Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Il piano aerofotogrammetrico

Dal dire al fare …
Non a caso il piano allestito dalla Polizia intervenuta sul luogo del sinistro è detto Piano di situazione. Si tratta, infatti, di un accertamento ai fini giudiziari indispensabile per ricostruire la dinamica dell’ evento, quindi i fatti.
Il suo scopo immediato non è quello di capire cosa e come sia successo, quanto piuttosto quello di fermare la scena venutasi a creare, ossia di fissare quella “situazione” nel modo più preciso e fedele possibile. Partendo da questo primo accertamento, quasi immediato, si potranno poi svolgere tutti gli accertamenti che seguiranno e che sono necessari per capire le modalità dell’ intero accaduto. L’importanza dell’ intervento di Polizia è evidente, dipendendo da questo tutto l’iter di giudizio conseguente e non solo quello mirato alla punizione di eventuali comportamenti scorretti ma anche quello decisivo ai fini dell’ ottenimento del giusto risarcimento delle vittime. Quanto andasse perso durante il primo intervento, spesso è irrimediabilmente perso per sempre: la perdita anche di un solo elemento potrebbe poi pregiudicare l’ esito degli accertamenti sia al fine della valutazione delle colpe che al fine della determinazione dei risarcimenti. In tal caso la mancanza di questo o quell’ elemento si riversa su chi del sinistro è vittima.



Con tali presupposti, nulla poteva essere lasciato al caso.
Assolutamente insoddisfatti dell’ ultima normativa in materia di rilievi stradali (Norma UNI 11472, gennaio 2013) quali specialisti dell’ infortunistica del traffico ci siamo concentrati sul rilievo di Polizia, sulle tecnologie più avanzate ed in particolare su quelle che alla precisione e alla completezza aggiungono anche la semplificazione del compito, la celerità nell’ intervento ed una facilitazione del lavoro di allestimento del Piano di situazione: un ausilio quindi al lavoro della Polizia, senza per questo nulla togliere al grande impegno che questa già dimostra nei suoi interventi. Infatti, spesso le sue mancanze sono solo di personale e di mezzi tecnici, raramente sono invece attribuibili ai suoi uomini.

Per questo motivo noi abbiamo dedicato la prima parte del nostro iter formativo 2014 al rilievo di Polizia. Partendo dalle tecniche tradizionali della “bindella metrica”, argomento unico della sopra citata norma UNI, abbiamo approfondito e appreso il rilievo tacheometrico. A questo abbiamo affiancato l’ aerofotogrammetria che, nella sua applicazione specifica di rilievo della situazione di un sinistro, è nuova: quindi ancora una volta proponiamo farina del nostro sacco e andiamo orgogliosi di precorrere così i tempi.
Attenzione: non si tratta di una semplice fotografia aerea bensì di un rilievo fotogrammetrico in scala. Per poter debitamente informare Colleghi e Operatori del settore sul risultato di tale modus operandi, sono costretto a fare riferimento a un caso concreto. Prego pertanto ciascuno di astenersi da qualsivoglia valutazione riferita a questo sinistro e alle sue cause.

Durante un volo di 10-15 minuti al massimo sono state scattate, a diverse altezze e con diverse inquadrature circa 400 fotografie in HD. Per l’ allestimento del Piano di situazione ne basta di regola solo una od una piccola serie, congiunta. Pertanto il tempo di azione nel terreno non è più lungo di quello necessario per ogni altro tipo di accertamento.



Fase A - Una volta rientrati, iniziamo con lo scaricare da Internet l’immagine satellitare del luogo inserendola, in scala, nell’ applicazione informatica con cui procederemo anche a calcoli, simulazione e rappresentazione cinematica finale del sinistro. Tale immagine, di regola poco nitida una volta in scala, fungerà poi solo da sfondo di base del nostro scenario. Il tempo necessario per quest’ operazione è al massimo di 5 minuti.



Fase B - Si passa allora allo scarico digitale delle fotografie in HD, alla loro valutazione e quindi all'acquisizione di quella selezionata e alla sua importazione, sempre nella stessa applicazione informatica di ricostruzione. Si mette allora la nostra foto HD nella medesima scala di quella satellitare (fotogrammetria).



Fatto ciò ed aggiunti i primi elementi (tracce, posizioni di stasi, ecc.) si colloca l’ immagine fotogrammetrica al punto giusto rapportandola a quella satellitare e sovrapponendola alla stessa.



L’ intero rilievo è ora a disposizione a video, pronto per essere completato con i dettagli illustrativi del caso.
Questa seconda fase richiede circa 30 minuti, comunque meno di un ora.



Fase C - La parte illustrativa del piano richiede lo stesso tempo che necessita l’ illustrazione della planimetria classica, quindi indicativamente un’altra oretta prima di passare alla stampa del documento finale, il piano di situazione aerofotogrammetrico.



Questo nuovo tipo di Piano di situazione, ottenuto in pochissimo tempo ed in scala, ha pure il pregio di rappresentare ogni dettaglio della situazione locale quali le imperfezioni del fondo, le adiacenze al campo stradale e quant'altro, garantendo la quasi totale sicurezza che ogni dettaglio sia stato debitamente acquisito. Ovviamente tale piano sarà affiancato, come fin ora, dalla tradizionale documentazione fotografica e dal rapporto di costatazione.

Con questo lavoro pionieristico, noi veniamo innanzitutto a sostenere e rafforzare il prezioso lavoro della Polizia. Come molto ben rilevato dagli addetti ai lavori, questo è un vero passo avanti verso la professionalità del rilievo, che così ora è destinato a superare il tradizionale schizzo. Anche il tecnico ricostruttore dovrà adeguarsi.
In questa ottica il Workshop di Bologna ha già formato una quindicina di Esperti in infortunistica del traffico anche all'uso dell’ aerofotogrammetria nel rilievo dell’ incidente stradale. Fra questi sono già tre gli studi peritali che si sono dotati della relativa attrezzatura (quadricottero, videocamera, applicazione informatica idonea, ecc.) e altri seguiranno presto il loro esempio, rimanendo così tutti all'avanguardia ed al passo con i tempi.

Aver assistito il collega e amico Orlando Omicini nel primo rilievo del genere mai effettuato in un caso reale in Italia, corona il mio impegno al servizio della nostra professione e segna l’inizio di una nuova era per il rilievo di Polizia. I risultati sono palesi e l’interesse è grande, nostra rimane la soddisfazione di esserne gli artefici.

Aerofotogrammetria  Celerimensura