Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Le buche

Le buche nel manto stradale costituiscono turbativa e/o pericolo per la circolazione?

Spesso, alla presenza di una buca si attribuisce la rovinosa caduta a terra di un veicolo a due ruote (bici, scooter, moto), senza tuttavia essere in grado di documentarne e di quantificarne la sua realtà.

Come rilevarle e come documentarne peritalmente le caratteristiche specifiche?
Non si cerchino lumi nella norma UNI 11472 (Rilievo degli incidenti stradali – modalità d’esecuzione) perché anche a questo proposito la stessa si rileverà assolutamente inutile e ignorante, ovvero priva di ogni cognizione nel merito. Anche il resto della nostra letteratura non sembra aver speso molte attenzioni al problema: con simili premesse non resta altro che inventarci.
È quanto ho dovuto fare riprendendo in mano un vecchio caso del 2013, dove nel frattempo quella tratta stradale era stata interamente riasfaltata: non ho visto quindi altra possibilità se non quella di considerare le poche foto utili a disposizione.


Metashape: elaborazione da sole 3 immagini (immagine ortofotografica)

Sebbene disponessi di solo 3 foto utili, ho ugualmente tentato di effettuare una quasi temeraria elaborazione fotogrammetrica, riuscitami perfettamente dopo alcuni tentativi.
Elaborazione questa capace di restituire una fedele modellazione tridimensionale di strada e di buca e quindi qualsiasi conseguente vista prospettica della stessa, come documentano i due esempi seguenti.



A questo punto, è stato possibile trovare pure la sezione longitudinale e trasversale della buca e, date le differenti fasi di elaborazione, scegliere la rappresentazione fotogrammetrica della sua struttura a maglia che ne rappresenta in dettaglio ogni pendenza ed asperità.



Affrontando questo problema e trovandone la sua soluzione, ritengo ora costruttivo aggiungervi quanto da questa esperienza possiamo trarne come insegnamento, non solo ad uso degli operatori di settore ma anche di chiunque altro che, confrontato con il problema delle buche, voglia rivolgersi allo specialista mettendogli a disposizione direttamente quanto fotografato con il proprio smartphone in loco, nelle immediatezze dei fatti. Trattandosi di operazione estremamente semplice quanto utile e risolutiva, è bene divulgare che quanto segue è alla portata di tutti.
Agli operatori ricordo, e quello seguente è sicuramente il caso più estremo, che a volte bastano anche solo 2 foto per elaborare una discreta fotogrammetria di dettaglio.


Metashape: elaborazione con 2 sole foto iPhone 4 del 2013


Metashape: prospettiva del rilievo - rappresentazione in texture, superficie e struttura a maglia.

Come documentare fotograficamente una buca con il semplice smartphone anche senza essere specialisti?
Anzitutto con un’immagine d’insieme che raffiguri la buca nel contesto dell’intera carreggiata e relative adiacenze. Queste foto preliminari verosimilmente non saranno elaborate ma serviranno sicuramente almeno ad ubicare e ad orientare la buca in essere.
Per tutte le foto seguenti si raccomanda di tenere inclinato l’apparecchio fotografico o lo smartphone, di 45° circa rispetto al piano stradale e di scattare ad almeno 1,5 metri di distanza dall’oggetto fotografato: importante è inquadrare in ogni foto la buca intera, nella sua totalità perimetrale.
Qualora si operasse con un apparecchio dotato di zoom, è determinante non mai variare l’apertura angolare scelta inizialmente, per tutta la durata dell’intera sequenza ovvero per tutte le foto.


Modus operandi

Se oggi grazie al progresso della tecnica e alla diffusione degli smartphone seguendo le poche regole sopra indicate, chiunque è in grado di rilevare fotograficamente e documentare così una buca stradale che potrebbe essere all’origine di un sinistro, ogni specialista di settore (Polizia e Tecnici ricostruttori) deve essere in grado di elaborare le foto così ricevute e farne conseguente uso peritale.