Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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ARDIS-2

Retrospettiva
Si è appena concluso ARDIS-2, l’ultimo dei nostri workshop di Analisi e Ricostruzione degli Incidenti Stradali, con un ennesimo successo. Peccato che solo chi vi ha partecipato sia in grado di capire cosa sia la nostra Analisi e come noi intendiamo che essa vada condotta. Di fatto questa è sempre stata il punto di forza del nostro insegnamento, sicuramente unico ed ineguagliabile dato che si basa sull’esperienza acquisita in 45 anni di attività tanto nella ricerca di settore che in campo forense internazionale.
Noi non vogliamo che questo rimanga nostro unico monopolio conoscitivo ma piuttosto che si traduca in una formazione critica e capace di forgiare le facoltà analitiche del vero “esperto”. Infatti la verità peritale spesso non è quella dei libri, come abbiamo visto e dimostrato ancora una volta in ARDIS-2, quanto piuttosto quella desunta con competenza analitica dagli elementi reali che caratterizzano il sinistro in esame.


ARDIS-2, foto ricordo

Abbiamo iniziato con un’analisi comparativa basata su lavori di ricerca indietro nel tempo fino agli anni 70’, lasciandoci meravigliare da quanto e da come si operava allora: sembra proprio che invece di progredire siamo retrocessi. Abbiamo infatti visto che i coefficienti di aderenza e/o le decelerazioni nel modo propostoci oggi da molta letteratura di settore, sono semplicemente inapplicabili nel calcolo peritale serio: questo è dovuto al fatto che non se ne conoscono il metodo di misurazione, di calcolo e di riferimento.

Poi siamo passati ad esaminare i differenti modi di misurare una decelerazione ed alle problematiche di funzionamento e di restituzione dei dati degli accelerometri nonché il tipo di rappresentazione grafica utile ai fini della ricostruzione cinematica di dettaglio. In particolare abbiamo comparato l’uso della decelerazione media (accelerometro) con la registrazione effettiva spazio-tempo misurata in altro modo. Queste analisi critiche sono state fatte sulla base di dati pubblicati di cui si conosce il modo di rilievo.

Dell’accelerazione di un veicolo ce ne siamo occupati in pratica rilevandola sui tre assi x-y-z su strada, nel normale traffico. Ogni partecipante ha avuto così modo di entrare nel mondo della ricerca partecipando alla preparazione e all’equipaggiamento del veicolo-test prima e, in seconda battuta, seguendo a bordo dello stesso veicolo le relative misurazioni in modo da percepire in prima persona ogni valore misurato. Questo è avvenuto in accelerazione, in frenata ed in curva.


ARDIS-2, montaggio della strumentazione di misura sul veicolo-test.

Se prima del seminario nessuno era in grado di valutare l'entità di una data accelerazione laterale in curva, alla fine della giornata tutti erano entusiasti di saperlo fare. Questo è stato possibile alternandosi ciascuno sul veicolo-test debitamente allestito, e sperimentando così di persona ogni sensazione durante il percorso stradale misto


ARDIS-2, a bordo del veicolo durante i test.

Ognuno, per documentazione sua propria, ha poi ricevuto i tabulati di test in formato Excel.
Anche se questo è stato solo un primo passo verso la ricerca dinamica peritale, nei prossimi workshop o in vere e proprie sessioni di test affronteremo altre problematiche come la definizione dei coefficienti di slittamento (veicoli a due ruote in caduta).

Dal lavoro di laboratorio su strada all’analisi critica di una registrazione Unibox Octo Telematics il passo è stato logico e facile: tutti hanno così potuto tradurne i dati nella ricostruzione cinematica con il software a nostra disposizione.

Si è quindi passati ad un altro tipo di analisi ruotata attorno ad alcuni casi di investimento dove, oltre che a dimostrare come certe procedure empiriche di determinazione della velocità possono condurre a conclusioni assolutamente insostenibili, si sono discussi e cercati altri mezzi per definire la velocità dell’investitore, senza necessariamente riferirsi al danno subito dall’autovettura.


ARDIS-2: il danno da investimento.

Quindi non ci si è solo limitati ad un’analisi più approfondita del cosiddetto “lancio balistico” ed alle sue possibili applicazioni, ma si sono percorse anche altre strade risolutive, grazie all’uso di particolari applicazioni informatiche. Una di queste applicazioni, particolarmente apprezzata ed usata in situazioni diverse, sembra sia una prerogativa solo di AnalyzerPro.

Il seminario ARDIS-2 si è concluso con la collisione monodirezionale (tamponamento) e l’analisi delle conseguenti sollecitazioni degli occupanti. Ci si è soffermati sulla fisica di tali fenomeni ed in particolare sulla spiegazione del fatto che l’accelerazione dell’occupante di regola è maggiore di quella del suo veicolo e ritardata nel tempo. Con questo argomento e la relativa soluzione informatica riprenderemo in aprile in apertura del workshop ARDIS-3.

Alcuni partecipanti hanno scritto.

Mi è piaciuto molto, ho apprezzato tantissimo il tuo modo di analizzare qualunque aspetto e mettere sempre tutto in dubbio, al fine di svolgere il miglior lavoro possibile. Porre l’analisi prima del resto, come fai tu, porta vantaggi immensi e si ripercuote sulla qualità del lavoro che diventa eccezionale.
E’ stato davvero formativo, poi, il giro che ci hai fatto fare in auto, facendoci sentire e facendoci rendere conto delle effettive accelerazioni laterali e longitudinali che si hanno nella vettura.
P. L.

L'esperienza della rilevazione dati, è stata fantastica! Osservare l'approccio dei tecnici nel guardare le tracce lasciate dal pneumatico ancor più; chi guardava solo lo strisciamento e chi notava anche quello prima; chi a pc dice "mi conviene dire così al giudice" e chi lo corregge dicendo "non piace mi conviene" particolari che fanno la differenza.
Esperienza messa in pratica e fatta mia, così da poterla spiegare meglio ...
M. G.

… ripenso al corso e devo confermarti che è stato interessante dare una spolverata ai fondamentali della ricostruzione. Sono sempre più curioso di capire come funziona Analyzer per apprezzare tutta la sua potenza ... al momento mi sembra di avere una bella Ferrari: accendi il motore, ne apprezzi il suono ma non siamo ancora usciti dal garage per un bel giretto.
M. A.

… ti ringrazio per il tempo che dedichi per preparare la nostra formazione e per il confronto su casi concreti.
Ti ringrazio altresì per averci fatto toccare con mano i valori reali delle grandezze che utilizziamo quotidianamente nel nostro lavoro.
L. G.