L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Scrivere o tradurre?

Sicuramente tradurre quando a fartene richiesta è una personalità quale quella del Prof. Dr. Werner Gratzer di Salisburgo, eccellenza della letteratura scientifica germanofona di settore, fisico ricercatore, analista ricostruttore e sviluppatore di software d’indiscussa esperienza e validità. Tradurre un software scientifico non è tradurre un libro: richiede anzitutto la conoscenza del prodotto e della materia, il linguaggio di settore nelle due lingue e non ti permette di fare capo ai traduttori digitali moderni. Questo tipo di traduzione ha però il fascino che poi il tuo aiuto sarà ancora utile al processo seguente di aggiornamento di quel soft e che intanto, ogni giorno, chi usa quel programma in italiano lo fa grazie al tuo impegno: oltre 18'000 righe di codice non si traducono in pochi giorni.

Non tradurrei invece mai il libro di altri, poiché ogni testo in lingua originale ha sempre un’altra valenza che tradotto. Oggi leggere e comprendere un testo scritto in altra lingua, specie in ambito scientifico, è relativamente facile grazie alle proprie conoscenze linguistiche o ricorrendo ai soft di traduzione di ultima generazione basati sull’intelligenza artificiale.
Inoltre, questo lavoro di semplice traduttore non ti arricchisce particolarmente nel sapere dovendoti attenere scrupolosamente solo allo spirito ed alla formulazione dell’Autore e, senza poterne sviluppare un ragionamento tuo, il tuo lavoro rimane privo di qualsiasi creatività: opera sterile che lascio volentieri a chi traduttore lo è di professione e che come tale rispetto.

Scrivere qualcosa di nuovo e di tuo è invece opera creativa non indifferente, la cui complessità si comprende solo durante la sua realizzazione. Di cosa parlare per me era chiaro, assai meno come esprimerlo, quali elementi evidenziare e come strutturarli fra loro.

Quando ho capito che dovevo scrivere?
Semplicemente quando ho capito di averne raggiunto la necessaria maturità grazie a tanta esperienza professionale di vita forense, di studio anche come allievo e di ricerca scientifica mia.
È in questo modo che ora, avendo veramente tanta “farina del mio sacco” da condividere ho potuto creare un’opera differente dalle altre, un’opera che parla a tutti della nostra spesso sottovalutata attività di ausiliario di Giustizia di infortunistica stradale. Sì, di una professione sottovalutata in primis da chi la svolge solo per lucro e con poco sapere, di un’attività specialistica sottovalutata dall’Utenza che non conoscendone le potenzialità non sa esigerne il massimo dai suoi esperti e preferisce così speculare rivolgendosi facilmente al più economico e spesso più sprovveduto pseudo esperto che si propone sulla piazza.

Perché ho voluto scrivere un vero libro e non un ennesimo manuale tecnico?
- per rivolgermi a tutti coloro che operano in ambito forense (Magistratura, Polizia, Avvocatura e Compagnie d’Assicurazione) o nella prevenzione;
- per condividere con Essi e con i Colleghi le gioie e i dolori di chi crede profondamente che la Giustizia meriti solo Ausiliari scientifici di spiccata competenza e probità;
- per smascherare tanto millantato pseudo sapere;
- per denunciare qualche ingiustizia della Giustizia ed una data inefficienza di certi operatori;
- per fare il punto alla situazione attuale della nostra attività professionale forense nell’ottica storica di una panoramica che solo chi l’ha personalmente vissuta può raccontare;
- per ragionare sulla strutturazione della relazione di consulenza nell’ottica delle necessità di chi è chiamato a giudicare;
- per condividere il mio apporto scientifico all’arte dell’analisi della ricostruzione cinematica dei sinistri segnatamente ai miei studi sulla “Relatività visuale” (percezione cinematica dei conducenti) ed a quelli sull’IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico);
- per far capire “che ogni incidente si produce nell’ultimo istante in cui poteva ancora essere evitato” e che è questa l’analisi utile al Giudizio, assai più di quella della sola velocità;
- per l’importanza di scindere tanto giuridicamente quanto analiticamente la fase di percezione del pericolo da quella conseguente dalla reazione;
- per chiarire una volta per tutte concetti fondamentali quali quelli della “conservazione dello stato di moto durante percezione e reazione”, concetto verosimilmente inedito in Italia e in Ticino;
- per sfatare qualche favola metropolitana in merito a certe procedure di calcolo e a certi modi di rilevare la scena del sinistro;
- per illustrare la fotogrammetria applicata nel nostro operato.

Ho scritto questo volume semplicemente per coronare un’intera vita dedicata in scienza e coscienza alla professione, allo studio e alla ricerca e per condividere così il mio vissuto ed il mio pensiero con chi mi stima.

Scheda del volume