Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Tachigrafo e cinematica

Nel 2015 ho avuto il piacere, fra l’altro, di tenere due Workshop particolarmente impegnativi ed assolutamente inediti. Il primo verteva sulla “lettura microscopica della registrazione tachigrafica” con il metodo oggi più evoluto ed attendibile denominato CMRT (Computer Microscopical Reading of Tachograph).


CMRT: l’acquisizione delle immagini è determinante per la qualità dei risultati.

Tre giorni di intenso lavoro è stato il minimo necessario per introdurre i corsisti alla materia fino a portarli a poter eseguire in proprio la lettura microscopica della traccia tachigrafica. Chi pretende invece di proporre in meno tempo l’apprendimento di quest’analisi, illude solo i propri allievi.
Da parte mia devo riconoscere che il mio gruppo ha seguito con grande impegno ed interesse le lezioni dove al poco dire lo abbiamo sostituito con tanto fare, e fare in prima persona. Ora è importante che ognuno si eserciti in questa procedura di elaborazione sapendo che io rimango a loro disposizione qualora incontrassero difficoltà o volessero una verifica.
Oggi, questi miei Allievi possono andare orgogliosi ed affermare di essere gli unici in Italia formati e capaci di svolgere questa delicata operazione di lettura microscopica e di elaborazione della traccia tachigrafica. Infatti, dopo il seminario un corsista mi ha sottoposto una sua elaborazione per verifica: ho visto con soddisfazione che questa era fatta assai bene.

Torno ora sul tema per illustrare esemplificando cosa si intende per CMRT e in cosa consiste realmente questa analisi specialistica. In tal modo spero di smascherare chi si propone capace di leggere i dischi e lo fa con procedure scopiazzate e comunque di poco conto, offrendo all'utente elaborazioni approssimative, discutibilissime e poco probanti, ovvero inutili e spesso anche dannose ai fini del giudizio.

Ci sono due tipi di lettura: il primo è la lettura semplice, mirata a valutare se sono state rispettate le pause ed il riposo del conducente. Con questa lettura che è quanto fa di regola la Polizia o il Datore di lavoro, non è possibile estrarre dati sufficientemente attendibili per ricostruire un sinistro e di regola neppure per sanzionare la velocità: per questa, per esempio, in un lungo tratto autostradale è possibile con le tolleranze del caso avvicinarsi a valori sostenibili ma, in tal caso, necessita comunque quella "buona" esperienza che spesso non si può riconoscere nel normale Agente di Polizia. Nel caso dell’esempio più avanti proposto, con questo approccio la Polizia desumeva semplicisticamente che al momento critico l’autocarro avrebbe viaggiato a 70 km/h quando invece la lettura corretta dimostra che la velocità in quel frangente era solo di 40 km/h circa.

L’altro procedimento è la lettura microscopica e di questa se ne conoscono due metodologie distinte: quella Kienzle-Mannesmann, di tipo ottico meccanico e quella computerizzata (CMRT, Computer Microscopical Reading of Tachograph) che ho concepito nel 1996-1997 e quindi patentato. Con CMRT ho trattato casi in Svizzera fra cui diversi su mandato dell'Istituto di Polizia Scientifica dell'UNIL (Università di Losanna) ed altri ancora in Italia.

Il procedimento ottico-meccanico, utilizza una lente (di regola 25x) per la lettura della velocità ed un micrometro che rileva l’avanzamento circolare del disco, per desumerne il tempo. Ripetendo la stessa lettura e riposizionando il disco sull’apparecchio, oppure retrocedendo con il micrometro, è quasi impossibile effettuare nuovamente la misura in modo identico e verificarne con precisione dove sono stati letti i punti sulla traccia. Con questo metodo cinque operatori daranno cinque letture simili, ma mai due identiche. Con questa metodologia, usata anche da alcune Polizie scientifiche, ho visto casi veramente mal elaborati e tali da pregiudicare l’intera ricostruzione che ne deriverebbe.

CMRT, per contro, usa ingrandimenti virtuali possibili anche fino a 200x. Inoltre l’intera procedura è documentata in ogni suo passo ed i suoi parametri sono verificabili anche a posteriori. Fra questi parametri determinanti cito il centraggio della traccia di registrazione, la definizione del valore corrispondente alla linea “ZERO disco” e la definizione di quello della linea “ZERO traccia” nonché ogni preciso punto considerato nella misurazione e quotato poi con 4 decimali dopo la virgola. Questo fa di CMRT l’unico vero procedimento di lettura ed elaborazione verificabile a posteriori rendendolo a tutti gli effetti accertamento ripetibile.
Il prodotto peritale che ne consegue, si riferisce strettamente a quanto è possibile leggere e desumere direttamente e solo dalla traccia di registrazione esaminata. Integrare questi dati alla cinematica è operazione conseguente e di competenza del normale tecnico ricostruttore.

Il secondo Workshop a cui facevo riferimento in apertura è quello che ho tenuto a Roma insieme al Mag. Dr. Werner Gratzer, di cui ho già più volte accennato. Questo seminario verteva, oltre che sull’analisi della collisione, anche sull’approccio all’analisi cinematica dei sinistri. In questo seminario abbiamo avuto modo di apprezzare la miriade di possibilità analitiche che ANALYZER PRO, il software concepito e curato dal Collega Gratzer, offre realmente all’analista ricostruttore.

In effetti, il Workshop di Roma riveste anche un aspetto continuativo rispetto a quello di Castellammare, poiché questa applicazione informatica di analisi si sposa alla perfezione anche con l’esame della traccia tachigrafica e la metodologia CMRT in particolare. L’ho sperimentato di persona integrando una lettura microscopica di un disco con l’analisi della relativa cinematica svolta interamente con l'ultima versione di ANALYZER PRO. Ne sono stato tanto entusiasta da aver trasformato questo mio elaborato in un documento didattico esemplificativo che ora metto a disposizione di tutti dandone accesso da questa stessa pagina (pulsante in calce).

ANALYZER PRO: cinematica e simulazione direttamente dalla lettura microscopica del disco


Punto L                                                                       Punto M

Punto N                                                                       Punto O


Dimostro così fatti alla mano, cosa facciamo ai nostri Workshop e quale sia il livello reale del nostro insegnamento. Questa è la qualità peritale che vuole raggiungere chi partecipa ai miei corsi. Sicuramente tutto può essere fatto diversamente, forse ancora meglio ma certamente anche assai peggio. Solo confrontandosi si migliora: peccato che troppi hanno paura del confronto diretto, non avendo ancora capito che è proprio sbagliando che si impara.

Pensando ai più giovani ed ai meno sperimentati nella ricostruzione della dinamica dei sinistri, i miei prossimi seminari saranno anticipati da una giornata facoltativa di ricapitolazione delle conoscenze di base, sempre mirata a quanto trattato nei due o tre giorni seguenti.
Il nostro iter formativo continua: riprendiamo i Workshop il quarto weekend di gennaio, quello che termina domenica 24 gennaio 2016: riservatevi fin d’ora le date in agenda.

CMRT e CINEMATICA - Documento in PDF, scaricabile