Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Dall’analisi alla prevenzione

L’analisi dei sinistri stradali è quasi sempre intesa a chiarire eventuali responsabilità giuridiche di questo o di quell’altro protagonista.
Con la ricerca che conduco da anni e con quella che sta rilevandosi la nuova scuola del pensiero cinematico si va molto oltre e ci si addentra in esami mirati allo studio di fenomeni specifici spesso ancora inesplorati. Da qui a produrre strumenti scientificamente validi utili alla prevenzione degli incidenti il passo è breve. Questo filmato dal titolo CAPIRE GLI ALTRI UTENTI, che è destinato agli Allievi degli Istituti superiori della Regione Abruzzo e di l’Aquila in particolare, è pure oggetto del seminario Perizia giudiziaria e simulazione (Bologna, 7-9 maggio 2015).



Per chi ha fatto parte del Progetto pilota della Regione Abbruzzo, questa visione è destinata a coronare il modulo di studio, che conta ben 80 (ottanta ore) di formazione, dando lo spunto agli Allievi per riflessioni proprie da raccogliere in una ricerca conclusiva.

Per tutti gli altri Utenti è sicuramente l’occasione per riflettere sull’argomento della percezione del pericolo. Infatti, contrariamente a quanto comunemente molti credono e sostengono, Giudici e Colleghi ricostruttori compresi, la mancata percezione di un pericolo non è necessariamente sinonimo di disattenzione. Le problematiche qui illustrate non fanno parte di nessuna statistica e, di conseguenza, oggi sono bandite da ogni campagna di prevenzione usuale.

Un solo esempio dal filmato di cui sopra.
In Siracusa 2 sono due le problematiche illustrate e queste oltretutto si sommano. Quella del montante che nasconde il pedone è la più evidente. Quella invece del fatto che tale occlusione visiva perdura per tutta la fase dell’avvicinamento, ovvero per diversi secondi consecutivi, sfugge ai meno attenti. Questa deriva dal rapporto fra le velocità di entrambi i protagonisti, nel concreto fra pedone ed autoveicolo, fenomeno che ho saputo chiarire solo relativamente di recente, avendo presentato lo studio e le relative formule che lo definiscono la prima volta a Lugano, nel 2007. Per ora questo fenomeno detto Relatività visuale ovvero percezione cinematica del conducente™ è materia d’insegnamento solo nei Corsi di perfezionamento in Psicologia del Traffico (Università Cattolica di Milano) e nei miei workshop. Pertanto questa materia risulta ancora sconosciuta ai più.