Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Analisi dell' esplorazione visiva

Articolo con filmato.
Comprendere per quale motivo un conducente non abbia percepito il pericolo, oppure non abbia percepito come pericolosa una data situazione, è sicuramente decisivo tanto ai fini del Giudizio che ai fini di una prevenzione mirata e consapevole.
Alcuni anni or sono ho elaborato il seguente assioma: Ogni incidente si produce nell’ ultimo istante in cui poteva ancore essere evitato. Questo istante nel tempo, e punto nello scenario del sinistro, risulta essere pertanto il momento/punto critico, ossia il momento o punto del “non ritorno”.



Nella ricostruzione cinematica dei sinistri stradali, il ricostruttore competente solitamente è in grado di definire la dinamica dell’ incidente limitatamente a quanto risponde alle leggi della fisica, ossia fino all’ inizio della frenata, al massimo fino al punto di reazione. Capire il perché del sinistro significa risalire a monte di questo momento e quindi entrare nelle problematiche legate alla percezione. Ecco quindi l’ importanza dell’ analisi dell’ esplorazione visiva del conducente, ossia lo studio di come egli possa aver fatto uso del suo sguardo.

Il delicato di questa operazione risiede da un lato nel proiettare di pochi secondi a ritroso l’ arrivo dell’ autoveicolo, inserito nello scenario più reale possibile e nel movimento: questo compito lo può ancora garantire il Tecnico ricostruttore (Cinematica moderna in HD™). Studiare come il conducente possa comportarsi in questa situazione esaminando specialmente da cosa il suo sguardo viene normalmente attratto in quella situazione, è compito dello Psicologo del traffico. Questo è chiaramente un lavoro da eseguire sinergicamente, in team, ciascuno rispettando totalmente il ruolo dell’ altro specialista. La mia esperienza all’ interno dell’ Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico ha dimostrato che così si possono ottenere risultati scientifici, mai sperimentati prima.

Mi è appena stato richiesto di illustrare questo tipo di analisi in modo semplice perché, Oltremare, questa novità ha risvegliato parecchio interesse. Illustrare in modo semplice per me significa far capire cosa sia il “comportamento esplorativo visivo del conducente” e come lo stesso può oggi essere analizzato e chiarito dal lavoro congiunto fra Tecnico ricostruttore e Psicologo del traffico. Evidentemente per giungere ad operare in questo modo è necessario raggiungere un grado di dimestichezza con la “Ricostruzione cinematica in HD™” che è solo possibile apprendere con la frequenza a workshop mirati e poi applicando nella pratica quotidiana quanto in essi appreso.

Da un lato si apre così un’interessantissima finestra professionale che amplia il nostro raggio di azione, dall’ altro si chiudono, per chi non specificatamente formato e quindi non competente su questo tema, tutte le porte dei racconti metropolitani a cui siamo abituati da anni.
Per questo insegnamento, quale sviluppatore della “Cinematica moderna in HD™”, mi ritengo più che legittimato: dubito invece fortemente che altri siano in grado di impartire questa formazione. Tuttavia, per questa applicazione specifica mi faccio sempre affiancare da uno Psicologo del Traffico dell’ Unità di Ricerca dell’ Università Cattolica di Milano.

A titolo di semplice curiosità: nelle ricostruzioni virtuali tridimensionali proposte, anche le ombre dovute alla specifica posizione del sole, rispecchiano la situazione del filmato reale d’ origine.



Concludendo, permettetemi un mio personale parere etico: il ricostruttore che non sa aprirsi a queste novità tecnologiche, è destinato a rimanere un professionista di seconda categoria e quindi, verosimilmente, presto non sarà più legittimato a definirsi “specialista”.

Filmato in lingua spagnola