Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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TEST professionale n. 1

Nosce te ipsum.
Conosci te stesso è una massima che trova principio nell’antica Grecia e che, data la sua universale validità, è giunta fino a noi.


Roma, Convento di San Gregorio (Mosaico con la scritta in greco: Conosci te stesso)

Si applica molto bene anche a noi ANALISTI e RICOSTRUTTORI della Dinamica degli Incidenti Stradali e potrebbe essere parafrasata in Riconosci come lavori ed il livello professionale che hai raggiunto.
Per farlo è necessario poterci misurare con gli altri Colleghi, per esempio ricostruendo e analizzando lo stesso evento e potendo poi confrontarne le differenti soluzioni, non solo nei risultati ma anche nel modo di presentarle.

Sapendo per esperienza che il confronto è anche il metodo migliore di crescita, utilizzo questa mia pagina per offrirvi dei CASI-TEST con questo esplicito scopo. Proporrò così alcuni casi ispirandomi a situazioni reali ed inizio da qualcosa di apparentemente abbastanza semplice.

Pubblicherò dapprima il caso fornendo i dati dei veicoli, il piano di situazione ed ogni altra informazione utile alla soluzione. Indicherò pure l’ottica di conferimento del mandato in modo che di volta in volta la soluzione meglio si inserisca nelle necessità peritali della specifica procedura (penale, civile o assicurativa).
Per ciascuno caso fisserò un termine di qualche mese per dare a tutti la possibilità di risolverlo nella calma del proprio studio, con tutti i mezzi di cui disponete. Passato il termine indicato io pubblicherò, sotto forma di relazione peritale in PDF, la mia soluzione che potrete così confrontare con la vostra.

Vorrei fare ancora di più per offrirvi un confronto più ampio, ma per questo è necessaria la vostra partecipazione attiva.
Se qualcuno se la sentisse, affiancherei volentieri la sua soluzione alla mia: per l’interessato questa sarebbe una magnifica vetrina in cui esporre il frutto del suo lavoro e, nel contempo, permetterebbe a tutti il costruttivo il confronto dei più diversi modi di affrontare quel dato problema e di come presentarne la soluzione.
Voglio credere che i primi ad offrire la propria soluzione da pubblicare saranno i Colleghi più sperimentati, specialmente quelli che oggi insegnano, ma sarebbe bellissimo leggere qualcosa proposto anche dai neo-certificati in rappresentanza della nuova scuola, magari anche con un lavoro fatto a più mani. Pubblicherò comunque solo quanto desidererete che io pubblichi e lo farò solo in contemporanea alla pubblicazione della mia soluzione.

Stare ad assistere senza il fare non servirà molto a nessuno. Infatti, è solo affrontando il problema prima personalmente e potendone comparare poi in seconda battuta il risultato con quello altrui che ci si rende conto di quanto si sarebbe potuto migliorare o approfondire la nostra analisi peritale e scoprire i vantaggi e la bellezza di altre procedure risolutive.

Fisso il termine per la pubblicazione delle soluzioni del primo TEST 2017 al 31 marzo mentre quello per farmi avere la vostra soluzione da pubblicare, via e-mail al 23 marzo. Infatti è mia intenzione presentare questo caso al Primo workshop forense che si terrà a Milano il 24-25 marzo, occasione in cui già lo discuterò pubblicamente.

Primo TEST 2017
L’incidente si produce all’interno di una rotatoria e vede coinvolti un’autovettura medio-piccola (1'120 kg incluso il conducente) ed uno scooter di 50 cmc.

Disponiamo del piano di situazione in scala, con indicate unicamente la provenienza dei due veicoli e la loro posizione di stasi. Lo stesso è scaricabile ai fini del TEST in formato JPEG e libero da ogni dicitura tramite il tasto presente in calce.
Ad ogni accesso è presente la segnaletica orizzontale e verticale del Dare precedenza. L’unico ostacola alla visuale dei protagonisti è costituito dalla siepe alta circa 2 metri presente a destra dell’accesso da cui proviene lo scooter.


Piano di situazione in scala

Per la messa in scala del piano si può fare riferimento al suo reticolato (10 x 10 m) o alla distanza A-B che è di metri 94.0.

Non ci sono testimoni.
Sappiamo tuttavia che lo scooter si è immesso nella rotatoria rallentando e senza fermarsi mentre l’automobilista si è fermato e pertanto si è immesso partendo da fermo.
Entrambi i protagonisti sostengono che al momento di immettersi in rotatoria, la corona giratoria era libera da veicoli a cui concedere la precedenza.
I danni ai veicoli sono minimi ma indicano chiaramente il contatto avvenuto fra lo scooter (parte posteriore, lato destro) e lo spigolo anteriore sinistro dell’auto. Pertanto e indicativamente, la reciproca posizione d’urto causa della caduta del ciclomotorista è quella indicata nell’immagine seguente.



Il caso è arrivato davanti al giudice penale dove per l’accusa l’automobilista è presunto responsabile di grave inosservanza della segnaletica e di mancata concessione della precedenza. Nessun elaborato peritale è agli atti.

L’avvocato che cura la difesa dell’automobilista vi ha chiesto la verifica dell’aspetto tecnico del caso con il chiarimento della dinamica del sinistro in modo da poter decidere di conseguenza la propria strategia processuale. È quindi possibile che l’elaborato di analisi e ricostruzione sia presentato al Giudice, ma questo non è certo: l’avvocato si riserva di decidere una volta che ne conoscerà i contenuti. Ho scelto quale ipotesi del TEST questo tipo di mandato essendo quello che io prediligo: è particolarmente corretto poiché pretende dal consulente solo un suo oggettivo giudizio, scientificamente corretto e documentato. Con simili premesse, l’elaborato sebbene di parte sarà facilmente sostenibile anche in Tribunale.

Per testare le nostre capacità di Analista e di Ricostruttore, come vedete, non sono necessari incidenti eclatanti o casi complessi. Anche il sinistro più banale può servire allo scopo: lasciamoci sorprendere per quanto già solo questo caso potrà insegnarci. Prendiamo coraggio ed elaboriamo la nostra soluzione personale.
È con questo spirito che vi invito ad affronta con entusiasmo questo primo TEST!
Buon lavoro.

Scarica il piano di situazione (JPEG)