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La registrazione tachigrafica - 1

Lezione no. 1 - Esposto con filmato.

Ho deciso e promesso questa serie di lezioni per scrivere una pagina di letteratura specialistica mirata a far chiarezza sulla lettura ed elaborazione microscopica della registrazione tachigrafica analogica. Trattasi di fatto della prima scatola nera veicolare che dagli anni ’70 equipaggia tutti i veicoli pesanti e, in certi paesi come la Svizzera, anche le ambulanze ed i taxi. Ritengo doveroso in questa trattazione, considerare anche l’evoluzione della registrazione tachigrafica nella prospettiva della ricostruzione degli incidenti stradali e, in particolare, nella trasposizione dei suoi dati in queste analisi ricostruttive.

Tabulati di registrazione analogica e digitale. Per entrambe le registrazioni, il tabulato dei dati è costituito sempre da due semplici colonne di valori: in una colonna leggiamo quelli di tempo, nell’altra quelli della relativa velocità.



Il primo tabulato, quello analogico, è il prodotto di una lettura-elaborazione microscopica dei dati di Velocità-Tempo impressi su speciali dischi cartacei (traccia tachigrafica), risultato diretto della rilevazione meccanica fatta dal tachigrafo analogico. Fin dalla sua nascita che risale agli anni ’70, tale elaborazione veniva eseguita tramite lo strumento ottico-meccanico della Kienzle a cui nel 1997 si è affiancata la tecnica brevettata dallo scrivente (CMRT – Computer Microscopical Reading of Tachograph), procedimento di lettura microscopica sicuramente più precisa ed al passo con i tempi sfruttando anche l’informatica: questo procedimento sarà oggetto di altre lezioni che seguiranno.

Il secondo tabulato, quello digitale, è il la trascrizione diretta della quantificazione digitale Velocità-Tempo. Così, mentre i dati della registrazione digitale sono scanditi in secondi o frazioni di essi, quelli analogici derivati dall’elaborazione microscopica del disco indicano i tempi ed i valori di velocità relativi ai punti elaborati. Tale differenza, ininfluente ai fini della ricostruzione dell’evento, è evidente nei due tabulati sopra riprodotti: a nessuno sfuggirà che il tabulato dei dati del tachigrafo digitale è identico a quello di ogni altra qualsiasi “black box” digitale e che quindi, quanto dirò sulla trasposizione di questi dati nella ricostruzione, di fatto vale anche per tutte le registrazioni digitali Velocità-Tempo, indipendentemente dallo strumento con cui sono state registrate, telemetria compresa.

Peculiarità. La registrazione analogica, rispetto a quella digitale, in caso di collisione presenta quasi sempre indicazioni evidenti sul momento d’urto. Sui veicoli più leggeri può anche registrare, ad esempio, il sussulto del veicolo che sale semplicemente su di un marciapiede.
In questo senso la registrazione tachigrafica digitale è meno foriera di indicazioni utili alla ricostruzione. Tuttavia l’analisi approfondita dei suoi dati, a volte, scopre anche in essa anomalie che possono essere relazionate con altri riscontri. Ai fini della ricostruzione cinematica, la registrazione digitale produce un numero esagerato di dati, in quanto indica la velocità per ogni secondo o frazione di esso: questo è utile solo nella fase di percezione del pericolo, in quella di reazione ed in quella di arresto. Tale intensità di dati non è altrettanto utile nella ricostruzione della fase di avvicinamento dove, con meno frequenza, si ottengono risultati praticamente uguali.

Nella pratica. Per la ricostruzione cinematica dell’evento, disporre di un tabulato in cui sono indicate le velocità temporali della fase di avvicinamento del veicolo è una vera manna. Pertanto, mi è difficile capire come in moltissimi incidenti con il coinvolgimento di veicoli equipaggiati di tachimetro, per anni queste registrazioni siano state quasi totalmente misconosciute. Oggi invece, e tutto d’un tratto, si sta facendo grande rumore per le stesse registrazioni, in digitale.
Evidentemente leggere ed elaborare una traccia tachigrafica analogica non era cosa evidente e rimane tuttora competenza specialistica. Le improvvisazioni, purtroppo, sono quasi sempre inattendibili e generatrici di considerazioni fuorvianti. Posso, con cognizione di causa, definire la letteratura di settore nel merito - e non solo quella italiana - carente, superficiale e assolutamente inadeguata ai fini della ricostruzione dei sinistri.

Nella ricostruzione cinematica. Il fatto che i tabulati di registrazione tachigrafica tecnicamente siano identici, ovvero si presentino come due semplici colonne di valori, una di tempo e l’altra di velocità, ai fini della ricostruzione cinematica ci permette di trattarli in modo identico, indipendentemente dalla loro origine analogica o digitale.
Dati velocità e tempo, ogni ricostruttore dovrebbe essere in grado di calcolare gli spazi percorsi fra punto e punto e le relative accelerazioni o decelerazioni. D'altronde, è quanto si è sempre fatto già nelle elaborazioni con il metodo Kienzle quanto in quelle con il metodo Balestra, come ben documenta la tavola seguente.



La trasposizione dei dati nella cinematica. Se nella registrazione analogica le elaborazioni dei dati secondo Kienzle e Balestra forniscono già anche i valori di spazio e di accelerazione (±), nelle registrazioni tachigrafiche digitali è invece necessario calcolare, per ogni valore di velocità e tempo, i rispettivi valori di spazio e di accelerazione: sicuramente ogni ricostruttore è in grado di farlo, tuttavia questa operazione richiede tempo ed impegno e pertanto spesso viene tralasciata (!?).
Una volta che tali dati sono a disposizione del ricostruttore, indipendentemente dalla loro origine digitale od analogica, andranno trasformati in ricostruzione cinematica del sinistro. Lo si può fare manualmente riportando in planimetria le conseguenti posizioni del veicolo, esattamente come lo facevamo prima dell’avvento dell’informatica al tavolo di disegno o come fa ancora oggi chi si ostina ad operare solo con AutoCAD. Anche questo modo di lavorare richiede tempo!

Oggi esiste un’alta possibilità di trasposizione dei dati in cinematica, velocissima, precisa ed ideale per ogni conseguente analisi e calcolo, compreso quello della collisione. Questa è incredibilmente semplice ed efficace: permettetemi di illustrarvela. Ci è stata presentata a Laufen (Germania) nel novembre 2016 dal Prof. Dr. Werner Gratzer e fa capo ad un modulo di AnalyzerPro, presente nelle versioni 17.0 e seguenti.
Si basa ed utilizza i dati di registrazione del tabulato originale, ovvero le 2 colonne di valori della velocità e del tempo come rappresentate sopra (prima immagine).

Partendo dall’apposito modulo, basta selezionare il file con i dati della registrazione tachigrafica ed importarlo con un semplice click. Immediatamente ed in automatico AnalyzerPro elabora tutti di dati che gli è possibile calcolare e li inserisce in un tabulato di cinematica completo, imposta a video (movie) veicolo e relativa traiettoria e, contemporaneamente, genera anche tre diagrammi completi (spazio-tempo, spazio-velocità e tempo-velocità).
L’operazione è tanto semplice e veloce che nulla meglio del filmato che segue, che la mostra in tempo reale, può spiegarla. Buona visione.

FILMATO


Il discorso sull’elaborazione della traccia tachigrafica analogica, continua con le prossime lezioni.