iceberg: infatti a Bologna, lavorando sempre sullo stesso scenario con altre 4 differenti metodologie di rilevo, abbiamo certificato la piena corrispondenza del rilievo aerofotogrammetrico con la realtà planimetrica del caso.
La metodologia di intervento che abbiamo sviluppato (Centro Studi e Ricerca) e che a Bologna ho proposto ed insegnato, ha mostrato la validità della nostra tecnica tanto dal punto di vista della strumentazione scelta (quadricottero, videocamera, trasmissione a terra dell’ immagine) quanto del suo modo di utilizzazione e della precisione ed attendibilità del risultato.



Il seminario è iniziato con una breve ricapitolazione delle differenti tecniche di rilievo metrico, ossia di quello fatto tramite bindella metrica ... più o meno quanto tratta la tanto sventolata norma UNI-11472 del gennaio 2013. Questa introduzione a noi è servita solo a preparare il lavoro nel terreno dove abbiamo poi eseguito il rilievo di una curva applicando 3 di queste differenti tecniche a cui ne abbiamo aggiunto altre due, la tacheometria e l' aerofotogrammetria, assai più consone allo stato attuale della tecnica.

È seguita la presentazione teorica (PowerPoint) dell’aerofotogrammetria. Abbiamo così analizzato la componentistica del quadricottero e in particolare quella che ci permette di gestirne il comando direzionale (bussola), quello altimetrico (altimetro), quello di posizionamento (GPS) e quello di stabilizzazione (giroscopio multi-direzionale). Ci siamo poi chinati sul modulo di comando vero e proprio (3 modalità di volo distinte) e su di quella usata per i nostri rilievi, chiarendo la funzione di ogni leva (stick di comando) del radiocomando (RC). Ho pure illustrato le differenti frequenze con cui operiamo e più precisamente quella di comando di volo (RC-RR in uso nell'aeromodellismo), quella di gestione a distanza della camera e quella di trasmissione a terra dell’immagine. Trattasi di tre frequenze distinte che, per motivi di sicurezza, non devono assolutamente interferire fra loro.
È seguita l’analisi della camera dove, mostrando i risultati dei nostri test, ho spiegato la scelta di quella poi adottata. In conclusione non poteva mancare una panoramica della normativa vigente e, importantissimo, alcune regole base atte a garantire la sicurezza di volo e di gestione dell’area in esame.

Ci siamo dedicati allora a un altro sistema di rilevamento, quello tacheometrico (stazione totale) che molti conoscono ma che pochissimi possono dire di saper usare. Quando dico “usare” intendo saperla mettere perfettamente in bolla, saperne tarare i parametri verticali (stazione e prisma) e quello azimutale (orientamento rispetto al Nord) e di saperne poi codificare l’acquisizione dati ai fini della loro importazione nelle nostre applicazioni informatiche di ricostruzione.



Il lavoro di conoscenza della strumentazione, noi a Bologna l’ abbiamo fatto in esterno, così che ciascun partecipante ha esercitato di persona tutta la manipolazione dello strumento nel rilievo. Un conto è fare, un conto è sentire e/o vedere: i nostri workshop sono formativi perché da noi si dice, si mostra e poi ciascuno fa. Stare solo a vedere e sentire non è formazione, al massimo è informazione, informazione che legittimerebbe chi la elargisce a concedere unicamente CI (Crediti Informativi).

A questo punto le basi teoriche del workshop sembravano date: ci mancava solo il rilievo reale. A questo ci preparammo con una discussione mirata al come eseguirlo nell’ ottica del riporto più efficace possibile dei dati nei nostri soft di ricostruzione.
È subito stato evidente, per esempio, che il rilievo eseguito personalmente dal tecnico ricostruttore con la stazione totale si svolge con modalità che solo lui è in grado di dirigere e gestire: delegarlo semplicemente ad un geometra esterno ci priverebbe di tutti quegli accorgimenti utili e necessari al suo uso nelle nostre applicazioni di ricostruzione … e questo era proprio il fulcro del Workshop: ottimizzare il rilievo ai fini ed ai mezzi di elaborazione della perizia cinematica.

Sul luogo del sinistro (immaginario l’ incidente) ci siamo recati più volte, segno questo che anche se ben preparato, un sopralluogo può necessitare verifiche e completamenti.



Grazie alla parte formativa iniziale, i miei Corsisti sono stati subito in grado di gestire interamente il rilievo tacheometrico, alternandosi nelle diverse funzioni. Fatte le verifiche iniziali e date alcune indicazioni del caso, ho dovuto veramente solo assistere al loro ineccepibile lavoro.
Lo stesso va detto per i rilievi metrici che, per motivi di celerità, abbiamo limitato alla sola curva. Rilevare una curvatura in modo preciso non è facile trattandosi del rilievo stradale più delicato da portare a termine. Le susseguenti verifiche di riporto hanno comunque reso evidente la buona precisione generale di due delle tre metodologie usate, anche se con alcune differenze sia nella precisione che nei tempi di esecuzione e di riporto.
Il lavoro di rilievo metrico sul terreno ci ha messo a disposizione i dati planimetrici del luogo a cui abbiamo aggiunto la precisione quasi assoluta della tacheometria.

In aula ci siamo messi al computer per importarvi i dati rilevati (rilevamenti metrici e tacheometrici) e per valutarne procedura e concordanza. In giallo quelli ottenuti tramite tacheometria, in verde quelli della triangolazione da capisaldi ed in rosso quelli del rilievo ortogonale.



Di questi sistemi di rilievo, l’ importazione dei dati dalla stazione totale al PC è sicuramente la più rapida e sicura, in quanto i dati vengono trasmessi in formato digitale, salvati tanto come semplice file quanto importati direttamente in planimetria in scala (nessuna trascrizione manuale di dati). Inoltre, questi dati sono importati in forma tridimensionale (per ogni punto x,y,z) contrariamente a quelli del rilievo metrico che sono in forma bidimensionale (x,y).
Il tempo d’importazione si aggira intorno a 10 minuti, indipendentemente dalla quantità di punti rilevati.

L’ importazione dei punti rilevati con il sistema metrico (triangolazione da capisaldi o misura ortogonale) è pure abbastanza rapida se l’ applicazione informatica a cui si fa capo considera tali procedure di rilievo. Tuttavia i valori x,y ed il nome del punto vanno tutti inseriti a mano singolarmente, il che richiede comunque un certo tempo, proporzionale al numero dei dati rilevati e la possibilità di errori di trascrizione.
Nell'applicazione informatica usata, il posizionamento in planimetria di ogni punto avviene all'istante dell'immissione, in automatico e pertanto controllabile anche otticamente dall'operatore.

L’ altro sistema di triangolazione, quello non meglio definito a pagina 24 dalla Norma UNI-11472 (Figura 5a) noi lo abbiamo usato sul posto ma poi non lo abbiamo importato. Infatti, essendo una concatenazione di punti, il suo riporto costituisce sempre sommatoria di tutte le imprecisioni di rilevamento: per questo è una metodologia obsoleta e imprecisa che una norma del 2013, quale quella sopra citata, non dovrebbe neppure permettersi di considerare. Anche le moderne applicazioni informatiche a me note non ne tengono conto.

Solo da questo momento in poi ci siamo dedicati all'aerofotogrammetria. Non si tratta solo di riprendere dall'altro una porzione più o meno importante di strada, ma di ottenere una rappresentazione fotografica piana ed in scala dello scenario considerato. Questa non è la sede per insegnare la metodologia applicata in dettaglio, quanto piuttosto per illustrare e documentarne il risultato e la sua attendibilità. Se le immagini aeree ottenute corrispondono effettivamente al piano planimetrico, con una sola istantanea noi oggi rappresentiamo lo scenario completo di tutto: tracciato stradale, segnaletica piana e posizione di quella verticale, tracce, imperfezioni della carreggiata, posizione della vegetazione e di ogni manufatto, ostacolo e quant'altro.
A Bologna abbiamo dimostrato che questo rilievo aereo è possibile, che noi siamo in grado di eseguirlo e quali siano le modalità per farlo correttamente e per integrarlo nel nostro operato. Tre dei presenti, e quindi altrettanti studi, sono già dotati della strumentazione del caso ed operano di conseguenza.



Avendo già inserito nell'applicazione informatica gli estremi planimetrici del caso rilevati metricamente e a mezzo della tacheometria, abbiamo aggiunto e sovrapposto agli stessi il nostro rilievo aerofotogrammetrico.
Questa operazione, compresa la messa in scala dell’ immagine, si è rilevata ancora più veloce dello scarico dei dati dalla stazione tacheometrica. Il risultato (immagine sotto) si commenta da solo.



Oltre alla precisione, alla chiarezza, alla completezza e alla dovizia di dettagli, questa metodologia (aerofotogrammetria) accorcia le operazioni di rilievo e di elaborazione della planimetria di alcune ore e facilita di molto la fase successiva, quella dell’ allestimento tridimensionale della scena del sinistro.
La combinazione dei rilievi metrici (triangolazione da capisaldi e rilievo ortogonale) unitamente al rilievo tacheometrico eseguiti dai Corsisti di Bologna, ingegneri, periti industriali e comunque tutti esperti della ricostruzione del sinistro stradale, italiani ed esteri, documenta e attesta quanto il nostro rilievo aerofotogrammetrico sia preciso, completo ed efficace (immagine sotto).



Con questa nuova metodologia di rilevamento della scena del sinistro, se a terra sono state marcate le tracce, le posizioni di vittime e veicoli, queste sono riportate automaticamente in planimetria, in modo esatto e misurabile anche a posteriori. I preparativi dell’aerofotogrammetria considerano anche questi elementi e la loro marcatura viene eseguita seguendo alcuni criteri specifici. L’ideale sarebbe disporre di un rilievo aereo prima della rimozione dei mezzi e di un secondo a rimozione avvenuta.

L’aerofotogrammetria apre anche altri orizzonti utilissimi in perizia.



Infatti, e lo abbiamo dimostrato nel workshop, si può usare l’aerofotogrammetria su di un veicolo danneggiato per definirne il profilo di deformazione secondo la nota Norma SAE – J 224 (marzo 1980).
Integrando l’immagine in scala in un’applicazione informatica adeguata ne abbiamo calcolato il valore BEV (Barriera Equivalente Velocità) ossia il cosiddetto valore EES. Ciò facendo, contemporaneamente abbiamo riportato in automatico la deformazione rilevata e calcolata sul relativo modello tridimensionale del veicolo, rappresentandolo direttamente nello scenario aero-fotografato (immagine sopra).

In due giorni e mezzo di WORKSHOP noi abbiamo fatto questo e questo soltanto: siamo passati dal rilievo alla perizia. Lo abbiamo fatto seriamente operando tutti in team, al confine tra formazione e ricerca. Ognuno ha dato il massimo, ognuno ha potuto esprimersi, ognuno ha imparato qualcosa, io compreso.
Grazie.

Celerimensura   Il piano aerofotogrammetrico


LE IMPRESSIONI DEI PARTECIPANTI AL WORKSHOP

Geom. Orazio Palazzi, Taranto (TA)
Si è concluso da poche ore il Workshop di specializzazione “LE NUOVE TECNOLOGIE - DAL RILIEVO DI POLIZIA ALLA PERIZIA CINEMATICA”, tenutosi a Bologna dal 20 al 22 marzo 2014 sotto la direzione dell’ing. Mauro BALESTRA. In questi tre giorni di studio e di pratica di rilevazione di un teatro di sinistro, si è potuto constatare come l’evoluzione tecnologica stia facendo passi in avanti sbalorditivi; dai vecchi sistemi di rilevazione, pur sempre validi, si è passati a nuovi sistemi tecnologici, in particolare al quadricottero con video camera, che offre risultati ottimali in tempi molto ridotti. Il Workshop è stato animato dalla attiva partecipazione di tutti i professionisti partecipanti, che nella prima mattinata del giorno 20 si sono confrontati in sala sui metodi di rilevazione di una curva (la tacheometria ottica-onde-laser, le triangolazioni, i rilievi ortogonali e sulla corda) anche in funzione del tipo di software che il professionista utilizza.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, poi, si è passati a rilevare la scena di un evento dannoso; sono stati formati gruppi di lavoro che si sono applicati in operazioni di rilievo con postazione fissa (tacheometro), con metodologia metrica e infine con il QUADRICOTTERO. A rotazione, tutti i professionisti hanno potuto lavorare con ognuna delle attrezzature messe a disposizione.
Grande è stato l’entusiasmo in ogni gruppo e alla fine, nonostante l’ora tarda, la curiosità è stata tale che, ritornati in sala, sono stati scaricati tutti i dati rilevati e immessi nel software per ricostruire il luogo della scena rilevata. Senza dubbio tutti i gruppi si sono impegnati eseguendo un ottimo lavoro con un lieve scarto di imprecisione, escluso quello con il metodo della postazione fissa che è precisissimo. Il giorno successivo si è ritornati di nuovo ad analizzare la scena ipotetica dell’evento dannoso e si è provveduto a correggere le imprecisioni riscontrate. Questa è la sommaria evoluzione di tutto quello fatto con il metodo tradizionale (metrico).
Ma il più fantastico ed emozionante sistema che il futuro tecnologico ci sta dando è il rilievo con il QUADRICOTTERO. La tecnica della fotogrammetria aerea opera con quadricottero, spesso impropriamente detto micro-drone; facendo volare lo strumento sulla scena dell’evento e fotografando l’area da una altezza fino a mt. 50 circa, in pochi minuti con questo rivoluzionario metodo si è quotata tutta la zona interessata e poi, ritornati in aula e scaricati i fotogrammi nel computer e importati nel software per la simulazione del sinistro stradale, si è ottenuto un fotogramma in scala. Con grande soddisfazione, dopo averlo sovrapposto al grafico ricavato dalla postazione fissa (tacheometro), tutto coincideva perfettamente.
Da ciò emerge quanto la tecnologia ci offra l’opportunità di utilizzare strumenti di lavoro altamente specializzati che permettono di impiegare minor tempo rispetto al rilievo tradizionale e con una precisione altissima e che è quanto mai opportuno adeguarsi alle nuove evoluzioni ed avvantaggiarsene nel proprio lavoro.
E’ doveroso ringraziare i colleghi, ing. Mauro Balestra, Gianpaolo Barsottini e Orlando Omicini, che con generosità hanno messo a disposizione di tutti i partecipanti il loro nuovo quadricottero. Vi auguro un buon lavoro.


Piero Colatruglio, Sementina (Svizzera)
Buongiorno Mauro,
innanzitutto volevo ringraziarti per avermi ospitato nonostante non avessi praticamente alcuna conoscenza della materia, di conseguenza il mio contributo al gruppo è stato praticamente nullo. Fatta questa premessa posso dire però di avere imparato molto, formare è decisamente meglio che informare! Una volta in AMAG (Importatore Svizzero VW-Audi-Porsche) i corsi erano ben fatti e si aveva la possibilità di imparare molto, ora il centro di formazione è diventato un centro di informazione (tutti i più bravi istruttori sono scappati...) e inoltre deve essere quasi produttivo...con risultati che facilmente puoi immaginare. Una cosa che mi piaceva fare durante i corsi era lo scambio di opinioni; esporre un caso particolare e discuterlo con gli altri partecipanti dà la possibilità di dare aiuto e di riceverlo. Ho notato che voi siete molto uniti e già lo fate, ecco, un determinato incidente, un determinato rilievo magari complicato, se discusso da tutti i partecipanti il beneficio è poi per tutti.
In conclusione, sono stati due giorni e mezzo molto positivi, ora bisogna mettere in pratica quanto appreso. Cordiali saluti e ancora grazie.


Dott. Bruno Cicchi, Martinsicuro (TE)
Buongiorno Mauro,
posso solo ribadire che l’obiettivo raggiunto sarà la pietra miliare di successivi ed inevitabili sviluppi.
Dal mio particolare punto di vista cioè il rilievo di Polizia, non posso che giungere alla conclusione per la quale questo sistema, a breve ed inevitabilmente, sarà utilizzato dagli operatori di Polizia stradale; esso oltre ad abbreviare i tempi del rilievo favorendo il ripristino della circolazione, fissa la scena del crimine in maniera inconfutabile mettendo in evidenza tutte le tracce riconducibili all’evento, favorendo con la fotografia HD l’individuazione di tracce che alcune volte sfuggono dalla vista “orizzontale” dando così un’idea di quanto accaduto con affidabilità garantendo “giustizia”.


Rag. Gianpaolo Barsottini, Marina di Carrara (MS)
Dopo circa vent'anni che lo seguo, il Maestro riesce sempre a stupirmi e a farmi e farci scoprire cose nuove ed entusiasmanti che ci e mi danno una carica e una nuova forza per continuare a scalare e superare l'ignoranza e il pressapochismo di questa nostra professione.
Grazie Mauro del Vulcano che è in te e di quello che fai per tutti noi che abbiamo capito l'importanza del voler conoscere con serietà l'essenza delle cose.


Orlando Omicini, analista ricostruttore, Riccione (RN)
Caro Mauro,
ti ringrazio per avermi dato la possibilità di partecipare a questo tuo Workshop, che giudico innovativo soprattutto per quanto riguarda i contenuti e gli strumenti tecnici utilizzati e analizzati nella pratica del loro uso applicato a casi reali concreti.
L'applicare l'aerofotogrammetria nel nostro lavoro è geniale e, come verificato con gli altri sistemi classici di rilevamento (tacheometria e triangolazioni con bindella metrica), consente di fotografare in modo planimetrico la scena del sinistro con ottima precisione della quotatura e "cristallizzarla" così proprio come si presenta nella realtà.
Sicuramente questa è una tecnica che prenderà piede in quel futuro che per me ormai è già presente giacché a giorni l’applicherò, spero con successo, per rilevare lo scenario di un recente sinistro mortale. Sono orgoglioso di percorrere al tuo fianco questa strada innovativa che unisce la semplicità alla tecnologia ben coniugando la celerità nell’uso alla precisione dei risultati.
Con stima e affetto.


Dott. Ing. Massimo Mammarella, Chieti (CH)
Com'è solito, quando devo scrivere delle riflessioni mi viene complicato e rimando sempre, soprattutto quando la questione mi sta a cuore e trae da una esperienza comune condivisa con persone di cui ho profonda stima ed affetto, ancor prima del fatto non trascurabile che la questione ha rilevanza tecnico-scientifica notevole.
Non si è trattato di un “semplice” workshop ma di un workshop “sul campo” fuori dal consueto dove tutti hanno operato attivamente e sinergicamente, ognuno imparando ed allo stesso tempo apportando un piccolo personale contributo, il tutto sotto l'organizzazione e direzione di un Maestro che non ha bisogno di essere presentato ai professionisti del settore sia in campo nazionale che in campo europeo.
Senza entrare nei particolari tecnici che ogni partecipante/protagonista ha vissuto e fatto proprio, il risultato raggiunto presentato a conclusione dei lavori dall'Ing. Mauro Balestra, accolto da tutti con una grande “ola”, è a dir poco stupefacente e spalanca la via ad una nuova metodologia che sta muovendo i primi passi, sconosciuta ai più: il rilievo del teatro del sinistro stradale attraverso l'aerofotogrammetria oggi alla portata praticamente di tutti con l'apporto degli aeromodelli e fotocamere digitali a comando remoto presenti in commercio a prezzi accessibili.
In particolare, si è dimostrato l'affidabilità e la semplicità di tale metodo di rilievo a cui si aggiungono i notevoli risvolti in fase di implementazione dei dati al calcolatore ai fini della ricostruzione dello scenario virtuale, con un notevole risparmio di tempo e grande qualità del lavoro restituito. Un’ultima cosa sento prepotentemente di doverlo dire dal profondo del mio cuore.
La storia ci insegna che ad ogni grande risultato c'è sempre dietro un grande uomo. Il nome, nel caso specifico è quello dell'Ing. Mauro Balestra che, come dice l'amico Gianpa non finisce mai di stupirci ed entusiasmarci, un vero vulcano. Caro Mauro, per me, come penso anche per tutti i cari amici che mi hanno anticipato nello scrivere le loro impressioni sul workshop, tu sei un maestro di vita ancor prima che maestro nella nostra professione. Quello che oggi più che mai mi inebria è la tua viva passione che ci trasmetti proiettandoci sulla via del prossimo futuro, il tuo essere sempre all'avanguardia, forte di un esperienza ultra quarantennale che porti sulle spalle con grande umiltà e che ci avvicina all'Uomo.
Grazie a tutti gli amici con cui ho avuto il piacere di condividere questa esperienza e grazie a te Mauro che ci hai riuniti.