Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Percezione prima, reazione poi

Il legislatore conosce molto bene questa problematica tanto che nel Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo codice della strada italiano (art. 79) in merito alla visibilità dei segnali così descrive il processo percettivo, attentivo e reattivo dei conducenti: Per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento tra il conducente ed il segnale stesso libero da ostacoli per una corretta visibilità. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e … attuare il comportamento richiesto.
Lo stesso concetto ritorna, sempre nel citato regolamento, nell'art. 342 dove si specifica che L'obbligo di limitare la velocità ... inizia dal momento in cui sia possibile al conducente percepire l'esistenza di un pericolo ...

Trasferendo questo concetto alle situazioni di pericolo possiamo esprimerlo affermando che in tali situazioni è necessario che il pericolo si evidenzi diventando visibile, che il conducente lo riconosca come tale, che identifichi la manovra più appropriata per evitarlo, che la decida impartendo ai propri arti gli ordini di agire di conseguenza sui comandi e che quindi, finalmente, esegua fisicamente la manovra decisa.

Già nel 1981 il Dr. Heinz Burg (Germania) schematizzava il processo percettivo prima e reattivo poi in modo chiaro ed inequivocabile.


Fonte: Burg/Rau, 1981

Gefahr wird sichtbar = il pericolo diventa visibile
Warnehmungszeit = tempo di percezione
Gefahr wird erkannt = il pericolo viene riconosciuto

Reaktionspunkt = punto di reazione
Entscheidungszeit und motorische Reaktion = tempo di decisione e di reazione motoria
Unsetzen = spostare, inteso per il piede che dall’acceleratore passa al freno
Anlegen = fare forza, inteso sul pedale del freno
Reaktionsdauer = durata della reazione
Verzugsdauer = durata del ritardo

Bremsbeginn = inizio frenata
Schwellzeit = tempo di incremento
Vollbrembszeit = tempo di frenata piena
Endstand = posizione finale

Quando con l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica di Milano decidemmo di svolgere su strada l’ormai nota ricerca sull’IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico) io presi spunto da questo grafico per elaborare il modello su cui basare l’intera raccolta dei dati relativi al processo percettivo, attentivo, reattivo che volevamo studiare. Questo mio nuovo modello, sostenuto dalla relativa ricerca, rappresenta oggi lo stato dell’arte per l’analista-ricostruttore moderno che si confronta con le problematiche connesse alla percezione ed alla reazione dei conducenti.


Fonte: ing. Mauro Balestra

È evidente che senza la percezione del pericolo, nessun conducente è in grado di reagire, ovvero di mettere in atto qualsivoglia azione preventiva o di emergenza.
Per quanto il concetto sia chiarissimo, molto sovente incontro ancora Colleghi, Magistrati ed Avvocati che non hanno le idee chiare. Infatti non sono rari coloro che parlando di reazione psicotecnica fanno un tutt’uno di reazione e percezione e poi, sentenziando che i fattori della reazione sono molteplici, sorvolano sulla percezione e svicolano altrove.
Fino che ad essere confusi lo sono i Giudici e gli Avvocati la cosa non sarebbe grave se, a riportare chiarezza, ci fossero consulenti e periti competenti. Purtroppo, quando manca la competenza, la confusione parte proprio da quest’ultimi che tacciono il problema della percezione e scambiando il suo punto di inizio con il punto di reazione, pregiudicano ogni conseguente analisi.

Per l’ARDIS (Analisi e Ricostruzione della Dinamica degli Incidenti Stradali) la procedura percettiva, attentiva e reattiva dei conducenti non è solo una questione di tempi. In essa si concatenano alcune particolarità che si ripercuotono direttamente tanto sulle procedure peritali di calcolo che sulla ricostruzione cinematica del sinistro.
Vale quindi la pena di ritornare sull’argomento per gli approfondimenti del caso.