Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Professione perito

La tecnica al servizio della Giustizia

Anche “professione perito” poteva essere un valido sottotitolo del mio libro: perito riferito all’arte dell’analisi e della ricostruzione cinematica dei sinistri stradali in ambito forense, essendo questo il settore peritale che meglio conosco.
Secondo il Treccani, il “perito” è L'esperto incaricato di un'indagine tecnica (perizia) sia per conto di privati (perito o consulente tecnico di parte) sia per conto del giudice (perito o consulente tecnico d'ufficio) ed il suo aggettivo sarebbe la "perizia" ovvero la Qualità di chi, per naturale disposizione, abilità e lunga pratica, conosce ed esercita un’arte, una professione o una determinata attività con padronanza assoluta dei mezzi tecnici a essa relativi.

Se ho usato il presente per il perito mentre il condizionale per l’aggettivo perizia c’è un buon motivo. Infatti, di “periti” in quanto incaricati di un’attività peritale se ne trovano a centinaia, si direbbe quasi che spuntano come i funghi. Il problema non è questo quanto piuttosto capire chi fra questi, di fatto possa vantare reale “perizia”. A vantare “perizia” senza averla, nel nostro settore è un tutt’uno. Lo si vede da quanto scrivono o fanno molti di questi saccentelli che sono stati iscritti negli Albi di Tribunale, non credo certo per il loro limitato sapere specialistico.

Data la situazione, piuttosto generale a Sud delle Alpi e comunque preoccupante, mi è sorto tuttavia un grande dubbio: forse questi “periti senza perizia”, in cuor loro e in buona fede sono veramente convinti di sapere quello che non sanno, convinti di conoscere l’arte dell’analisi e della ricostruzione dei sinistri stradali, convinti di essere in grado di esercitarla con assoluta padronanza della materia mettendosi serenamente al servizio della Giustizia e della Committenza privata, alcuni addirittura sembrano convinti di saperne quanto basta per poterla insegnare.

Siccome non voglio credere che questi “periti senza perizia” siano in mala fede e che nel sinistro stradale vedano solo una fonte di lucro, penso che la vera causa, o perlomeno una delle cause possibili dell’attuale situazione vada ricercata nel fatto che pochi oggi sanno veramente cosa sia l’infortunistica stradale forense e di quanto e di quale sapere teorico e pratico questa necessiti.
Da più parti sollecitato a scrivere un libro, al momento di accingermi a farlo la situazione sopra descritta mi ha portato a decidere che questo non sarebbe stato l’ennesimo manuale tecnico, pieno di formule e di tabelle illeggibile per i più, quelli del “copia e incolla” ed invece ripetitivo per il molto già letto e riletto in altre lingue da chi la materia già la padroneggia.

Quello che non era mai stato scritto è che l’operato peritale più che numeri è ragionamento scientifico: ragionamento scientifico tecnico capace di chiarire i fatti affinché chi preposto al Giudizio possa far suo tale ragionamento per trasformarlo in ragionamento giuridico ovvero di Giustizia.
È nella lunga pratica di ausiliario di giustizia attivo, ovvero di chi segue anche il dibattito in tribunale per coglierne lo spirito ed assistere il proprio Committente, che ci si forma la mente aprendola alle necessità del giudizio e capendo come strutturare il proprio ragionamento scientifico per renderlo più comprensibile e quindi utile alla soluzione del caso. Solo in questo modo e con anni di tale esperienza ci si forma una filosofia di pensiero e di azione mirata all’indagine forense che si irradia ed illumina la nostra intera attività professionale condizionando positivamente tanto gli aspetti peritali quanto quelli della ricerca scientifica.

Con il libro La tecnica al servizio della Giustizia ho ponderatamente rivolto la mente al mondo forense dell’analisi e della ricostruzione dei sinistri stradali, discettando in forma antologica sui tre aspetti fondamentali della professione, quelli giuridici, quelli peritali e quelli scientifici, attingendo alla mia quasi cinquantennale ed ininterrotta esperienza forense internazionale.
Dalle analisi che queste tre componenti inscindibili fra loro mi hanno permesso di svolgere non devono solo scaturire ed essere confermate le carenze di un dilagante pseudo sapere quanto piuttosto il quadro di un’attività scientifica di alto livello al servizio della Giustizia, attività che richiede molta più “perizia” di quanto si possa immaginare e che pertanto dovrebbe essere affidata solo a chi in questa direzione investe tempo, denaro e specialmente personale impegno.
Con questo spirito, scrivendo mi sono rivolto anzitutto agli Organi della Magistratura inquirente e giudicante e a quelli di Polizia, all’Avvocatura penale e civile e, non da ultimo a coloro che di questa materia hanno fatto la loro professione o intenderebbero farla.

Se per conservatore si intende chi sostiene i valori tradizionali fondamentali etici dell’attività forense al servizio della Giustizia, questo è un libro conservatore.
Se per progressista si intende chi sostiene la necessità di accelerare il progresso del sapere scientifico, questo è un libro progressista.
Se per positivista s’intende chi tiene conto degli aspetti reali e concreti delle cose nella loro pratica realtà, questo libro è positivista.
Se per schietto si intende chi sa dire pane al pane e vino al vino, questo è un libro schietto.

La tecnica al servizio della Giustizia
Mauro Balestra

Presentazioni: Prof.ssa Ph. D. Maria Rita Ciceri e Prof. Dr. Mag. Werner Gratzer
Parte prima: 18 capitoli sugli aspetti giuridici
Parte seconda: 24 capitoli sugli aspetti peritali
Parte terza: 19 capitoli sugli aspetti scientifici

Antonio Dellisanti Editore s.r.l. - ISBN 9788898791477
244 pagine su carta palatina, rilegatura cucita a mano con copertina rigida plastificata, illustrazioni e grafici a colori.

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