Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Lancio balistico – parte 3

Nel gergo dell’analisi e della ricostruzione della dinamica degli incidenti, per distanza di lancio si intende lo spazio che separa il punto dove è avvenuto il contatto da quello dove l’oggetto lanciato ha raggiunto la sua stasi, quindi la somma dello spazio percorso nella fase aerea aggiunto a quello della fase a terra.

Ciò premesso e consci della relazione chiave che lega la fase aerea a quella al suolo, partiamo semplicemente dal concetto di moto parabolico.
Mentre questo moto lungo l'asse x è uniforme, lungo l'asse y è accelerato. Così, nella fase ascensionale il moto è rallentato (accelerazione negativa), al culmine è nullo e nella fase discensionale è accelerato.


Fonte: Wikipedia

La velocità di lancio (V0) si scompone in VY e VX in funzione dell’angolo di lancio.

Anche la velocità di impatto al suolo si scompone analogamente, quindi in funzione del suo angolo. La sua componente verticale determina la violenza dell’urto al suolo mentre quella orizzontale definisce la velocità iniziale di traslazione nella conseguente fase a terra.

Facendo riferimento alla fisica del moto parabolico, e quindi questa volta saltando la letteratura del nostro settore, noi conosciamo la relazione chiave che lega la fase aerea del lancio parabolico alla fase di traslazione a terra che ne consegue. Questa conoscenza ci permette di analizzare matematicamente l’intero processo di lancio, considerando le due fasi congiuntamente e, se necessario, questo sapere ci permette di spiegare in modo facilmente comprensibile tale procedimento risolutivo anche in giudizio.
Nel farlo, peritalmente noi indichiamo così gli angoli di lancio e di impatto, la velocità di impatto scomposta nelle sue due componenti (x, z), la distanza di lancio secondo la definizione del Dr. Heinz Burg (Wurfweite) ed altro ancora.
Infatti, volendo essere “puristi” fino in fondo, potremmo introdurre nel calcolo anche la decelerazione dovuta alle forze aerodinamiche quali la superficie di sezione dell’oggetto, il suo CX ed il vento contrario.

Per chi giunge a sviscerare così le problematiche della nostra professione, è breve il passo ancora necessario per comprendere quanto sia valida l’applicazione informatica che usiamo o che ci accingiamo a considerare. In questo modo, un buon software scientifico è prima libro di testo e solo in seguito diventerà anche strumento di analisi e di ricostruzione.


Fonte: AnalyzerPro

Quanto presentato in questi tre articoli sul lancio balistico nell’infortunistica del traffico sono l’esemplificazione della nostra filosofia didattica espressa dall’affermazione l’Analisi della Dinamica degli Incidenti Stradali inizia dalla fisica e, passando dalla letteratura e dalla ricerca, giunge alla soluzione informatica del problema. Per noi il passaggio nella letteratura e nella ricerca è determinante a condizione che sia fatto in modo critico mentre è evidente che, prima di utilizzare una qualsiasi applicazione informatica, se ne debbano conoscere a fondo prima i concetti e poi le procedure con cui la stessa opera.
A questo punto che il calcolo sia eseguito a mano o tramite un computer è cosa secondaria. Chi non conosce il procedimento non dovrebbe neppure incominciare e, ancor meno, dichiararsi specialista in questa materia: a mano o con il computer, la sua ignoranza rischia solo di essere di grave danno per l’Utenza, per la Giustizia e per le Vittime in primis.

Le formule del moto parabolico

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