L' incidente stradale ogni anno coinvolge, direttamente o indirettamente, migliaia di persone. Pensiamo a chi ha perso la vita o la propria indipendenza rimanendo più o meno menomato ed ai suoi famigliari che ne condividono dolore e disagio. Pensiamo a chi è chiamato dalla Giustizia a rendere conto delle proprie responsabilità. Tutti sono confrontati con procedimenti penali, civili e assicurativi mai semplici ma dove la domanda è sempre la stessa: com'è veramente successo?
Della ricerca di questa verità ho fatto l'obiettivo della mia attività professionale.

L' incidente: perizie e consulenza

Per difendere i vostri diritti, per ottenere il dovuto risarcimento o un giusto proscioglimento e per garantire al vostro rappresentante legale la consulenza di un esperto veramente autorevole e indipendente, sono a vostra disposizione oltre 40 anni di esperienza: la qualità peritale migliore a garanzia della vostra tutela e del vostro successo.

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Gli esperti: formazione e ricerca

I nostri workshop di specializzazione garantiscono la formazione e l’ aggiornamento necessario ai massimi livelli dell’indagine peritale di analisi e di ricostruzione cinematica degli incidenti. La ricerca scientifica che conduciamo fin dal 1972, stando alla base di questi seminari distinguerà per sempre anche il vostro sapere di specialista.

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Reazione o frenata?

Da non credere!
Andare in Tribunale oggi e sentire esimi colleghi Ingegneri che nel 2020 non conoscono ancora i concetti base dell’infortunistica stradale forense ha veramente dell’incredibile. Mi riferisco esplicitamente alla normale sequenza delle fasi cinematiche:
- evidenziazione del pericolo;
- intervallo psico tecnico di reazione (IPTR);
- frenata d’emergenza.

Constatando che Consulenti tecnici del Tribunale, Ingegneri, non conoscono i concetti dell'attentività, della percezione, della reazione (psico e motoria) nonché quelli della frenata (volvente e radente) mi chiedo come questi possano ricostruire la cinematica di un sinistro e, ancor peggio, dirsi specialisti del settore mettendosi a disposizione della Giustizia per chiarire queste problematiche.


Frenata: misurazione dell’attrito in funzione dello slittamento in %

Vedere Colleghi includere la frenata volvente nella fase di reazione è semplicemente scandaloso.

Chiarisco quindi, e spero che questa sia l’ultima volta che io debba farlo, come la fase di frenata si suddivida in due sottofasi: quella che già la letteratura tecnica italiana degli anni ’60 (Paolino Ferrari e Gino Nisini) indicava come frenata volvente (senza tracce) e radente (con tracce). Quindi veramente nulla di nuovo.

Cosa è cambiato nella frenata da allora ad oggi?
Fisicamente nulla. Tuttavia, con l’avvento dell’elettronica e di conseguenza dell’ABS e più tardi anche di altri sistemi aggiuntivi di modulazione della forza frenante e di quella di spinta mirati a mantenere il contatto al suolo entro i limiti ottimali dell’aderenza, di nuovo abbiamo solo che il tracciamento al suolo – che richiede uno slittamento dello pneumatico di almeno il 35-45% - anche nella frenata d’emergenza non è più così evidente.

Ciò detto, ogni e qualsiasi frenata è caratterizzata da due fasi distinte.
La prima è quella in cui la decelerazione viene incrementata da Zero fino al raggiungimento del suo massimo e che pertanto definisco come frenata incrementale. Nelle frenate d’emergenza questa fase, per le autovetture, dura attorno ai 0,2 secondi.
La seconda fase è quella in cui la decelerazione viene mantenuta nei suoi valori massimi fino al raggiungimento dell’arresto completo del veicolo e che pertanto definisco come frenata totale.


La frenata d’emergenza: fase incrementale e fase totale

È solo la fantasia dell’incompetente che può asportare dal processo di frenatura il suo inizio, ovvero la fase incrementale di frenata per inserirla impropriamente nella fase di reazione, meglio detta intervallo psico tecnico di reazione.
Così facendo, di fatto si sposta arbitrariamente nella causa generatrice (reazione - IPTR) parte dell’effetto (frenata).


Le fasi cinematiche nella letteratura specialistica: 1. Percezione / 2. IPTR / 3. Frenata

La documentazione prodotta (1968 e 1981) non ha solo valore storico professionale, ma è stata volutamente scelta per dimostrare come questi siano concetti assolutamente noti da tempo e quindi assunti a verità dogmatica dell’infortunistica stradale forense. Lo dimostra il fatto che persino l'Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico (Università Cattolica di Milano, 2011) ha assunto quest’ultimo modello di Burg per impostare la propria e più recente ricerca effettuata sull’Intervallo Psico Tecnico di Reazione.