Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Mezzo secolo di calcolo ingegneristico

Sono sempre stato restio a parlare di un dato softwre specifico in quanto sono convinto, per averlo visto nella realtà, che anche la migliore di queste applicazioni in mano ad operatori mediocri si trasforma in un prodotto assai meno che mediocre. Infatti l’applicazione informatica scientifica null’altro è che uno dei tanti strumenti del nostro mestiere: chi non lo sa veramente usare si fa male esattamente come chi non sa usare il martello si pesta da solo le dita. Di questi maldestri, la nostra professione brulica.

Il primo calcolo della collisione su computer Diel - 1974

Il primo software di ricostruzione che io abbia mai visto ed usato era quello per il calcolo della collisione basato sul Momentum equation, Impulssatz o Quantità di moto (Newton). Lo avevamo implementato in FORTRAN nel 1974 insieme (ing. Luigi Tunesi † e ing. Mauro Balestra) sul computer del caro Collega oggi scomparso. A lui, che si occupava di idraulica nel genio civile, questo principio della fisica interessava nella collisione delle acque che confluendo da due fiumi collidono fra loro e, deviando contro l’argine, lo corrodono. A me interessava per passare dalla soluzione grafica a quella matematica nel calcolo delle velocità dei veicoli nella collisione, quindi per la mia attività peritale. Nel 1981 lo trasferii poi in BasicPlus su Digital - il mio primo vero PC - e negli anni ’90 lo passai in Excel dove, anche se obsoleto, potrebbe ancora servire allo scopo.

Dopo questo inizio informatico do you it yourself, ho seguito l'evoluzione passando dalla parte dell’utenza acquisendo, imparando ad usare e usando gli applicativi più disparati.
Il primo fu quello prodotto dal Ministero dei trasporti USA, il famoso CRASH3 in DOS che considerava già allora la codifica SAE J224 relativa alle deformazioni dei veicoli (C1, C2, C3 …) anticipando così il metodo EES, sviluppato solo più tardi dalla scuola tedesca.
Seguì il programma del Dr. Heinz Burg (Germania) denominato CARAT che visse solo fino alla quarta versione e che ora credo essere fuori produzione. Quasi contemporaneamente uscì sul mercato anche ANALYZER, del Mag. Dr. Werner Gratzer (Austria) che io utilizzai e tenni aggiornato fino alla decima versione.
Arrivando dagli USA i primi programmi in 3D iniziai con Vista FX3 (Visual Statement) e poi con ARAS 360 di cui fui anche istruttore nel 2012 e infine con ARAS HD, che oggi purtroppo sembra non più chiamarsi così.

Questa mia esperienza, certamente unica nel nostro settore, vissuta prima quale sviluppatore-programmatore e in seguito quale utente dei prodotti più disparati spiega come a dispetto della mia età, oltre ad averne seguito l’evoluzione fin dall’inizio, oggi io sappia padroneggiare l’utensile informatico scientifico nelle sue molteplici applicazioni pensate per la nostra professione. Chi mi ha seguito in qualche mio workshop ha sicuramente capito cosa intendo quando affermo che ogni software di ricostruzione altro non è che uno dei nostri tanti arnesi del mestiere e che come tale vada prima conosciuto e poi usato con prudente maestria.

Fino a questa primavera pensavo che a questo punto si sarebbe concluso il mio viaggio informatico, ma sbagliavo. A farmi ricredere è stata una e-mail del Mag. Dr. Werner Gratzer, che conosco da una ventina d’anni avendo partecipato come allievo a più d’uno dei suoi seminari ma che da diversi anni non avevo più incontrato. Mi chiedeva, in modo molto diretto e semplice, se me la sentivo di tradurre in italiano il suo software di ricostruzione ANALYZER PRO, che quest’anno uscirà con la versione n. 16 e che pertanto sembra anche essere il programma più sperimentato e testato di tutti quelli oggi presenti sul mercato.
Una richiesta che se da un lato mi faceva molto onore, dall’altro mi spaventava non poco: tradurre i testi di oltre 18'000 righe di codice non è cosa di tutti i giorni e richiede, dato l’argomento scientifico, anche la conoscenza approfondita del prodotto e delle due lingue (tedesco e italiano). Dopo non poche titubanze, il 20 maggio 2015 volai a Salisburgo: ebbi un bellissimo confronto con il Dr. Gratzer valutando insieme i diversi prodotti oggi sul mercato e che per un verso o per quell’altro entrambi conosciamo. Poi lui mi presentò le ultime novità del suo software che in parte già conoscevo e, alla fine, mi convinsi che dovevo tradurglielo perché Analyzer è un vero classico della nostra professione, un’opera ingegneristica di tutto rispetto, evoluta, rigorosa e nello stesso tempo pratica, un “utensile” che merita veramente di essere messo a disposizione anche degli specialisti italiani e che, proprio grazie alla sua traduzione, ora potrà meglio essere capito ed usato.

Anteprima di Analyzer-Pro versione 16, in italiano - agosto 2015

Ho lavorato sodo, tanto che il 14 agosto 2015 ho avuto l’immensa soddisfazione di vedere ANALYZER PRO, Versione 16, girare in italiano sul mio PC (MAC + Parallels Desktop e Windows 10.1) ma che ovviamente gira anche su ogni altro Windows (32 e 64 bit). Sono stati due mesi di intenso lavoro e concentrazione. Questa anteprima della nuova versione - la 16 non è ancora in commercio - mi servirà in fondo solo per migliorare e affinare i suoi testi, ma anche questo chiederà ancora il suo tempo ed una certa esperienza nel suo uso più ampio.

Se nel workshop di Roma il Dr. Gratzer ci presenterà qualche sua applicazione, ora posso immaginare che lo farà utilizzando questo supporto tradotto in italiano.
Per me, il lavoro di traduzione è comunque servito come ripetizione ed approfondimento dei concetti che poi noi andremo a trattare insieme. Infatti, da poco mi è pure stato chiesto di occuparmi in futuro della formazione e del training di coloro che vorranno operare con questo “utensile informatico” ed io, vedendo in Analyzer-Pro anche un potente mezzo didattico, ho dato la mia disponibilità.

Link a AnalyzerPro