Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

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Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Trilaterazione o triangolo?

Presumo che tutti conosciamo la norma UNI 11472 (Rilievo degli incidenti stradali – Modalità d’esecuzione). Immagino anche che fra chi mi legge ci sia tanto chi insegna ad applicarla quanto chi semplicemente ne fa uso quotidiano e di rilievi dovrebbe intendersene. Spero ci siano anche coloro che della citata norma se ne fanno vanto.
Un Collega, che ha notato che in più occasioni io mi sono permesso di esprimi in modo tutt’altro che gentile verso tale Norma, mi ha chiesto di essere esplicito. Lo accontento rispondendogli pubblicamente da queste pagine, cogliendo l’occasione per illustrare come, a parer mio e di pochi altri, le trilaterazioni nel rilievo siano una cosa mentre le triangolazioni siano ed implichino ben altro.


Ai nostri workshop mai solo teoria, anche pratica.

Quanto sto per illustrare dimostra come nella nostra professione il sapere dello specialista spazi dalle cose più umili e semplici - ma non per questo meno determinanti - fino a quelle più sofisticate: questo lo trovo affascinante e qualificante.
Tuttavia, alla fine di questo mio esposto potreste rendervi conto che i concetti e le particolarità di cui oggi vi parlo, nessuno ve li ha mai insegnati e non li troverete neppure nei numerosi trattati (dal Ferrari e dal Nisini fino ai giorni nostri al Burg/Moser) e, quello che è peggio, è che la recente norma UNI 11472 (edizione 2013) neppure li sfiora.

Se questo fosse vero e rispecchiasse il reale stato attuale del rilievo sul posto in caso d’incidente, dovrete convenire con me che la situazione è più che preoccupante, è grave: infatti, che lo vogliate o no, il rilievo della scena del sinistro rimane base fondamentale per l’analisi e la ricostruzione dello stesso.
Se questo fosse vero, significherebbe che quanto finora insegnatoci è perlomeno obsoleto e poco pratico.
Se questo fosse vero, sarebbe opportuno che chi oggi pretende d’insegnarci il mestiere divulgando pregi ed applicazione della norma citata, prima si ripassasse l’ABC della nostra professione.

Quando si è critici, è giusto chiarire su cosa e perché lo si è.
Sulle misure ortogonali non credo valga la pena dilungarsi molto. Sappiamo tutti della loro scarsa precisione: infatti ogni quota ortogonale dipendendo da un ipotetico angolo retto definito ad occhio e quindi approssimativo già per definizione.
Se in rettilineo per rapporto a linee e strisce dritte ad occhio l’angolo retto può essere ancora stimato in qualche modo, la cosa si complica fino a divenire quasi impossibile in curva dove margine strada, muri e strisce sono arrotondati: qui, per essere ortogonali, a mio parere si deve lavorare sulla “tangente nel punto” e non sulla corda. Mi si dirà che la proiezione implica l’ortogonalità, d'accordo ma con la circonferenza come la mettiamo? UNI 11742 (art. 6.3.2) non dice come di fatto e ad occhio, la tangente sia definibile in curva e come di conseguenza essere poi ortogonali in ogni punto alla stessa. In questo modo di procedere si sommano sempre due errori, ovvero l’approssimazione della stima della tangente si somma all'approssimazione dell’angolo retto alla stessa.

Non sono minori le peculiarità negative della trilaterazione, ovvero della triangolazione da due capisaldi che costituiscono una base, metodologia questa proposta dalla norma UNI 11472, art. 6.3.1.

Un semplice esempio: la base deve essere scelta in modo tale da evitare che il punto da rilevare sia allineato con la base stessa. Lo dice la Norma.
Io credo invece che la base vada scelta sempre e solo considerando l’intero insieme dei punti da rilevare e non certo in funzione di un unico ed innocuo punto allineato.
La particolarità di un punto allineato alla base, è un falso problema. Infatti, anche se ci fosse un tale punto, questo è facilissimo da rilevare essendo definito dalla semplice distanza da uno dei capisaldi all’interno della base mentre, all’esterno della stessa, è sempre definito da una sola distanza misurata sul prolungamento della linea di base.

Fintanto che gli oggetti “trilaterati” si trovano tra A e B, ovvero i capisaldi si trovano uno alla loro destra e l’altro alla loro sinistra, nessun problema particolare … salvo una piccola raccomandazione tesa ad ottenere il massimo di precisione nel riporto delle misure così quotate: infatti, la situazione ottimale di questo rilievo sarebbe quella in cui l’angolo al vertice (così lo definisce la UNI) sia di 90° e, di conseguenza, i due angoli alla base entrambi di 45°. Questa situazione, che comunque è solo teorica suggerisce, per evitare che gli angoli alla base si stringano eccessivamente, di tenere la base comunque discosta quanto possibile dagli oggetti da rilevare.


Fonte: Norma UNI 11472

Quello che la Norma non dice, è che con un’unica base spesso la situazione è difficile da gestire e che tali difficoltà poi mal si risolvono con il prolificare di ulteriori basi e capisaldi. La figura proposta dalla Norma che illustra la tecnica della trilaterazione e che qui riproduco, mostra indirettamente anche quanto di fatto sia limitato il settore coperto da una sola base.

Quando si è critici non è giusto chiarire solo su cosa e perché lo si è, essendo almeno altrettanto importante essere costruttivi e proporre soluzioni alternative. A voi, nella vostra formazione cosa è stato insegnato?
Possibile che non esista un altro metodo di rilievo, sempre da realizzare con la sola bindella ma che sia semplice, rapido e preciso tanto in dritto quanto in curva e che una norma recente quanto quella UNI 11472 non lo citi?
Una tale procedura esiste ed è tanto semplice quanto efficace: io la chiamo semplicemente la tecnica del triangolo, metodologia che vado ad illustrarvi brevemente.

Tre punti definiscono un triangolo: semplicissimo. Ed un triangolo altro non è che una triade congiunta di capisaldi A-B, B-C e C-A. Nulla di nuovo, forse, ma sicuramente di molto interessante se comprendiamo le prospettive che questa metodologia ci apre.
Per chiarire cosa intendo, penso che la semplice rappresentazione grafica sia la più chiara ed eloquente delle spiegazioni. Basta un solo punto in più per stravolgere positivamente metodologia, precisione e praticità nel rilievo.


Copyright © 2017 by ing. Mauro Balestra

Infatti, con un solo caposaldo in più, disponiamo immediatamente di una base triangolare unica e di tre settori ottimali di rilevamento in cui la triangolazione dei punti garantisce la massima precisione tanto nel rilievo quanto nella seguente riproduzione planimetrica di quanto misurato su strada.

Questa metodologia di rilievo conosce altre interessanti peculiarità. La prima è senza ombra di dubbio quella di adattarsi a qualsiasi tracciato stradale, quindi di offrire un modus operandi unico ed universale. Infatti, come sotto raffigurato, questa struttura di misura è particolarmente flessibile nella sua stessa forma: basta spostare di poco uno dei suoi vertici per farle coprire un’intera curva, quindi per renderla idonea tanto al rilievo degli elementi del sinistro quanto a quelli della sua scena, tracciato e segnaletica orizzontale compresi.


Copyright © 2017 by ing. Mauro Balestra

I vantaggi di operare con una struttura di misura “a triangolo” non si esauriscono qui. Per il rilievo di certi punti delicati o posizionati in modo non ottimale, è possibile la tripla triangolazione, ovvero da A-B-C contemporaneamente per un solo punto mentre, per gli altri, di regola è sufficiente la triangolazione tradizionale doppia, ovvero da A-B, oppure da A-C o ancora da C-A.

Un altro vantaggio non indifferente – e che si rende poi particolarmente utile e d’aiuto al momento del riporto planimetrico dei dati rilevati - è quello che con questa struttura si può facilmente trascrivere sul posto i dati usando un formulario prestampato semplicissimo, del tipo di quello qui proposto. In questo modo anche il compito sul posto del rilevatore, Agente di Polizia o Tecnico ricostruttore che sia, risulta facilitato di molto.



A questo punto, il compito di chi preposto al rilievo si limita ad aggiungere il classico e sommario schizzo di campagna con indicati approssimativamente i punti quotati.

Per il ricostruttore, arriva invece il momento di allestire la planimetria o, se questa fosse già a disposizione, di verificarne comunque l’esattezza.
I sistemi applicabili al riporto planimetrico dei punti quotati sono principalmente due. Il più laborioso ed anche meno preciso è quello della triangolazione grafica, che penso tutti conoscano: la si può eseguire tanto su carta con l’uso del compasso che digitalmente al computer.
L’altra, quella che io prediligo, è invece la procedura matematica, assai più precisa. Consiste nel trasformare i punti triangolati in punti cartesiani, ovvero definendoli in X e Y. Lo si può fare benissimo con Excel, trattandosi di calcolo trigonometrico, oppure con l’uso delle applicazioni informatiche capaci di elaborare le triangolazioni rilevate con la procedura del triangolo trasformandole in coordinate X-Y. Questi software riportano poi direttamente nella planimetria del caso tutti i punti elaborati, automaticamente. Evidentemente questo non solo è il metodo di lavoro più rapido ma anche il più preciso ed adeguato al nostro lavoro di analisi e di ricostruzione.


Esempio di trasformazione dei dati rilevati con base triangolare in coordinate X-Y.

Caro Collega, con questo breve esposto credo di averti spiegato i motivi per cui io non possa assolutamente condividere ed essere tenero verso la norma UNI 11472, norma che se ne avessi l’autorità avrei già cancellato e nascosto da tempo.
Il rilievo dell’incidente stradale sta alla base dell’attività delle Autorità di Polizia preposte e della nostra professione di analisi e di ricostruzione: infatti, non c’è ricostruzione che non consideri tale documento o che non debba correggerlo o produrlo. Per questo mi riesce difficile credere che l’unico ad indignarsi della pochezza concettuale di tale norma sia l’ing. Balestra e allora, caro Collega, mi permetta che sia io a rivolgere a lei un paio di domande. Dove sono andati a finire gli specialisti della nostra professione, se nessuno di chi si dice tale è in grado di valutare criticamente l'inadeguatezza di questa norma mirata a regolamentare la base del nostro lavoro, ovvero il rilevo dell’incidente? Con quali competenze è stato partorito il mostro UNI 11472 e come, alla luce di quanto sopra, non reagire contro l'applicazione di tale normativa?
Nel mio piccolo, oltre che a scrivere queste pagine per voi, non posso fare altro che continuare a proporre i miei workshop per coloro che “specialista” intendono diventarlo per davvero.
È risaputo che dai miei seminari la citata norma UNI è bandita da sempre: tuttavia ora, data l’importanza basilare del tema, nel prossimo corso (Bologna, 23-24 giugno) mi ritaglierò il tempo necessario per approfondire il rilievo su base triangolare e per trattare anche la relativa soluzione matematica fino al riporto in planimetria dei punti prima rilevati e poi elaborati. Un motivo in più per non mancare l’appuntamento di giugno 2017 dove spazieremo veramente dalla base del rilievo alle vette dell’analisi cinematica. Vi aspetto tutti per continuare insieme a voi il discorso qui solo abbozzato, ma anche per approfondire tanto altro ancora.

Formulario in PDF
Alcuni lettori che hanno apprezzato questo articolo, mi hanno chiesto se era possibile mettere loro a disposizione il formulario che io uso quando effettuo questo i rilievi su base triangolare. Ritenendo la richiesta interessante e comunque utile per tutti, nulla di più semplice: il formulario è ora scaricabile in PDF direttamente da questa pagina ogni volta che ne avete necessità.

Scarica il formulario per il rilievo, in PDF