Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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ARDIS 4 – Bologna 2016

Formazione e aggiornamento. Riflessioni nel merito.


Il logo per ARDIS realizzato dai nostri Amici della Campania

Conoscendo il mondo peritale in cui opero, quindi non solo quello italiano, ed avendo un’esperienza di studio, di ricerca e di attività forense che forse non ha pari, quando mi dedico alla formazione dei Colleghi mi chiedo se sia più giusto formarne dei nuovi piuttosto che aggiornare ed elevare il sapere di chi già si dice Esperto o perlomeno opera come tale.
Al giovane manca la pratica, all’anziano spesso la teoria. La pratica manca anche a chi non ha una formazione di base automobilistica, a chi giunge a questa professione da un semplice e sterile iter accademico che a volte con la meccanica non ha nulla a che vedere, così come a chi possiede la pratica nel campo veicolare manca spesso la parte teorica fisico matematica. Con ciò non significa che basti fisica e matematica per essere esperti in questa materia e neppure essere ingegnere, perito industriale o perito assicurativo: necessita invece saper integrare le proprie conoscenze di base con un iter formativo specialistico in questo settore che sappia dare a ciascuno quanto a lui personalmente manca; significa quindi sapersi valutare con umiltà e di conseguenza scegliere la strada formativa o di aggiornamento capace di colmare le proprie lacune. Quando lo scopo di un corso, di un seminario o di una serie di workshop non è il guadagno di chi lo gestisce ma piuttosto il miglioramento delle conoscenze dei partecipanti nell’analisi e nella ricostruzione degli incidenti stradali, non ha senso renderlo accattivante vendendolo come “avanzato” o tantomeno come “ricostruzione dei sinistri complessi”, come se esistessero davvero le categorie degli esperti avanzati e quella degli esperti di sinistri complessi a dispetto di quegli Esperti che di fatto l’incidente lo sanno veramente analizzare e ricostruire padroneggiando sia la materia che gli strumenti propri della professione.

A monte di ogni corso e di ogni seminario dovrebbero esserci queste considerazioni che valgono tanto per chi si accolla l’onere della docenza quanto per chi vuole formarsi o migliorare la propria professionalità specialistica.
Per insegnare in una specialità professionale, mi sembra innanzitutto che dovrebbe essere dato il raggiungimento della maturità specialistica specifica necessaria. Questo insegnamento, nel nostro specifico, richiede la fusione completa delle conoscenze teoriche con quelle della pratica automobilistica messe al servizio ed affinate nell’esperienza dell’attività peritale reale.

Quindi come scegliere questo seminario o quel corso? Io, che non ho ancora finito di studiare e di seguirne ancora alcuni, faccio così.
Confronto i programmi con attenzione e spesso scopro che qualcuno per le cose più delicate non teme di rivolgersi ai migliori insegnanti, che propone cose inedite e sempre all’avanguardia, mentre constato che altri, a scadenze regolari, propongono poi le medesime cose scopiazzando: forse è saggio scegliere i primi anche se comunque, bene o male, qualcosa si può sempre cogliere anche dai secondi.
Poi guardo attentamente chi sono i docenti, da quanti anni sono nella professione, quale sia la loro formazione di base, il loro iter e la loro esperienza, cosa hanno pubblicato o cosa pubblicano, se hanno un loro sito web. In questo trovo quasi sempre le giuste informazioni. Se il loro curriculum od il link ad esso non è pubblico, gatta ci cova; se quanto pubblicano è praticamente sempre farina dell'altrui sacco o segnalazione di link altrui, allora alzo le antenne e cerco quanto c'è di veramente loro. Cerco quanto pubblicano sui loro studi o ricerche personali, quanto mi raccontano che per me è nuovo o spunto interessante da approfondire. Se è il caso, e solo allora, considero la possibilità di seguire il loro corso: alla fine dei conti sarà comunque sempre solo l'insegnamento pagato ed avuto ad arricchirmi.

Che dire allora di ARDIS, ovvero dei workshop che ormai da qualche anno proponiamo e che io e conduco?
Sicuramente che abbiamo vivacizzato l’offerta visto che ora proliferano coloro che tentano di copiarci e, altrettanto sicuramente, che abbiamo attirato l’attenzione sulla nostra professione proponendo sempre le novità più interessanti, spesso inedite e comunque professionalmente sempre incisive.
Sicuramente che il nostro corpo insegnanti è impareggiabile dato l’altissimo profilo dei nostri docenti: questo rende i workshop ARDIS unici anche nella propria didattica. Nello specifico, è il corpo docenti che marca il livello dell’insegnamento e per noi è ancora solo questa la miglior garanzia di competenza che oggi possiamo offrire, garanzia che giustamente chi si impegna nel proprio perfezionamento specialistico ambisce e richiede.

ARDIS 4 - Scarica il programma in PDF

Senza temere smentite e non senza giustificato orgoglio, noi possiamo così dire che oggi nessun altro workshop del nostro settore si avvale di docenti più qualificati e più sperimentati di quelli che a Bologna condurranno ARDIS 4.
Sappiamo tutti che sulle procedure di calcolo delle collisioni c’è ancora molto da dire e da chiarire così come sui parametri che entrano in gioco e che ne influenzano i risultati (tempo di durata dell’impatto, valori di resistenza strutturale, valori EES, ecc.).
Dato che non tutto lo si legge facilmente sui libri ma che comunque il Prof. Dr. Werner Gratzer – nuovamente fra noi anche quest'anno - è uno dei massimi esponenti della letteratura scientifica europea di settore, il prossimo appuntamento di Bologna dove queste tematiche sarà lui in persona a sviscerarle, diventa irrinunciabile per tutti coloro che trattano professionalmente l’analisi e la ricostruzione degli incidenti stradali.

Per chi già ci segue non servono parole. Per gli altri, quest’anno, questa rimane l’occasione da non perdere. Per loro questa sarà anche l’occasione giusta per conoscere il lato di questa medaglia, una medaglia rara poiché splende di luce propria e che, come le comete, continua a segnare la strada del nostro sapere.

ARDIS 4, Bologna 15-16 settembre 2016 attende anche te, prenditi il tempo per essere anche tu fra noi, iscriviti e sarai il benvenuto.

Riflessioni e filmato sui nostri strumenti d'analisi