Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

Vai alla sezione Ricerca

La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

Vai alla sezione Formazione

La registrazione tachigrafica – 4

Lezione no. 4 - Elaborazione microscopica – quotatura e precisione

Nelle lezioni precedenti abbiamo visto come i dati della registrazione tachigrafica analogica, una volta trasformati in tabulati di dati velocità-tempo, nelle analisi di ricostruzione dei sinistri siano praticamente identici ai dati ottenuti con ogni altro sistema digitale di registrazione (lezione 1). In seguito, è stato chiarito che, per la lettura microscopica e la sua elaborazione, la definizione del centraggio della traccia tachigrafica è decisiva ed inderogabile poiché il suo centro non coincide quasi mai con il centro geometrico del disco cartaceo di registrazione (lezione 2). La lezione 3 si è concentrata sulle particolarità del disco cartaceo, supporto della registrazione tachigrafica. Tutte queste informazioni e cognizioni, pochissimo trattate dalla letteratura di settore e comunque sempre in modo assolutamente carente, stanno invece alla base della procedura di elaborazione microscopica computerizzata CMRT, tecnica da me elaborata, patentata e collaudata in oltre vent’anni di elaborazioni fra cui numerose quelle eseguite su mandato dell’Istituto di Polizia Scientifica dell’Università di Losanna.

Sebbene nel deposito di patente CMRT la scannerizzazione del disco fosse stata prevista come una delle tante possibilità, di fatto non ne feci mai uso poiché la qualità di questo tipo di digitalizzazione in pratica non è mai stata pari o superiore a quella ottenuta inizialmente solo con una buona reflex e appropriati obiettivi e, dal 2008 in poi, con la fotografia al microscopio.


Acquisizione dell’immagine - Reflex Olympus E-3 adattata direttamente al microscopio binoculare ZEISS

Il primo grado di precisione è ottenuto con l’acquisizione digitale, quando la nostra intera inquadratura va a concentrarsi ed abbraccia unicamente l’immagine del settore di elaborazione, ovvero inquadra solo il “quadratino” di circa 2 x 2,5 cm indicato nella seconda tavola della lezione 3.
Operare su una tale immagine (2 x 2,5 cm) è 5 volte più preciso che basarsi su quella dell'intero disco (diametro 12,3 cm). La precisione di CMRT inizia da qui, ovvero dall’inquadratura iniziale dello scatto di acquisizione dell’immagine digitalizzata da elaborare. Chi pretende invece di elaborare la traccia tachigrafica partendo dalla digitalizzazione dell’intero disco, parte già con il piede sbagliato.

Non è questo l’unico criterio che garantisce precisione all’elaborazione microscopica. La tecnica di quotatura è pure decisiva.
In modo particolare nell’elaborazione CMRT ho messo al bando la cosiddetta quotatura in serie: infatti, in questo tipo di quotatura, ogni errore anche minimo va inesorabilmente a sommarsi all’errore della quota seguente, generando così una reale somma di errori.


Due tipi di quotature: quella in serie e quella da linea base

Per questo, nella elaborazione CMRT la quotatura di ciascun punto, tanto nella quota angolare (Tempo, in verde nell’immagine) quanto in quella circonferenziale (Velocità, in blu nell’immagine), è sempre e solo riferita ad unico punto di riferimento: quella angolare è riferita ad una cosiddetta linea base, quella circonferenziale è riferita ad un unico centro, ovvero quello di centratura della traccia tachigrafica già ampiamente descritto nella lezione 2.


CMRT – Lettura microscopica con indicazione dei valori relativi ai 14 punti quotati (da A a P)

A questo punto, anche se molto abbiamo già detto, non possiamo ancora ritenerci soddisfatti.
Infatti, non abbiamo ancora analizzato le problematiche connesse a ciascun punto da elaborare ed in particolare a come definirli all’interno della traccia. La vista di un capello al microscopio diventa un palo: lo stesso vale per la traccia tachigrafica che più viene ingrandita e più si allarga. Ci si deve allora chiedere dove si posizioni il punto ottimale da quotare: in centro alla traccia? Sul suo lato esterno? Su quello destro o su quello sinistro dell’ingrandimento?
Fu ragionando su queste problematiche che sorse un'altra necessità: quella di trovare il formato di immagine che meglio permettesse tanto la quotatura di precisione quanto l’ingrandimento massimo, al fine appunto di poter marcare i punti da quotare con la massima precisione e non solo, che se ne potesse posizionare tutta una serie capace di definire, per la ricostruzione del sinistro, tutta la fase di avvicinamento al suo punto critico. Infatti, un unico punto e la sua velocità costituiscono un’informazione quanto mai sterile, spesso ingannevole e comunque insufficiente all’analisi ricostruttiva seria.

Fin dall’inizio, in CMRT queste problematiche sono state superate ricorrendo ad una particolare vettorializzazione dell’immagine, ovvero trasformando la fotografica a punti (JPEG, PNG, ecc.) in un formato DXF (Drawing Interchange Format) ossia in formato idoneo alla sua elaborazione in CAD. Ho detto “particolare” poiché per CMRT ho optato per una vettorializzazione dei contorni della traccia tachigrafica. Questa, oltre che permettere la quotatura di precisione (4 o più cifre dopo la virgola) ha il pregio di presentare la traccia raffigurandone i margini esterni. Negli ingrandimenti virtuali, questi si distanziano fra loro ma non aumentano di spessore: al momento di posizionare ogni punto, facendo uso del cursore a croce, in questo modo è oltremodo facile posizionarlo al centro della traccia tenendo le estremità della croce del cursore giusto a contatto con i margini della traccia stessa.
La scelta di posizionare al centro della traccia i punti da elaborare è indispensabile nell’elaborazione dei picchi di tracciamento dove la traccia salente si fonde parzialmente con quella discendente e nella parte superiore degli stessi dove spesso va distinta la velocità costante da quella leggermente decrescente della fase di reazione.


CMRT: scelta e indicazione dei 14 punti per la quotazione microscopica di precisione

Abbiamo così analizzato tutto il procedimento di acquisizione dell’immagine, della sua vettorializzazione e della sua lettura microscopica, abbiamo fatto il percorso che della traccia tachigrafica (diagramma Velocità-Tempo) ci ha condotto alla conoscenza dei valori numerici della stessa espressi ancora, in questa fase dell'elaborazione, in Gradi per il tempo e in Lunghezza-raggio per le circonferenze della velocità.
Non abbiamo invece ancora parlato dell’elaborazione di questi dati, del calcolo dei correttivi e dei valori cinematici che ne derivano: velocità in ognuno dei punti considerati nonché tempo di percorrenza fra punto e punto in primis e, da questi, lo spazio percorso fra punto e punto nonché l'accelerazione o la decelerazione relativa ai settori considerati.
Demandiamo tutto questo alla la prossima lezione. Intanto provate onestamente a valutare quanto di questa materia specifica fosse stato veramente già a vostra conoscenza prima di leggere questa serie di lezioni.
Provate a ripercorrere nella memoria della vostra esperienza professionale le volte in cui siete incappati nella lettura e nell’elaborazione di un disco analogico. Valutate ora con quali criteri e con quale competenza quel disco fu allora elaborato e come di conseguenza fu presentato al Giudice. Eravate voi il Consulente autore di quell'elaborazione? No? Cosa avete obiettato allora? Nulla … vi siete allineati così anche voi al sapere dell’incompetenza?
Solo pondoci queste domande cresceremo, solo individuando e riconoscendo i nostri limiti sapremo colmare le nostre lacune e solo così facendo saremo degni di operare in ambito forense al servizio della Giustizia.