Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

La nostra Ricerca

Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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La nostra Formazione

Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Tachimetria e cinematica

La velocità è la grandezza basilare per ogni analisi cinematica utile al chiarimento di qualsiasi incidente stradale.
Questo non vuole affatto dire, come molti dimostrano di credere, che definita la velocità sia chiarito l’evento. Per chiarire un incidente ci vuole ben altro, essendo infatti indispensabile conoscere sì la velocità di ogni protagonista, ma in ogni e qualsiasi istante (analisi temporale) e punto planimetrico (analisi spaziale), congiuntamente.
Congiuntamente nel modo più assoluto del termine ovvero, quando (istante reciproco), chi (ogni coinvolto), dove (luogo esatto), cosa (azione, accelerazione longitudinale e laterale, velocità costante, ecc.) riferito congiuntamente sempre a tutti i protagonisti considerati. Questo implica che l’analisi dell’incidente è a buon punto solo quando l’analista è in grado di indicare, per ogni istante dell’intera evoluzione ricostruita la velocità, la posizione e l’azione di ogni protagonista considerato. A questo momento l’analisi continuerà con ulteriori esami quali quelli percettivi e reattivi, quelli legati ai campi visivi e al fenomeno della relatività visuale dei conducenti e, da ultimo, quelli di evitabilità (temporale, spaziale e tachimetrica).

Nel lavoro di ricostruzione dell’incidente stradale, la velocità iniziale è definita tramite calcolo, di regola facendo capo a quanto desumibile dal rilievo di Polizia (scena del sinistro) e dai danni riportatati dai veicoli (deformazioni, direzioni di impatto, ecc.).
Sempre più spesso, per uno o più veicoli coinvolti, possiamo contare anche sui dati di registrazione tachimetrica.


Sistemi di registrazione tachimetrica, grafica e digitale

Infatti, fin dagli anni ’70, abbiamo la fortuna di disporre anche di una registrazione tachigrafica, dal greco tachýs = veloce nonché graphikòs = grafico, inizialmente grazie ai tachigrafi analogici tramite una registrazione della velocità su disco cartaceo in forma di grafico. In seguito, grazie all’avvento dell’elettronica e fino ai nostri giorni, questa registrazione tachimetrica avviene tramite i tachigrafi digitali, le Blak-box, le centraline di comando dei veicoli (CDR) o altri dispositivi di telemetria temporale (distanza/tempo).
Ai fini dell’analisi cinematica è irrilevante l’apparecchio con cui la registrazione della velocità è stata ottenuta: i dati tempo/velocità di ogni sistema di registrazione sono infatti sempre presentati o riconducibili ad un semplice tabulato di valori numerici.

Pertanto, laddove è disponibile una registrazione tachimetrica riferibile all’incidente in esame, lo Specialista non può farne astrazione e deve pretendere che tale tabulato gli venga messo a disposizione per la sua elaborazione. Per i tachigrafi analogici rimando semplicemente al volume “La tecnica al servizio della Giustizia, Dellisanti Editore” avendovi dedicato un intero capitolo (da pag. 209 a pag. 233) ed essendo questa la pubblicazione oggi più autorevole disponibile sul tema.

Differente è il discorso per i tachigrafi digitali dove vanno distinte almeno due categorie differenti: quelli di tipo “M” sono caratterizzati da una registrazione a 1,0 Hz di frequenza, ovvero dalla registrazione di una stringa di dati tempo/velocità ogni secondo.


AnalyzerPro 20: lettura file tipo “M”, elaborazione in cinematica e in diagrammi diversi.

Per contro, i tachigrafi digitali di tipo “S” sono caratterizzati da una registrazione a 4,0 Hz di frequenza, ovvero da una registrazione di 4 stringhe di dati tempo/velocità ogni secondo.
Questi tachigrafi di ultima generazione della VDO (tipo “S”) registrano la velocità critica in 4 Hz, ovvero ogni 0,25 secondi, mentre per altri dati usano la frequenza di 1,0 Hz. Di conseguenza anche il sistema di memorizzazione dati è particolare e differenziato e, quello che non ne permette facile lettura, è il fatto che questa registrazione è criptata.


AnalyzerPro 20: lettura file tipo “S”, elaborazione in cinematica e in diagrammi diversi.

A mia conoscenza, al momento esiste un unico software scientifico di ricostruzione capace di leggere anche queste registrazioni criptate di VDO: AnalyzerPro, versione 20.

Per la Black-box di cui una delle più note è la Unibox, ricordo che si tratta di dispositivi non omologati, montati in seconda battuta sulle autovetture e legati ad un dato tipo di polizza RC-auto. Questi sono strumenti di telemetria dove lo spazio è misurato ad intervalli regolari tramite la geolocalizzazione (GPS). Per le collisioni, gli viene affiancato un accelerometro capacitivo, di bassa qualità. Per questo i dati di questi accelerometri nell’analisi cinematica sono assolutamente indicativi ed utili solo nelle collisioni a catena per definire relativamente al veicolo considerato se cronologicamente questo fosse stato prima tamponante o tamponato.
Determinante ai fini della ricostruzione dell’evento, è invece il tabulato dei dati ottenuti tramite la geolocalizzazione. Quelli relativi a tempo/spazio sono facilmente interpretabili direttamente all’interno del loro tabulato stesso come nell'esempio seguente e, con un buon software scientifico di ricostruzione, sono anche elaborabili in cinematica esattamente come già si fa da tempo con i dati derivanti dalla lettura microscopica (CMRT) dei dischi analogici.
I dati di geolocalizzazione (latitudine e longitudine) che non sono sempre disponibili, nell’elaborazione permettono di definire, oltre allo spostamento cinematico lineare, anche quello geografico reale definendo nella simulazione la forma della traiettoria seguita dal veicolo dove, per esempio, si vedrà il veicolo percorrere di fatto una rotatoria, un svolta, ecc.


AnalyzerPro: elaborazione dati OCTO Telematics in cinematica e in diagrammi diversi.

Avendo così chiarito ed evidenziato ai fini dell’analisi cinematica l’importanza primaria dei tabulati tempo/spazio, quella secondaria dei dati di geolocalizzazione e quella quasi irrilevante dei dati dell’accelerometro delle scatole nere, mi è impossibile capire e condividere la prassi delle Compagnie d’assicurazioni che, in caso di incidente, ti mettano a disposizione solo i dati dell’accelerometro e ti fanno ogni genere di difficoltà per ottenere invece i tabulati completi tempo/velocità.

I CDR - Crash Data Retrieval sono invece dati, fra cui anche la velocità, che vengono memorizzati dalle centraline del veicolo al momento della collisione: nella necessità si può ottenerne la loro lettura tramite l’Importatore della marca, generalmente su richiesta di un Magistrato inquirente. In alternativa, è pure possibile ricorrere ad apparecchiature tipo quella di BOSCH, anche se limitata alla lettura dei dati di solo alcuni tipi di autovettura.
In questi pacchetti di dati, oltre alla registrazione tachimetrica (tempo/velocità), a seconda del veicolo e del modello viene pure memorizzata una miriade di altre informazioni (marcia innestata, giri motore, ecc.). Anche l’insieme dei dati CDR è comunque sempre ottenibile come tabulato numerico: quindi, per quanto attiene all’analisi cinematica pura, nulla di nuovo, salvo la provenienza della registrazione.
Pertanto, nei software di ricostruzione che prevedono l’elaborazione cinematica, i dati CDR vengono trattati in modo identico a quello di elaborazione dei dati delle Black-box o dei tachigrafi analogici.

Quando disponiamo di una registrazione tachimetrica, per l’analisi cinematica basta disporre del tabulato di registrazione tempo/velocità, indipendentemente dalla sua fonte (tachimetri analogici o digitali, Black-box, CDR, ecc.)
Se è vero che si sono evoluti i metodi di registrazione, è altrettanto vero che si sono evoluti di pari passo anche i software di analisi e ricostruzione. Con essi, la trasformazione quasi automatica di qualsiasi tipo di registrazione tachimetrica in cinematica è operazione rapidissima, sempre più usata dagli analisti ricostruttori. Richiede al massimo la preparazione del tabulato in un dato formato digitale: per esempio tramite Excel in formato .csv (Comma-Separated Values).
Non mi è purtroppo dato di sapere se questa elaborazione dei dati di registrazione tachimetrica in processo cinematico completo sia prevista e possibile con qualsiasi software scientifico di ricostruzione: nel merito, oggi permettetemi ancora qualche dubbio.