La perizia ergonometrica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Valutare la lesività di un incidente stradale è competenza della tecnica di ricostruzione oppure della medicina?

Trattandosi di una valutazione squisitamente medica, evidentemente la valutazione della lesività rimane competenza medica unica e neppure della sola medicina legale implicando a volte esami e conoscenze di neurologia di altissimo livello specialistico.
A mio parere, il tecnico ricostruttore che si esprime sulla lesività di un dato impatto, supera le soglie dell’esercizio della propria professione (Italia: C.P. art. 348). Ben diverso è invece indicare allo specialista medico alcuni parametri tecnico scientifici utili a tale definizione e mettersi a disposizione della medicina legale per chiarire gli aspetti tecnici del sinistro. Questo è nostro compito specifico e non può essere tollerato che altri se ne approprino, medici legali in primis: a ciascuno il suo, a noi i calcoli e le analisi tecnico scientifiche che, nello specifico, iniziano sempre da un calcolo dettagliato della collisione.


Tabulato di calcolo: collisione e relativa cinematica

Il caso tipico – ed anche il più semplice - in cui viene richiesto il nostro intervento mirato a fornire i valori di sollecitazione dell’occupante nella collisione è quello del tamponamento che spesso potrebbe causare distorsioni cervicali: se ne parla fin dagli anni ’90.

Relatività visuale

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Santa ignoranza!
Mi sbotta dal mio profondo, ormai solo ironico e non più neppure impaziente, nel vedere ad oltre 10 anni dalla pubblicazione del mio studio sulla “Relatività visuale – Percezione cinematica dei conducenti” quanto certi specialisti mostrino di essere più ignoranti di quanto non sia possibile immaginare.



Uno studio di ricerca noto, oggetto di diversi seminari, di anni d’insegnamento all’Università Cattolica di Milano (Psicologia del traffico) e di molteplici pubblicazioni fra cui un intero articolo di QUATTRORUOTE, un tema che sorprende ed entusiasma ogni platea ma che poi al momento di farne tesoro viene sostituito e superato dall’ignoranza più ostinata del non sapere degli pseudo specialisti di prevenzione e di infortunistica stradale.

Professione perito

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

La tecnica al servizio della Giustizia

Anche “professione perito” poteva essere un valido sottotitolo del mio libro: perito riferito all’arte dell’analisi e della ricostruzione cinematica dei sinistri stradali in ambito forense, essendo questo il settore peritale che meglio conosco.
Secondo il Treccani, il “perito” è L'esperto incaricato di un'indagine tecnica (perizia) sia per conto di privati (perito o consulente tecnico di parte) sia per conto del giudice (perito o consulente tecnico d'ufficio) ed il suo aggettivo sarebbe la "perizia" ovvero la Qualità di chi, per naturale disposizione, abilità e lunga pratica, conosce ed esercita un’arte, una professione o una determinata attività con padronanza assoluta dei mezzi tecnici a essa relativi.

Se ho usato il presente per il perito mentre il condizionale per l’aggettivo perizia c’è un buon motivo. Infatti, di “periti” in quanto incaricati di un’attività peritale se ne trovano a centinaia, si direbbe quasi che spuntano come i funghi. Il problema non è questo quanto piuttosto capire chi fra questi, di fatto possa vantare reale “perizia”. A vantare “perizia” senza averla, nel nostro settore è un tutt’uno. Lo si vede da quanto scrivono o fanno molti di questi saccentelli che sono stati iscritti negli Albi di Tribunale, non credo certo per il loro limitato sapere specialistico.

L’ing. Mauro Balestra

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Non è lecito illudere il committente sulle proprie capacità professionali o tollerare che egli abbia al riguardo un’opinione errata. Pertanto il membro CEEGIS dichiara in modo esatto il proprio titolo professionale in forma completa (titolo e specializzazione effettiva) e informa adeguatamente il proprio committente e/o l’autorità giudiziaria sulla propria formazione specialistica.
Norme deontologiche CEEGIS, art. 5.1




Informazioni generali per l’estero
In Svizzera, il dottorato in scienze tecniche si acquisisce unicamente attraverso la ricerca, condotta di regola presso uno dei due Politecnici federali, solitamente con uno studio di 4-6 anni, oltre la formazione quinquennale di ingegnere di 1. livello. 
In Svizzera il titolo di Ingegnere non implica quindi il dottorato: quando al titolo di ingegnere è aggiunto anche quello di dottore, significa che l’interessato ha svolto con successo uno specifico dottorato di ricerca.
Il REG (Fondazione dei Registri svizzeri dei professionisti nei rami dell’ingegneria, dell’architettura e dell’ambiente) ha per scopo la tenuta di un registro dei professionisti nei settori dell’ingegneria, dell’architettura, dell’industria e dell’ambiente. A questo scopo il REG gestisce un elenco delle persone che esercitano una delle professioni riconosciute e che adempiono i requisiti.

FORMAZIONE INGEGNERISTICA

Ingegnere ETS

1971 - Scuola d'ingegneria di Biel/Bienne (Svizzera - BE)

Diploma in Tecnica dell’automobile con lavoro di diploma in Dinamica degli incidenti: progetto e realizzazione del prototipo di un dispositivo di misura elettronico per il rilevamento dello slittamento dei pneumatici durante il processo di frenatura
Tutor: Prof. Ing. ETHZ Walter Komminoth.
Note finali (il voto massimo ottenibile era il 6,00)
Esame di diploma 5,35 - Lavoro di diploma 5,30 - Dinamica degli incidenti 6,00

Ingegnere REG A
1986
 - Esame integrativo di passaggio al grado di formazione di 1. livello, corrispondente alla formazione EPF/ETH (Politecnico Federale - Svizzera).
Titolo registrato nell’elenco della Fondazione dei Registri svizzeri dei professionisti nei rami dell’ingegneria, dell’architettura e dell’ambiente (REG), sezione ingegneria A

Qualità nella fotografia peritale

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

La fotografia, specie nel settore dell’infortunistica forense, è elemento fondamentale sia in quanto prova quella eseguita nelle immediatezze dell’evento ancora sul luogo, sia in quanto documentazione dell’opera peritale stessa, per esempio quella delle autopsie, degli esami sui veicoli sotto sequestro, ecc. Considero inoltre la fotografia che sta alla base dell’elaborazione della traccia tachigrafica (CMRT) e quella utile all’elaborazione fotogrammetrica in 2D e 3D, tecnica quest’ultima che nella nostra attività avrà un grande futuro.


Quando la foto può essere analizzata così su di un video da 27” o 30”, anche il lavoro dello specialista ne risente positivamente.

Purtroppo, l’ignoranza generale in materia di fotografia e del suo utilizzo peritale è tanto grande da arrivare fino a pregiudicare l’equità della Giustizia stessa: mi riferisco a quel Giudice (Lugano, Svizzera) che di fatto mi ha ostacolato nel mio compito di Consulente tecnico della Difesa, rifiutando che mi venisse messa a disposizione copia digitale delle foto originali di PG, foto che in copia digitale originale erano invece state automaticamente consegnate al perito del Procuratore pubblico.

Trilaterazione o triangolo?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Presumo che tutti conosciamo la norma UNI 11472 (Rilievo degli incidenti stradali – Modalità d’esecuzione). Immagino anche che fra chi mi legge ci sia tanto chi insegna ad applicarla quanto chi semplicemente ne fa uso quotidiano e di rilievi dovrebbe intendersene. Spero ci siano anche coloro che della citata norma se ne fanno vanto.
Un Collega, che ha notato che in più occasioni io mi sono permesso di esprimi in modo tutt’altro che gentile verso tale Norma, mi ha chiesto di essere esplicito. Lo accontento rispondendogli pubblicamente da queste pagine, cogliendo l’occasione per illustrare come, a parer mio e di pochi altri, le trilaterazioni nel rilievo siano una cosa mentre le triangolazioni siano ed implichino ben altro.


Ai nostri workshop mai solo teoria, anche pratica.

Quanto sto per illustrare dimostra come nella nostra professione il sapere dello specialista spazi dalle cose più umili e semplici - ma non per questo meno determinanti - fino a quelle più sofisticate: questo lo trovo affascinante e qualificante.
Tuttavia, alla fine di questo mio esposto potreste rendervi conto che i concetti e le particolarità di cui oggi vi parlo, nessuno ve li ha mai insegnati e non li troverete neppure nei numerosi trattati (dal Ferrari e dal Nisini fino ai giorni nostri al Burg/Moser) e, quello che è peggio, è che la recente norma UNI 11472 (edizione 2013) neppure li sfiora.